Articolo precedenteInno ps.omerico a Pan
Articolo successivoCovid, alimentazione e sindemia

La donna invisibile. Traduttrici nel primo Novecento italiano

 

Sull’invisibilità del traduttore si è discusso e molto ancora si discute, declinando la celebre definizione di Lawrence Venuti in vario modo. In questo convegno si ripercorreranno le traiettorie spesso occultate o non abbastanza valorizzate di alcune traduttrici, e si indagheranno le condizioni che hanno consentito loro l’accesso al campo letterario, traduttivo ed editoriale della prima metà del Novecento, un periodo storico caratterizzato da progressi e resistenze nel miglioramento della condizione delle donne.

Il convegno “La donna invisibile. Traduttrici nel primo Novecento italiano” si terrà nei giorni 5 e 6 ottobre 2021 presso l’Aula Magna dell’Università per Stranieri di Siena, Piazza Rosselli 27/28. Sarà possibile seguirne lo svolgimento online all’indirizzo http://live.unistrasi.it/

Qui la locandina

Qui il programma

Print Friendly, PDF & Email

articoli correlati

Su “Memory Box” di Joana Hadjithomas e Khalil Joreige

di Roberto Todisco
Il giorno della vigilia di Natale, a Montreal, a casa di una famiglia composta di sole donne (nonna, madre e figlia) arriva una misteriosa scatola. [...] Il pacc arriva da Beirut, la città da cui Téta e sua figlia sono fuggite durante la guerra civile libanese degli anni ottanta.

Questo stratificarsi di gesti e tempi. Cinque fotogrammi di madri e figlie

di Chiara De Caprio
La foto, allora, dovrebbe consentirmi di capire che cosa trattiene la mia attenzione e fa scorrere un’emozione impercettibile e lontana, a cui non so, in prima istanza, assegnare un nome

This must be the place. David Byrne e lo zen – seconda parte

di Giorgio Sica
Sono anni di straordinaria intensità, durante i quali Cage studia il buddismo zen, la filosofia indiana e il taoismo al Black Mountain College insieme a David Tudor. Segue le lezioni di D. T. Suzuki e considera lo zen come un'impostazione filosofica con cui ridiscutere il concetto di musica.

This must be the place. David Byrne e lo zen – prima parte

di Giorgio Sica
L’iconica This must be the place dei Talking Heads, uno dei brani più celebri dell’art rock a cui pochi anni fa Paolo Sorrentino ha dedicato un omonimo film, mi ha sempre stupito per il suo carattere buddista, più precisamente buddista zen

In qualche (altro) modo

di Roberto Lombardi
Le nostre frasi, però, in tal modo infarcite, si vestono di un’aura di mistero, di insondabilità, e dunque di profondità. E, in questo modo (efficace variazione sul tema), un tale abuso finisce per togliere mistero anche là dove esso coverebbe legittimamente

Mots-clés__Attenzione

di Fabrizio Cantori
Poesia è anch'essa attenzione, cioè lettura su molteplici piani della realtà intorno a noi, che è verità in figure. E il poeta, che scioglie e ricompone quelle figure, è anch'egli un mediatore
ornella tajani
Ornella Tajani insegna Lingua e traduzione francese all'Università per Stranieri di Siena. Si occupa prevalentemente di studi di traduzione e di letteratura francese del XX secolo. È autrice del saggio Tradurre il pastiche (Mucchi, 2018). Ha tradotto e curato: Il battello ebbro (Mucchi, 2019); L'aquila a due teste di Jean Cocteau (Marchese 2011 - premio di traduzione Monselice "Leone Traverso" 2012); Tiresia di Marcel Jouhandeau (Marchese 2013). Ha inoltre tradotto le Opere di Rimbaud (Marsilio, 2019). Oltre alle pubblicazioni abituali, per Nazione Indiana cura la rubrica Mots-clés, aperta ai contributi di lettori e lettrici.
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: