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Faccio vestiti con le foglie

di Tito Pioli

La conoscono tutti a Parma la chiamano SiviaSfoglia lavora come spazzina nel giardino pubblico di Parma guarda sempre in basso tutti i giorni perché raccoglie le foglie secche in basso c’è la vita dice a tutti
Un giorno SilviaSfoglia ha visto quanti senzatetto dormivano sotto gli alberi durante il freddo inverno quasi ogni platano c’era un senzatetto un albero un senzatetto e allora SilviaSfoglia ha pensato ma perché buttare via queste foglie quando possono servire a qualcosa a qualcuno
SilviaSfoglia ascolta in cuffia la canzone Me llaman calle perché lei è sempre in strada lungo i viali del giardino pubblico di Parma
“Non servono a niente le foglie secche” gli urlano nelle orecchie a SilviaSfoglia dei giovani e ridono e calciano le foglie in segno di disprezzo
Silvia invece pensa che le foglie secche siano esseri viventi e addirittura trova un nome per tutte le foglie secche che incontra e le chiama Lucia Alessia Simona Paola Giulio Germano Antonio Luca
Ogni foglia un nome proprio
Ogni albero un senzatetto
Ora SilviaSfoglia con le foglie secche fa per i senzatetto gonne fa cappelli da donna fa camicie intesse sciarpe e i senzatetto la guardano attorno al fuoco mentre lavora per loro quasi fosse una Dea una statua che può salvarli dal freddo e dalla morte
Solo a Parma fanno i vestiti con le foglie secche per i senzatetto
Al giardino pubblico di Parma se andate tutti la conoscono SilviaSfoglia
Spesso SilviaSfoglia sembra incinta perché si riempie la pancia di foglie incinta delle foglie incinta del mondo e qualche bestia umana prende la rincorsa e con la testa punta la pancia di SilviaSfoglia vuole farla abortire
Ma SilviaSfoglia non ha paura lotta è incinta tutto l’anno delle foglie e partorisce colore decine di volte l’anno
Delle volte SilviaSfoglia deve litigare con i vigili  e urlare che dicono che le foglie secche sono da buttare e che non servono a niente e che se continua così qualcuno la denuncia
La spazzina non ha paura di nessuno raccoglie centinaia di foglie e fa vestiti adesso sono sue figlie le foglie secche
E’ arrivata la lettera di licenziamento del Comune per SilviaSfoglia che non fa il suo dovere ora è una disoccupata una fallita  ma per i senzatetto è una Dea una Fortuna una davanti cui pregare la seguono mentre lei corre lungo i viali del giardino pubblico ogni giorno SilviaSfoglia fa un vestito per una donna senza tetto per un uomo senza tetto per un bambino che ha freddo
SilviaSfoglia è utile alla terra  come le foglie secche
Me llaman calle me llaman SilviaSfoglia fo vestiti con le foglie per i senzatetto

 

L’immagine: Figura antropomorfa (cultura Chancay), Musée de la Manufacture de Sèvres

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giacomo sartori
giacomo sartori
Sono agronomo, specializzato in scienza del suolo, e vivo a Parigi. Ho lavorato in vari paesi nell’ambito della cooperazione internazionale, e mi occupo da molti anni di suoli e paesaggi alpini, a cavallo tra ricerca e cartografie/inventari. Ho pubblicato alcune raccolte di racconti, tra le quali Autismi (Miraggi, 2018) e Altri animali (Exorma, 2019), la raccolta di poesie Mater amena (Arcipelago Itaca, 2019), e i romanzi Tritolo (il Saggiatore, 1999), Anatomia della battaglia (Sironi, 2005), Sacrificio (Pequod, 2008; Italic, 2013), Cielo nero (Gaffi, 2011), Rogo (CartaCanta, 2015), Sono Dio (NN, 2016), Baco (Exorma, 2019) e Fisica delle separazioni (Exorma, 2022). Alcuni miei romanzi e testi brevi sono tradotti in francese, inglese, tedesco e olandese. Di recente è uscito Coltivare la natura (Kellermann, 2023), una raccolta di scritti sui rapporti tra agricoltura e ambiente, con prefazione di Carlo Petrini.
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