un’iniezione e via

di Giacomo Sartori

t’ho sempre fatta aspettare

e t’innervosivi

non sopportavi l’inazione

e i legacci dei legami

melensi o plebei

che li giudicassi

(protofemminismo

in salsa vitalista

con afflati estetici

ma anche mussoliniani:

nevrosi novecentesche

riassumeremmo oggi)

 

perfino stavolta

ho tergiversato

coi miei demoni:

dispatie compensatrici

di figlio del trauma

quando vieni?

m’hai chiesto

(ombre di parole

perentorie e materne

nel telefono

sospeso a mani d’altri)

 

avevi furia

d’andare

un’iniezione e via

eri tanto stanca

piumetta di nervi

e ossicini

(peraltro non miei)

smaniosi di nozioni

e romanzi

fino sotto morfina

(ancora e sempre)

ho vissuto tanto…

 

mercoledì?

ha brusito

il filino roco

ormai sfinito

a Rosemarie Lange (“Piuma”), mater mea

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giacomo sartori
giacomo sartori
Sono agronomo, specializzato in scienza del suolo, e vivo a Parigi. Ho lavorato in vari paesi nell’ambito della cooperazione internazionale, e mi occupo da molti anni di suoli e paesaggi alpini, a cavallo tra ricerca e cartografie/inventari. Ho pubblicato alcune raccolte di racconti, tra le quali Autismi (Miraggi, 2018) e Altri animali (Exorma, 2019), la raccolta di poesie Mater amena (Arcipelago Itaca, 2019), e i romanzi Tritolo (il Saggiatore, 1999), Anatomia della battaglia (Sironi, 2005), Sacrificio (Pequod, 2008; Italic, 2013), Cielo nero (Gaffi, 2011), Rogo (CartaCanta, 2015), Sono Dio (NN, 2016), Baco (Exorma, 2019) e Fisica delle separazioni (Exorma, 2022). Alcuni miei romanzi e testi brevi sono tradotti in francese, inglese, tedesco e olandese. Di recente è uscito Coltivare la natura (Kellermann, 2023), una raccolta di scritti sui rapporti tra agricoltura e ambiente, con prefazione di Carlo Petrini.
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