Tag: letteratura americana

Le nostre anime di notte

di Gianni Biondillo

 

Kent Haruf, Le nostre anime di notte, NN editore, 2017, 162 pagine, traduzione di Fabio Cremonesi

Addie è vedova e si sente sola. Ne parla con Louise, vedovo anch’esso. Gli propone di passare le notti con lei, nel letto di casa sua.… Leggi il resto »

Consigli per scrittori di poche parole

di Domenico Talia
Si può scrivere di un libro stagionato parlandone come fosse frutta fresca da gustare? Si può parlare di racconti rubando le parole a qualcuno premiato per essere autore di romanzi? Sia nel primo sia nel secondo caso, la risposta parrebbe essere negativa, ma con un po’ di volontà qualcosa di diverso si può tentare.… Leggi il resto »

Lo schiavista

(Silvia Castoldi ha tradotto per Fazi Editore un libro davvero interessante, Lo schiavista, di Paul Beatty, appena entrato nella short list del Man Booker Prize.  L’editore ce ne regala un estratto, il volume è in libreria dal 6 ottobre scorso. L’autore sarà a Milano, per Bookcity, il 20 novembre)

di Paul Beatty

So che detto da un nero è difficile da credere, ma non ho mai rubato niente.… Leggi il resto »

Mr. Mercedes

di Gianni Biondillo

Stephen King, Mr. Mercedes, Sperling & Kupfer, 2014, trad. Giovanni Arduino

Una mercedes grigia sfreccia all’alba, in una cittadina duramente colpita dalla crisi, e falcia la vita di decine di persone. Il criminale, mascherato da pagliaccio, fugge, non c’è modo di scoprire chi sia.… Leggi il resto »

Deserto solitario

(torna in libreria Desert solitaire. Una stagione nella natura selvaggia. Attualissimo, non ostante gli anni. Ringraziamo l’editore per averci regalato un estratto del libro. G.B.)

di Edward Abbey

Qui da solo, immerso nel silenzio, capisco il terrore che molti provano in presenza del deserto primordiale, la paura inconscia che li spinge a voler domare, alterare o distruggere ciò che non riescono a comprendere, a ridurre il selvatico e il preumano a dimensioni umane.… Leggi il resto »

Dieci dicembre

di Gianni Biondillo

George Saunders, Dieci dicembre, minimum fax, 2013, 222 pag., traduzione di Cristiana Mennella

 

Perché la letteratura più cool angloamericana fa a gara per lodare l’opera di un autore di short stories come George Saunders? Che siano Jonathan Franzen o Zadie Smith, Thomas Pynchon o Dave Egger, il giudizio non cambia: l’autore texano è unanimemente considerato un talento immaginifico potente e originale.… Leggi il resto »

Solo i morti conoscono Brooklyn

di Thomas Wolfe

(Questo racconto è tratto dalla raccolta “Dalla morte al mattino”, pubblicata da CartaCanta editore, 2014, 15 Є, nella traduzione di Jacopo Lenkowicz)

Ora l’inverno del nostro scontento è reso glorioso da questo mese di maggio, e la desolazione delle nostre anime da tempo annegate è sepolta nel verde fuoco di una primavera radiosa.… Leggi il resto »

Assoluzione

 di Gianluca Veltri

Orfano di genitori terroristi che si batterono contro l’a­partheid, Sam Leroux è un ricercatore che riceve l’inca­rico di scrivere la biografia della celebre scrittrice Clare Wald. Per lui, che vive da anni a New York, è l’occasione per tornare in Sudafrica nei luoghi natali, e per incontrare la narratrice i cui libri da ragazzo gli hanno fornito una mappa di se stesso.… Leggi il resto »

Author (not) here

ovvero “Una cosa noiosa che non ho mai fatto”

di Stefano Durì

[dopo la pubblicazione di questa recensione su The Pale King, nella casella postale di NI è nata una discussione fra l’autrice e un nostro lettore, il quale ha condensato in questo pezzo le sue considerazioni, che qui volentieri pubblico.… Leggi il resto »

The Pale King

di DaniMat

The Pale King, di David Foster Wallace
(Little Brown & Co., USA + Hamish Hamilton, GB per Penguin Europa – pagine 547, Aprile 2011)
(Einaudi, IT – metà Ottobre 2011, traduzione di Giovanna Granato)

Lo scrittore stenografo – Di Charles Dickens si sa che a 16 anni, dopo 2 o 3 di sfruttamento in fabbrica dove sgobbò per risarcire i debiti di suo padre (finito in carcere col resto della famiglia: metodi Vittoriani, sapete – ndr), imparò la stenografia, e a 18 era il più veloce e preciso stenografo del Parlamento inglese: ci avrete fatto caso, nelle sedute parlamentari c’è sempre qualcuno, in genere una donna, seduto a un banchetto posto al centro, tra gli scranni del consiglio dei ministri e l’emiciclo opposto (l’intero, appunto, arco parlamentare), che digita meccanicamente su un apparecchio – sta stenografando per verbalizzare la seduta in corso, ora in tecnologia digitale, ai tempi del grande romanziere in erba con carta inchiostro e pennino.… Leggi il resto »

La vita facile

di Gianni Biondillo

Richard Price, La vita facile, Giano editore, trad. di Stefano Bortolussi, 502 pag.

Lo scenario è quello di una Manhattan fuori dai luoghi comuni dei turisti, il Lower East Side, ex quartiere ebraico e oggi coacervo di multiculturalità: negozi gestiti da yemeniti, sexy shop, locali notturni, caseggiati ultrapopolari.… Leggi il resto »

Per sempre lontano


di Gianni Biondillo

Amy Bloom, Per sempre lontano, Einaudi, 2008, 270 pag., trad. Giovanna Granato

Scappata da un pogrom in Unione Sovietica che le ha sterminato la famiglia, Lilian, la protagonista di Per sempre lontano di Amy Bloom, decide di rifarsi una vita negli Stati Uniti.… Leggi il resto »

La strada

di Gianni Biondillo

Cormac McCarthy, La strada, 2007, Einaudi, traduzione di Martina Testa, 218 pag.

Non sono un capolavorista e Cormac McCarthy non ha certo bisogno dei miei peana per trovare nuovi lettori. Stiamo parlando di un autore che è riconosciuto, da decenni, come uno dei più lucidi e meglio rappresentativi della narrativa statunitense; il Pulitzer vinto proprio con questo romanzo, La strada, lo sta a dimostrare.… Leggi il resto »