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Nazione Indiana compie 18 anni e cambia… veste

a Mariasole Ariot
alle sue piume leggere e stilizzate
che sono volate lievi
nel logo di Nazione Indiana

“… si può fondare una revisione di tutta l’istituzione stilistica novecentesca (da farsi appunto in gran parte risalire alla ricerca pascoliana).”
[Pier Paolo Pasolini, Pascoli, “Passione e ideologia” p. 291, Milano, Garzanti]

di Orsola Puecher

Nazione Indiana ha raggiunto la maggiore età e cambia veste grafica. Sono passati già 18 anni dal lontano 2003, anno della sua fondazione. In questo lungo periodo di tempo si sono avvicendati moltissimi redattori e alcuni veterani, Andrea Inglese, Helena Janeczek, Gianni Biondillo, dal 2004, e Jan Reister, dal 2005, sono ancora qui.

Come è solito dire Gianni Biondillo “un indiano è per sempre”, come i diamanti, non so se sia vero per tutti, ma il passaggio indiano è stato una tappa importante, scritta nella storia del web e delle riviste web, scritta nel diventare via via sempre più preminente della dimensione virtuale e digitale del giornalismo, della letteratura, della critica letteraria.

Per moltissimi Nazione Indiana è stata un punto di partenza e un trampolino di lancio.

Questa ricorrenza marzolina e primaverile, il ⇨ COMPLEANNO DI NAZIONE INDIANA, è stata festeggiata per un po’ di anni, come se ci si sorprendesse, dopo la scissione iniziale, della sopravvivenza e della longevità del progetto, del “miracolo” del suo proseguire, poi non ci si è più pensato, come per certe signore che non ci tengono tanto a far sapere la loro età, o forse, piuttosto, per l’assimilata sicurezza di una continuità solida e in evoluzione.

da ⇨ CHI SIAMO

L’organizzazione di Nazione Indiana è decentrata, orizzontale, rizomatica. Non esiste una redazione centrale e fisica, non ci sono posizioni unanimi, ma singole autonomie individuali disseminate in luoghi e nazioni diverse, che interagiscono e collaborano in una particolare armonia, sconclusionata e magica, trovando a volte l’occasione di formulare progetti collettivi e di incontrarsi, non solo virtualmente, organizzando feste e convegni annuali.

Questa armonia, sconclusionata e magica attiene anche al restyling grafico del sito, che ancora una volta è arrivato a una conclusione dopo una gestazione complessa, intermittente, dilazionata nel tempo, lontana nello spazio, fra momenti di entusiasmo e di sconforto, di difficoltà tecniche e di progettazione.

Dallo scorso 21 marzo, dopo un periodo di necessario rodaggio, ora siamo a una versione stabile e definitiva.

Come sempre, qui, quando viene proposta un’idea, molti la discutono, ognuno manifesta le proprie esigenze, i propri dissensi, qualcun altro si eclissa, in pochi si collabora praticamente alla sua realizzazione. C’è chi ha conoscenze professionali della materia, chi si professa webmaster empirico e intuitivo, chi generoso di disponibilità, tempo ed energie sta sempre lì, sul pezzo, pungolando e stimolando.

Sono particolarmente felice e orgogliosa che questa progettazione collettiva del nuovo sito di Nazione Indiana sia avvenuta con successo proprio in questo anno così difficile per tutti, dove il lavoro artistico e culturale sembrano essere negletti e relegati in secondo piano dall’emergenza pandemica.

Guardando gli screenshot della homepage dall’inizio, dal 2003 in poi, si evidenzia il cambiamento non solo grafico ma sostanziale della veste tipografica e del template.

2003

2005

2007

 
Dal blogroll, il blog a rullo, con i contenuti impilati in verticale, più adatto a uno spazio personale, come infatti è nella storia della nascita del blog, strumento elettivo per mettere i propri contenuti individuali online in una successione temporale, siamo arrivati nel 2012 a una visione più adatta a una dimensione collettiva, da rivista, che potesse contenere in una schermata, in ogni scroll, più informazioni possibili.

Dalle prime versioni un po’ calviniste e iconoclaste, con rare piccole immagini francobollo, abbiamo sentito l’esigenza di dare alla parte iconografica maggior rilievo e organicità rispetto ai testi.

