Ho fatto una ricerca su Andrea Zanzotto e due cose mi hanno commossa.
Era tornato nella sua terra natale- di nascita e di morte- siamo della nostra infanzia- e quando la morte si avvicina- abbiamo desiderio di sentire o di vedere il paesaggio amato;
Andrea Zanzotto ha insegnato da sedici anni
Chapeau Maestro!
“agisci bene quanto puoi e male quanto devi”
R.Musil, Elogio della stupidità
…e si sa lo “sbagliato”, il “fuori luogo” in assoluto è il poeta per la sua epoca: allora tutto sta nell’ostinarsi a sbagliare, a essere impudentemente dementi!
di Fabio Moliterni La poesia può ancora presentarsi come “meridiana della filosofia della storia”, in quella dialettica aperta di passato, presente e futuro della quale scriveva Benjamin: essa, la poesia, “diventa qualcosa di sociale per la propria posizione contraria alla società, e tale posizione essa la ricopre soltanto perché autonoma”.
di Andrea Inglese Il mio proposito è quello di avvicinare l’opera di Zanzotto a quella di Francis Ponge, utilizzando quest’ultima come un reagente che sia in grado far risaltare e porre in dialogo aspetti delle poetiche di entrambi gli autori.
"[…] il discorso visivo di Fellini ha risvegliato per me alcune risonanze entro una certa aura linguistica da dirsi veneta (veneziana solo in parte) sia per eccesso che per difetto. Mi è capitato davanti un parlare perso nella dicronia e nella sincronia veneta, fino al paradosso ed all’irrealtà di una citazione paleoveneta, un parlare un po’ inventato […] "
Domenico Pinto (1976). È traduttore. Collabora alle pagine di «Alias» e «L'Indice». Si occupa di letteratura tedesca contemporanea. Cura questa collana.
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:-)
bello, una stella un cammino.
Ho fatto una ricerca su Andrea Zanzotto e due cose mi hanno commossa.
Era tornato nella sua terra natale- di nascita e di morte- siamo della nostra infanzia- e quando la morte si avvicina- abbiamo desiderio di sentire o di vedere il paesaggio amato;
Andrea Zanzotto ha insegnato da sedici anni
Chapeau Maestro!
“agisci bene quanto puoi e male quanto devi”
R.Musil, Elogio della stupidità
…e si sa lo “sbagliato”, il “fuori luogo” in assoluto è il poeta per la sua epoca: allora tutto sta nell’ostinarsi a sbagliare, a essere impudentemente dementi!