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racconto

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Contro Ulisse

di Davide Orecchio
Verso la fine di questa estate nata nel segno di Omero e Nolan, rispolvero un mio raccontino odisseico. Nella nota a fine testo spiego da dove viene il racconto.

La terza creatura

di Valentina Riva
Adesso la cascata è fatta di carne, pelle e sangue. Lo sguardo dentro lo sguardo corre in un canale profondo. È tutto buio ma non fa paura. La Terza Creatura è formata.

Una storia italiana

di Marcello Luberti
Intravedo nel vecchio compagno Gordiani la paura della vittoria più che della sconfitta. E dire che di sconfitte ne ha masticate abbastanza; sono dieci anni che è assente dal Parlamento

Una fame che non c’era stata

di Daniele Macuglia
Il furgone non portava farina. Lo si caricava prima che il sole rendesse l’aria difficile da respirare: la bilancia appesa al treppiede, il metro per la mezza apertura delle braccia, le scatole delle fettucce e i moduli.

L’uomo senza lingua

di Max Mauro
Nell’estate dei miei tredici quasi quattordici anni in paese arrivò un personaggio curioso. Non che a Fol mancassero figure originali, tutt’altro. Sebbene il paese contasse meno di mille abitanti

Nuda

di Laura Mancini
La signora Russo avanza come un battello sbattuto dai mari. A sostegno della sua oscillazione è il solo carrello, sbrindellato ma perfettamente efficace, al pari delle sue anche e della sua intera persona.

Il Libro

di Silvano Panella
Il vento ha allontanato le nuvole. L'aria tersa, le pagine si sfogliano da sole. Il libro è voluminoso e non può cadere dal davanzale di nera pietra. Da quanto è qui?

Una baronessa con un’educazione inutile

di Hélène Valla
Filomène de Ricouchy aveva ricevuto un’educazione impeccabile, il che costituiva il primo dei suoi problemi

Sessione plenaria

di Irene Marino
Il tempo a disposizione di ogni presentazione – o “comunicazione” come mi ha corretta più volte il professore con la giacca che puzzava di cavolo – era di venti minuti

Il ritratto

di Meltea Keller
C’erano cose che scriveva perché fossero apprezzate, condivise. C’erano cose nel suo computer che era appropriato leggere. Altre no

Provare a capire

di T.T.
Il fatto è questo: non c'è nessuna storia se non quella di un silenzio. Non parlare, non ricordare, non tramandare. Arrivando in Italia mio padre ha tentato di ricostruirsi, di essere altro, di dimenticare

La parola prodromi

di Davide Rigiani
Ecco una storia ispirata a fatti che mi sono realmente accaduti. È una cosa ambientata nel mondo della sanità italiana, quindi è comunque un po’ fantasy

Discorso di Noè ai due liocorni

di Luca Bonalumi
"Noè, sei sicuro che non ci tieni qui a morire solo perché siamo due liocorni maschi innamorati? Forse ti vergogni di averci a bordo?"

That’s life

di L. G. Stel
Diego Martìn era un guerriero, un Achille, una star. Un guerriero vero, un ex soldato pluridecorato. Sempre pronto a difendere il prossimo. Tornato in Spagna dopo la guerra era stato un buttafuori di punta di alcune discoteche e del prestigioso El Matador Club.

Limoni neri

di Francesca Coppola
L’estate in cui si fece donna, Cora raccoglieva mozziconi sulla spiaggia. Li fumava di nascosto sul retro di una barca. Polvere e salsedine

Outre-mer

di Guido Giuliano
Dopo vent’anni trascorsi cercando il tesoro di Goa, Pierre Bretodeau, esaurita ogni risorsa e lasciati alla moglie e al figlio nient’altro che debiti, crepò di cirrosi sull’isola di Mahé.

Il Museo

di Silvano Panella
Il cielo nuvoloso e opaco attutisce i nostri passi, le nostre parole, cela i dettagli, le distrazioni, protegge le case del borgo medievale dall'eccesso di visibilità

Una questione di vita o di morte

di Mattia Majerna
Forse la morte dei suoi genitori è colpa sua, della sua tendenza a farsi male. Se solo fosse stato senza paura, non sarebbero morti. Come i cani, che ti mordono se hai paura di essere morso.

Il sistema. Per Willard Van Orman Quine (2000 ✝ – ?)

di Fausto Paolo Filograna
Da quando mi hanno incaricato di scrivere la necrografia di Quine, non penso che a lui. Se qualcuno mi chiedesse il motivo, non lo so dire precisamente, ma ha a che fare col fatto che l’illustre era mio fratello

Scampagnata

di Lucia Mancini
Stamane mi son dovuto alzare presto perché io e i miei amici abbiamo una scampagnata. Non è che è una cosa solo di sfizio, io e i miei amici ci siamo trovati questo mestiere qui

Sotto la stessa luna gialla

di Pio Quinto
Ell'ùll'è molto giulivo, giulivo assai poicch'ella l'ha chiamato per dìgli "vabbè vabbè" in risposta e in ragione al fatto della proposta che luill’è aveva fatto quaqque giorno prima

Filetto di cane

di Valerio Cerulli Irelli
«Vedo delle bellissime spiagge nei suoi collage. Qui, per esempio, non c’è suo padre. Vuole parlarne?»

B

di Timothy Tambassi
Un giorno B si presentò a lavoro senza patente: era stato sorpreso a percorrere un viale del centro eccedendo di centotrentasette chilometri l’ora il limite di velocità. “Record!” commentò

La lavanderia

di Sebastiano Montesi
Ci incontravamo sempre alla stessa ora, gli stessi giorni: il lunedì e il giovedì, dalle diciassette alle diciotto. La lavanderia a gettoni si trovava a un centinaio di metri da casa mia. Sette chili a sette euro per lavaggio e asciugatura, oppure tredici euro per sedici chili.

La candela

di Silvano Panella
I cipressi riempiono il sentiero di duri, piccoli strobili. Mi volto indietro, al bosco che impedisce ogni contatto visivo con la civiltà persistente e vicina. Il freddo acutizza questa separazione

I fili di Lyman

di Filippo Marasco
La bandiera dell’Ucraina dopo tutto rappresenta un campo di grano e un cielo azzurro: è molto diversa dalle immagini fredde che aveva conosciuto. Questa informazione l’aveva imparata nei primi giorni della guerra

In una notte buia e tempestosa

di Caterina Picchi
Tea aveva allora compreso quale fosse l’intima essenza di un segreto. E, da quell’istante, divenne una vera esperta di segreti

Cosa strana a riferirsi

di Laura Ramieri
Nella città di M., e più precisamente nella Contrada Della Segreta, il banchetto di Corinna Love, la cartomante più celebre del quartiere, sfavillava nel buio invernale

L’Eremo

di Silvano Panella
Risalendo il sentiero che costeggiava il fianco della montagna raggiunsi l'edificio abbandonato. Alcuni massi erano caduti da non molto e ora giacevano spaccati

La pelle di Dario Bersade

di Aurelio Vatteroni
La prima volta che Dario si tolse la pelle il fatto creò non poco scalpore. Ne parlavano tutti, all’università, fra gli amici del liceo. Si discuteva di come ci fosse riuscito