Se la homepage ha ristretto i singoli post in una griglia più fruibile e navigabile, la pagina degli articoli invece si è allargata a una migliore leggibilità dei contenuti dei testi, con uno spazio maggiore per gli aspetti visuali e multimediali.

2011

2012

2021

  • Fra le novità di questa ultima trasformazione forse la più importante è la possibilità di valorizzare finalmente l’immenso archivio di Nazione Indiana, gli 11.900 e passa articoli, in crescita giornaliera, finora pubblicati, il corpus del lavoro degli attuali componenti della redazione insieme quello dei redattori del passato e degli ospiti, di cui siamo i custodi: con la rubrica dall’archivio, nel colonnino di destra, che cambia casualmente, ogni volta che si aggiorna la pagina, emergono a sorpresa post e autori dell’archeologia indiana, che altrimenti se ne starebbero sepolti negli strati geologici del retrobottega. Siamo il presente ma anche e sempre il passato da cui siamo germogliati.
  • Le categorie in cui sono catalogati gli articoli sono state rese disponibili per una consultazione rapida.
  • L’inchiesta La responsabilità dell’autore, del 2010, ma sempre importante e attuale, è stata rimessa in evidenza.
  • Alcune rubriche molto belle e in progress come Mots-clés e cinéDIMANCHE, hanno trovato uno spazio grafico consono.
  • Sta decollando anche una nuova rubrica di instant post, al volo, con articoli più brevi, segnalazioni, colpi d’occhio fulminanti.
  • Abbiamo dismesso le antiche penne, ma non il loro significato di appartenza a una “nazione composta da molti popoli orgogliosamente diversi e liberi” e Mariasole Ariot ha distillato delle nuove piume per il nostro logo.

Che altro dire? Buona lettura a tutti e buon lavoro ai redattori di Nazione Indiana, che ancora tengono viva e vitale questa bellissima avventura.

Immagini dal passato da ⇨ WaybackMachine/WebArchive

9 Commenti

  1. Augurissimi e Complimenti! Sono anni ormai che Vi leggo quotidianamente (a volte anche lasciando un commento) e grazie a Voi (in particolare al caro Daniele Ventre) ho esordito (nel 2015) a tutti gli effetti come voce poetica autonoma. Ad maiora!!

  2. Grazie per questo rinnovo della veste grafica particolarmente riuscito. In effetti si tende sempre a dare per scontato il lavoro grafico, che richiede invece tempo e applicazione. Complimenti per la creatività!

  3. braverrimo Fùrlen! Eri senza confronti er mejo tra i presenti nella trasmissione. Mi spiace un po’ che sia venuto fuori poco il nome di Moresco che forse è stato il più fondatore di tutti.
    E grazie Gianni Montieri, che ancora ci segui, ciao!!

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orsola puecherhttps://www.nazioneindiana.com/author/orsola-puecher/
,\\' Nasce [ in un giorno di rose e bandiere ] Scrive. [ con molta calma ] Nulla ha maggior fascino dei documenti antichi sepolti per centinaia d’anni negli archivi. Nella corrispondenza epistolare, negli scritti vergati tanto tempo addietro, forse, sono le sole voci che da evi lontani possono tornare a farsi vive, a parlare, più di ogni altra cosa, più di ogni racconto. Perché ciò ch’era in loro, la sostanza segreta e cristallina dell’umano è anche e ancora profondamente sepolta in noi nell’oggi. E nulla più della verità agogna alla finzione dell’immaginazione, all’intuizione, che ne estragga frammenti di visioni. Il pensiero cammina a ritroso lungo le parole scritte nel momento in cui i fatti avvenivano, accendendosi di supposizioni, di scene probabilmente accadute. Le immagini traboccano di suggestioni sempre diverse, di particolari inquieti che accendono percorsi non lineari, come se nel passato ci fossero scordati sprazzi di futuro anteriore ancora da decodificare, ansiosi di essere narrati. Cosa avrà provato… che cosa avrà detto… avrà sofferto… pensato. Si affollano fatti ancora in cerca di un palcoscenico, di dialoghi, luoghi e personaggi che tornano in rilievo dalla carta muta, miracolosamente, per piccoli indizi e molliche di Pollicino nel bosco.