Compagne e compagni

di Antonio Sparzani

e se cominciassimo a darci una mossa?

Ieri 1 dicembre manifestazione a Milano da Piazza Piola a via Corelli, molto partecipata, senza incidenti, malgrado vigili e pulotti in quantità.

antonio sparzani

Antonio Sparzani, vicentino di nascita, nato durante la guerra, ha insegnato fisica per decenni all’Università di Milano. Il suo corso si chiamava Fondamenti della fisica e gli piaceva molto propinarlo agli studenti. Convintosi definitivamente che i saperi dell’uomo non vadano divisi, cerca da anni di riunire alcuni dei numerosi pezzetti nei quali tali saperi sono stati negli ultimi secoli orribilmente divisi. Soprattutto fisica e letteratura. Con questo fine in testa ha scritto Relatività, quante storie – un percorso scientifico-letterario tra relativo e assoluto (Bollati Boringhieri 2003) e ha poi curato, con Giuliano Boccali, il volume Le virtù dell’inerzia (Bollati Boringhieri 2006). Ha curato anche due volumi del fisico Wolfgang Pauli, sempre per Bollati Boringhieri e ha poi tradotto e curato un saggio di Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia, pubblicato presso Mimesis. Ha curato anche il carteggio tra W. Pauli e Carl Gustav Jung, pubblicato da Moretti & Vitali nel 2016. Scrive poesie e raccontini quando non ne può fare a meno. 

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  9 comments for “Compagne e compagni

  1. 2 dicembre 2018 at 15:08

    E’ stata una manifestazione importante. Penso che in Italia ci sia l’opposizione, diffusa e trasversale, semplicemente non c’e’ ancora un movimento politico in cui questa riesce a riconoscersi, o una leader di questo movimento politico. Ma sono ottimista.

  2. sergio falcone
    2 dicembre 2018 at 19:20

    Il giorno che vedrò un compagno dare un volantino, che so, al mercato rionale su un problema concreto, quel giorno per me sarà festa grande.
    Camillo Berneri diceva che dobbiamo stare nella società. Noi, nella società non ci stiamo. Al massimo, facciamo attività culturale in luoghi del tutto autoreferenziali. Ognuno cristallizzato nella propria verità. E nessuno che abbia la benché minima idea di cosa fare…

  3. anna
    2 dicembre 2018 at 22:21

    L’8 dicembre, qui a Torino, ci sarà una grande manifestazione “no tav”. Dopo molti anni, camminerò al fianco di molti altri, perché è giusto, perché siamo molecole di un corpo, perché il nostro sarà un NO globale, non globalizzato. Altro che madamìn radical chic.

  4. 2 dicembre 2018 at 22:52

    grazie @Sergio di avere menzionato Camillo da Lodi, come talvolta firmava le sue molte pubblicazioni, clandestine e no. Assassinato in Catalogna dalla folle canaglia stalinista che invece di combattere i franchisti uccideva i compagni, anarchici e no. Io penso che la vicenda di Camillo, come di altri come lui, ci debba insegnare che la cosa fondamentale che serve sia l’unità della sinistra, con tutte le sfumature, correnti e correntine. Ripeterò questa ovvietà: è meglio rinunciare alle differenze tra noi che perdere contro il nemico di classe. Le manistazioni come quella di ieri vanno un po’ in questo senso.

  5. sergio falcone
    3 dicembre 2018 at 00:34

    @sparz Ed io ringrazio te perché questo intervento mi sembra davvero opportuno. Diamoci una mossa… Vero. L’estrema sinistra residuale non ha un progetto che sia minimamente credibile di trasformazione dell’esistente e non ha l’organizzazione che dovrebbe portarlo avanti. È come costretta tra i massimi sistemi, i sacri principi, da un lato e, dall’altro, lotte settoriali. Manca completamente un raccordo…

  6. vincenzo
    3 dicembre 2018 at 01:14

    Già la “mossa”…

  7. enrico moretti
    3 dicembre 2018 at 20:16

    Sparzi sappi che sono con te e con tutti coloro che vogliono darsi una mossa. Dovremmo essere creativi,
    aprire a un nuovo modo di concepire il mondo, un modo che sia comunicabile e praticabile anche dai figli
    del digitale.

    enrico

    • 4 dicembre 2018 at 08:03

      @Enrico, grazie davvero delle tue parole, bisogna capire come assumere “un nuovo modo di concepire il mondo”.

  8. costanza
    4 dicembre 2018 at 15:47

    Oh bene caro Antonello guarda un po’ dove ti ritrovo, mi hai letto nel pensiero.. Ero anche io con Martina a piazza Piola sabato e per tutta la camminata fino alla meta a distanza… per carità non si sa mai. In questo tempo che ci è caduto addosso come nel sonno vorrei stare solo nelle manifestazioni perché la vita quotidiana e privata la sento estranea come una lontananza. Davvero mai immaginato un ministro dell’interno che incita a sparare e va a far visita a un omicida, dunque un passo avanti verso la pena di morte. Adesso ha tolto anche l’assistenza sanitari ai rifugiati, e questo dunque cos’è? Se non si viene curati si muore.
    I francesi han fatto un casino allucinante per molto molto molto molto ecc.….. meno
    Abbraccio, Costanza

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