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Ieri & Oggi. 1992.

di Michele Fianco 

[inediti, da: La Confezione]

forse quell’angolo maledetto
tra la parete che rientra le
tue intensità dove la sco
pa non passa, non passa proprio o
una misurazione altra al
tre orologerie la lampa
da spenta che spegne anche me la
lampada accesa che accende
anche me o sugli autobus che
mi vanno verso di te poi tor

nano indietro poi di nuovo
intanto che provo la profondi
tà di un pensiero almeno set
te/otto centimetri sotto il
livello del mare a isola
re a spostare la composizio
chimica del tempo la rea
zione il reagente (a propo
sito di me reagente di te)
e mi fa allergia la marea

la teoria memorìa e un lun
go discorso d’amore che si af
faccia sul mare (una frazione
di secondo appena) e si al
larga la macchia del tempo e re
sta qualche riferimento sparso
una voce esaurita dagli
anni un cuore il cuore un cuo
re che si stempia e tracce d’affet
to fin nelle urine e la geo

grafia dei gesti che si ri
compone e ininterrotta vo
ce e la luce rotta una voce
per voce solipsista e si ac
cende e si spegne dentro l’impianto nervo
so dei nervi la terra la fret
ta la terra riorìgina ri
mugina rinvàgina non esi
ste non è questo non è terra e

fuoriuscirsi è forse più fa
cile oppure non so da uno
spiffero di luce che batte il
tempo che a proposito di tem
po non batte più sul ticchettìo
regolare delle ore si spac
ca un silenzio si scopre l’ulti
mo nervo quello matto che parla
urla gratta la gola che ninna
nanna bestemmia dentro i passi […]

[continua, continua, ma non poteva, / non poteva tutto ora. Si ferma.]

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