Tag: racconto

Hamburger

di Giancarlo Maria Costa

E mentre me ne andavo – e me ne andavo col treno perché la famiglia di B. stava diventando una specie di famiglia povera e povera stava diventando la mia che era una famiglia come quella di B – mentre, dicevo, andavamo via da Gela, io e B., avevamo le parole dei nostri papà nelle orecchie, parole dette ogni sera prima di andare a dormire.… Leggi il resto »

Nato due volte

o la storia di come Bartolo e Terzita si toccarono

di Andrea Cafarella

Era stato, perciò, dopo che le Isole erano scomparse alla sua vista dietro Capo Milazzo, e Stromboli, Vulcano, Lipari, che intravvedeva per la prima volta distanti e da terra, dopo averle viste sempre dalla palamitara, salendo per il Golfo dell’Aria, sembravano vaporare nel sole come carcasse di balene cadute in bonaccia.… Leggi il resto »

I vocabolari

di Orso Tosco

C’è un segreto. Io l’ho capito non uscendo mai di casa e guardando le persone dalla finestra. È un segreto importante e forse non lo meritate, ma ho deciso di dirvelo lo stesso. Magari migliorate, magari. Il segreto è che muore soltanto chi si sforza.… Leggi il resto »

M.

di Hilary Tiscione

Dentro una gigantesca casa, ce n’era una molto più piccola. Al piano zero, sotto ad altri quattro piani enormi, che quasi la schiacciavano.
In quella casa, viveva un uomo nero di nome M.
Aveva quarant’anni e la pelle ancor più nera intorno agli occhi, tanto che M.… Leggi il resto »

Mutandine

di Mirfet Piccolo

Era mattina, e lui dal comò afferrò un paio di mutandine della moglie: un tanga di colore nero con pizzo, davanti; dietro, il filo sottile aveva come scopo la nudità delle natiche e, al contempo, lo sfregamento dell’orifizio.… Leggi il resto »

Da che mondo è mondo

di Francesca Fiorletta

Paolo Morelli ci ha da tempo abituati a una vivace sperimentazione linguistica, e il suo stile – pure cangiante e multiforme – resta sempre, di fatto, ben riconoscibile, puntuale, particolarmente attento alla descrizione di un altrove, fisico o allegorico che sia, quanto pure ottimamente radicato nella società e nel tempo in cui stiamo vivendo.… Leggi il resto »

Cos’era importante per Anneke

di Davide Coltri

La porta a vetri si è aperta svelando una cinquantina di sedie grigie. C’era posto qui e là tra gli altri candidati, tutti attorno ai venticinque anni. Una ragazza coi capelli lunghi e castani mi ha fatto un mezzo sorriso e mi sono seduto vicino a lei.… Leggi il resto »

Previsioni meteo – da “Storia dei miei fantasmi” di Francesco Borrasso

di Francesco Borrasso

Dicono che domani piova, e io non so perché, nella pioggia ho perennemente trovato conforto.

Sarà che nell’abbandono ho sempre riconosciuto una terra bagnata.

Domani te ne sarai andata, e qui sul tavolo restano le cose che hai usato tu; una penna, un elastico per i capelli, un cuoricino rosa su un foglio di carta, il rossetto, il tappo della penna con la forma dei tuoi denti.… Leggi il resto »

Gli abneganti

di Simone Panepuccia

Questo racconto è stato presentato e letto al corso della Scuola del Libro “Scrivere un racconto che piacerebbe al New Yorker” tenuto da Luca Ricci

 

Tutto iniziò con un capello più lungo del normale. