40 anni dalla morte di Perec e 50 cose da fare prima di morire

di Ornella Tajani

Esattamente 40 anni fa moriva Georges Perec.
Nel 1981, in un programma radio dal titolo «Mi fugue, mi raisin», l’autore si dedica alla compilazione di una delle sue amate liste, che, spiega in apertura, non sono affatto facili da stilare, al contrario di quanto si possa pensare: forte è ad esempio la tentazione di inserire un «eccetera» che venga a troncarla prematuramente, il che è invece assolutamente proibito; bisogna andare fin in fondo.
La lista in questione riguarda le sue cinquanta cose da fare prima di morire; ce ne sono di originali come di più banali; alcune sono raggruppate per categorie tematiche, come quelle legate allo spazio e al tempo, oppure al lavoro. La si può ascoltare in francese qui; altrimenti, più giù ho tradotto sinteticamente i vari punti.
Per ricordarlo oggi, nel giorno dell’anniversario, oltre – soprattutto – a leggerlo e rileggerlo, si può provare a stilare una propria lista. Io l’ho fatto: le mie cinquanta cose da fare non seguono alcun ordine, per cui le voglie più bizzarre o gratuite si mescolano a ipotetici obiettivi più o meno realistici. Come Perec, anch’io talvolta ho aggiunto un minuscolo commento; e ho un paio di voglie in comune con lui.
Non è stata un’impresa facile, dunque mi permetto di offrire tre consigli a chi vorrà cimentarsi: bisogna concentrarsi su ciò che davvero conta di più; evitare di menzionare dei desideri o delle generiche speranze sulle quali il nostro arbitrio non può nulla, e che dunque non costituiscono delle cose da poter fare; e, soprattutto, occorre resistere alla tentazione di compilare una pagina di voglie originali o accattivanti, scelte unicamente perché rimandano una determinata idea di noi e non perché siano davvero sentite.
Come si vedrà, Perec ha in effetti compilato una lista di trentasette punti, dopodiché si è fermato; morirà qualche mese dopo. Per omaggiarlo, anche le mie cinquanta cose da fare sono quindi state trentasette.
Qui di seguito la sua lista.

1) Fare un giro in bateau-mouche
2) Buttar via una serie di cose che ci si ostina a conservare senza motivo
3) Trovare un sistema definitivo per organizzare la propria biblioteca
4) Acquistare vari elettrodomestici: lavastoviglie, lavatrice
5) Smettere di fumare
6) Vestirsi in maniera totalmente diversa (indossare cravatte, farsi confezionare un abito completo con gilet, etc.)
7) Andare a vivere in albergo
8) Andare a vivere in campagna
9) Andar a vivere 1-2 anni in una città straniera (Londra, Zurigo o Roma)
10) Attraversare l’intersezione tra l’equatore e la linea internazionale del cambio di data
11) Superare il circolo polare
12) Vivere un’esperienza fuori dal tempo: in una grotta, senza orologi, ecc.
13) Fare un viaggio in sottomarino
14) Fare un viaggio lungo in nave
15) Fare un viaggio in mongolfiera
16) Andare sulle isole Kerguelen
17) Andare a Tristan da Cunha
18) Andare dal Marocco a Timbuctù in cammello in 52 giorni
19) Andare nelle Ardennes
20) Andare a Bayreuth per il festival, a Praga o a Vienna
21) Bere del rum trovato in fondo al mare, come il capitano Haddock in un fumetto di Tintin
22) Aver il tempo di leggere (per esempio Henry James)
23) Fare un viaggio in Francia attraversando i canali
24) Trovare la soluzione del cubo di Rubik
25) Imparare a suonare la batteria
26) Imparare una lingua straniera (l’italiano, per leggere Dante, magari)
27) Imparare il mestiere di tipografo
28) Dipingere
29) Scrivere storie per bambini dai 6 mesi ai 3-4 anni
30) Scrivere storie per bambini un po’ più grandi, che sanno già leggere
31) Scrivere un romanzo di fantascienza
32) Scrivere la sceneggiatura di un film d’avventura
33) Scrivere un romanzo-feuilleton
34) Mettersi a scrivere in pubblico, in vetrina, come ha fatto Simenon
35) Lavorare con un disegnatore di fumetti
36) Scrivere delle canzoni
37) Piantare un albero (per vederlo crescere)

Perec ha aggiunto, a mo’ di appendice, due cose impossibili:

– Ubriacarsi con Malcolm Lowry
– Conoscere Nabokov

I commenti sono aperti e possono serenamente ospitare liste di 37 elementi. Ma mi raccomando: se stilate, non barate.

