Varianze

di Maurizio Giudice

Il foglio che non ho saputo scrivere è stato usato
per appuntare verdure e numeri di telefono.

 

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Così che il silenzio non basta,
bisogna raccontarlo, indicarvelo
col dito – un rumore
ininterrotto,
fermarsi: ecco.

 

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CRISI

Un secchio è capovolto.

 

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Le dita non trovano la strada, sono trasparenti
le costole, il ventre. Le dita non trovano più la strada
che le tue gambe, come un orologio,
segnavano così bene.

 

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Camminiamo vicino ai muri.
Calcoliamo il perimetro degli oggetti,
lontano dall’abitarli.

 

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Spenta l’ultima lampadina, restiamo
con le dita attaccate alla notte.

 

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Abbiamo attraversato vent’anni,
ma non sono serviti a renderci familiari.

Che il dolore non fosse una moneta di scambio
non ci è mai venuto in mente.

 

 

 

 

___

I testi di Maurizio Giudice sono tratti da Varianze (Ladolfi 2015).
Le immagini sono di Luca Poncetta (2011, inchiostro su carta).

 

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Renata Morresi scrive poesia e saggistica, e traduce. In poesia ha pubblicato le raccolte Terzo paesaggio (Aragno, 2019), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), Cuore comune (peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Nel 2014 ha vinto il premio Marazza per la prima traduzione italiana di Rachel Blau DuPlessis (Dieci bozze, Vydia 2012) e nel 2015 il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni. E' ricercatrice di letteratura anglo-americana all'università di Padova.
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