Lo spazio e il tempo

di Francesca Fiorletta

Santa Maria della Scala, Federico Pacini, Edizioni Quinlan 2016
Santa Maria della Scala, Federico Pacini, Edizioni Quinlan 2015

Il presente è indifferente e disattento, tuttavia ci teniamo in vita meditando sul cumulo dei ricordi e delle tradizioni che conserviamo. Siamo case piene di presenze in ogni trave che scricchiola, in ogni pietra che geme.
Henry James

Le apparenze, che sono il supporto della rappresentazione esterna, ci stanno a cuore più di ogni interpretazione complessiva del mondo: infatti sono tutto ciò che abbiamo per orientarci nello spazio.
Gianni Celati

La verifica dei movimenti; i gesti lenti, ripetitivi; lo scorrere implacabile del tempo.

Nella fotografia di Federico Pacini c’è tutto il tentativo di fissare insieme il ricordo di esperienze passate e l’aspettativa per un futuro inconoscibile. Non c’è ansia nei movimenti e nella cattura delle immagini; la luce scorre come un filtro di intelligenza, di acume documentaristico e di spiccata forza caratteriale.

In quest’ultimo lavoro, da poco uscito per le Edizioni Quinlan, Pacini ricostruisce il volto (umano, proprio perché disumanato!) dell’Ospedale di Santa Maria della Scala, importante costruzione senese dell’XI secolo: fu infatti il luogo di cura più antico dell’Occidente, a livello mondiale, secondo solo a quello di Istanbul.
Oggi, una parte della struttura è in via di restauro, l’altra ospita una serie di collezioni che spaziano dall’arte antica a quella di epoca moderna, coprendo coi suoi 350.000 metri cubi d’estensione un arco di circa mille anni di storia, di civiltà, di vita.

 

[qui, il sito dell’artista: www.federicopacini.it]

 

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