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7 Commenti

  1. Per me «La vita istruzioni per l’uso» è uno dei capolavori assoluti del Novecento, è «l’Ulysses» francese. Ma quante cose ci siamo perse, colpa della sua scomparsa così precoce…
    Grazie, Ornella Tajani, per aver ricordato la ricorrenza con questo elegante articolo.

  2. Grazie Ornella per aver così bene ricordato un molto amato scrittore. Non farò la mia lista di 37 ma indicherò quali di quelle di Perec sottoscriverei istantaneamente: la 2, la 3, la 9, la 10, la 16, la 17, e aggiungerei un viaggio alle isole Crozet e alle Galapagos, la 20, la 22, la 26 naturalmente per un’altra lingua ad esempio il danese (per leggere Bohr in originale), la 37, e poi, tra le impossibili, aver conosciuto Schroedinger, discutere con e imparare spesso da Chomsky, e, da ultimo e most important, quando sarà il momento, morire senza soffrire. In tutto una quindicina. Grazie a te.

  3. Grazie Ornella, cosa sarebbero alcuni di noi senza aver letto e amato Georges Perec?
    Non vorrei conoscere nessun (grande) scrittore, me lo ha insegnato Proust. Ma tra le cose impossibili, anch’io sottoscriverei l’ubriacatura con Malcolm Lowry, a patto di avere accanto anche Venedikt Erofeev, e a patto che un tale ubriacatura non sia poi anche l’ultima.

  4. Grazie Ornella!

    L’ultima eredità di Perec sta in un film esagerato e bellissimo “The French Dispatch” di Wes Anderson, molto “letterario” e perecchiano con i suoi legami circolari tra storie e personaggi e il suo palazzo a scale e scalette alla “Mon oncle” di Tati
    Locandina del film e copertina di una vecchia edizione di “La vie mode d’emploi” dichiarano la filiazione, che non è stata notata da molti:

    Mi colpisce molto l’ultimo:

    37) Piantare un albero (per vederlo crescere)

    Così vicino alla morte, che è, contrariamente agli altri, forse davvero il più irrealizzabile e commovente di tutti. Gli alberi ci sopravvivono immoti e di storie ne vedranno, più di quante ne possiamo scrivere.

    Pensandoci bene, non mi viene in mente nessun desiderio in questo momento, sarà questo clima da Titanic che affonda.

    Vi lascio due cinéDIMANCHE che ho molto amato:

    cinéDIMANCHE #17 GEORGES PEREC & BERNARD QUEYSANNE Un Homme qui dort [1974]

    cinéDIMANCHE #22 GEORGES PEREC Les lieux d’une fugue [1978]

    ,\\’

  5. Sono contenta che vi sia piaciuto, e grazie a Orsola per la ricchezza del suo commento! Andrò a guardarmi tutto, w l’inesauribile archivia di N.I.

  6. ne ho fatte solo quattro di quelle di Perec e ad una mi accingo ma è difficile trovarne 15 senza barare ,magari ci provo.

  7. io vorrei realizzare la 21, se qualcuno mi spiega come si fa. Bottiglie di rum in fondo al mare si trovano sulla Manica, sul Baltico, magari anche nel Mediterraneo, o devo andare alle Antille?

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Ornella Tajani insegna Lingua e traduzione francese all'Università per Stranieri di Siena. Si occupa prevalentemente di studi di traduzione e di letteratura francese del XX secolo. È autrice dei libri Tradurre il pastiche (Mucchi, 2018) e Après Berman. Des études de cas pour une critique des traductions littéraires (ETS, 2021). Ha tradotto, fra vari autori, le Opere di Rimbaud per Marsilio (2019), e curato i volumi: Il battello ebbro (Mucchi, 2019); L'aquila a due teste di Jean Cocteau (Marchese 2011 - premio di traduzione Monselice "Leone Traverso" 2012); Tiresia di Marcel Jouhandeau (Marchese 2013). Oltre alle pubblicazioni abituali, per Nazione Indiana cura la rubrica Mots-clés, aperta ai contributi di lettori e lettrici.
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