Articolo precedentePerdere il controllo
Articolo successivoGuerra 85

A caccia nei sogni

di Gianni Biondillo

Tom Drury, A caccia nei sogni, NNeditore, 2017, 232 pagine, traduzione Gianni Pannofino

C’è un’America, nel cuore dell’America, che sembra esclusa dalla Storia. Esiste come in un eterno scenario, sempre simile a se stesso, paralizzato negli anni cinquanta del secolo scorso, anche quando si raccontano storie dei giorni nostri. È l’infinita provincia, il ventre molle degli Stati Uniti, così peculiare eppure, allo stesso tempo, talmente metaforica, talmente ficcante che ogni provincia dell’occidente pare riconoscercisi.

A caccia nei sogni è il secondo capitolo della trilogia di Tom Drury, ma non è obbligatorio aver letto il primo volume per seguirne la trama. Il romanzo ruota attorno a pochi giorni, un fine settimana, a Grouse County. Romanzo corale, dove non esiste un protagonista su cui agglutinare gli eventi ma una famiglia come tante: Charles che rivuole indietro il fucile che appartenne al padre (ma non sa neppure lui perché ci tenga così tanto), Joan, la moglie, che prepara le valigie per un viaggio di lavoro (ma forse è una fuga mascherata), Lyris, la figlia che Joan ha ritrovato dopo anni, Micah, il figlio più piccolo dei due. In pochi giorni fanno esperienza, ognuno nel suo mondo impenetrabile, di una costellazione di piccole microfratture dell’anima, piccoli tormenti, piccole tragedie.

Attorno a loro tanti altri personaggi, altrettanto tratteggiati e irraggiungibili. Dialoghi spesso inconcludenti, come la trama che sembra ruotare attorno al nulla. Qualche scena strappa un leggero sorriso, qualche altra un lieve accigliarsi. Niente avventure memorabili, niente storie indimenticabili. In realtà, in questo continuo non far accadere nulla, accade la vita stessa. Drury, in questo, è impeccabile, come la sua scrittura, senza sbavature, senza fronzoli, ma neppure troppo disseccata. I suoi personaggi vagano, molto spesso nel buio della contea, sperduti in un mondo che sembra troppo grande, troppo incomprensibile. Veri.

.

(precedentemente pubblicato su Cooperazione, numero 11 del 13 marzo 2018)

articoli correlati

Il gelo e la verità

di Sergio Pandolfo
Solo tredici chilometri, il romanzo scritto da Giovanni Accardo e Mauro De Pascalis (Edizioni alpha beta Verlag, p. 360), è uno di quei legal thriller che

Quattro romanzi: Sorrentino, Teobaldi, Lobo Antunes, Camenisch

(quattro letture di fine estate, mentre il sole scompare dietro le nuvole settembrine. G.B.) di Gianni Biondillo Piero Sorrentino, Un cuore...

Quattro romanzi: He, Van Reet, Dazieri, Wurger

(proseguono le letture estive. Altri quattro romanzi sotto l'ombrellone. G.B.) Chen He, A modo nostro, 2018, Sellerio editore, 345 pagine, traduzione...

Quattro romanzi: Montanari, Landero, Schenk, Lunde

(Consigli di lettura agostani a pacchetti di quattro. Buon ombrellone, voi che potete. G.B.) Raul Montanari, La vita finora, Baldini+Castoldi,...

Cedere a “Yoga” di Carrère

  di Valerio Paolo Mosco Ha una caratteristica Carrère che probabilmente gli viene dalla sua esperienza come sceneggiatore, quella di fissare...

La casa delle madri

di Romano A. Fiocchi Daniele Petruccioli, La casa delle madri, 2020, TerraRossa Edizioni Ho letto La casa delle madri molto prima...
gianni biondillo
GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Nel 2011 il romanzo noir I materiali del killer ha vinto il Premio Scerbanenco. Nel 2018 il romanzo storico Come sugli alberi le foglie ha vinto il Premio Bergamo. Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee.