Varianze

di Maurizio Giudice

Il foglio che non ho saputo scrivere è stato usato
per appuntare verdure e numeri di telefono.

 

Scansione-38-copia

 

 

Così che il silenzio non basta,
bisogna raccontarlo, indicarvelo
col dito – un rumore
ininterrotto,
fermarsi: ecco.

 

Scansione-40-copia

 

CRISI

Un secchio è capovolto.

 

Scansione-51-copia

 

Le dita non trovano la strada, sono trasparenti
le costole, il ventre. Le dita non trovano più la strada
che le tue gambe, come un orologio,
segnavano così bene.

 

Scansione-53-copia

 

Camminiamo vicino ai muri.
Calcoliamo il perimetro degli oggetti,
lontano dall’abitarli.

 

Scansione-55-copia

Spenta l’ultima lampadina, restiamo
con le dita attaccate alla notte.

 

Scansione-56-copia

 

Abbiamo attraversato vent’anni,
ma non sono serviti a renderci familiari.

Che il dolore non fosse una moneta di scambio
non ci è mai venuto in mente.

 

 

 

 

___

I testi di Maurizio Giudice sono tratti da Varianze (Ladolfi 2015).
Le immagini sono di Luca Poncetta (2011, inchiostro su carta).

 

articoli correlati

La poesia e la stanza

di Daniele Barbieri Le parole sono cose: non solo rimandano a loro. Entrare in un testo poetico è un po' come entrare in uno spazio fisico, almeno in parte familiare. O magari è come entrare nella rappresentazione di uno spazio fisico, dove le cose non scompaiono ma...

Tracce per una playlist (tre frammenti sottocomuni e una postilla)

di Lorenzo Mari
Su Undercommons. Pianificazione fuggitiva e studio nero (Tamu/Archive Books ed., 2021) di Fred Moten e Stefano Harney, una raccolta di saggi e interventi il cui programma culturale e politico si estende a tutto campo, partendo dall’incontro-scontro tra la tradizione radicale nera e l’operaismo/post-operaismo/neo-operaismo italiano.

La pienezza di una storia, la fragilità di una vita. Su Le stelle vicine di Massimo Gezzi.

di Marco Nicastro Quando sulla quarta di copertina, sulle fascette promozionali, in estratti da recensioni leggo, relativamente ad un libro,...

NT – nessun tempo (Alessandra Greco e Gianluca Garrapa in conversazione)

"Questa è scrittura del desiderio e attraversa i corpi in una geologia delle immagini che trasfigura gli sguardi in ciò che non vedono e in ciò che si mancano: è il poema, questo, di uno spazio collettivo, s-oggettivo. Accade qui, altrove."

Ipotesi per una bambina cyborg

di Lella de Marchi non può nascere nulla dal nulla Lucrezio Linda, ciò che voglio dirti è che le donne nascono due...

Jericho Brown – quattro poesie

traduzioni di Alessandro Brusa As a Human Being There is the happiness you have And the happiness you deserve. They sit apart from...
renata morresi
Renata Morresi scrive poesia e saggistica, e traduce. In poesia ha pubblicato le raccolte Terzo paesaggio (Aragno, 2019), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), Cuore comune (peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Nel 2014 ha vinto il premio Marazza per la prima traduzione italiana di Rachel Blau DuPlessis (Dieci bozze, Vydia 2012) e nel 2015 il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni. E' ricercatrice di letteratura anglo-americana all'università di Padova.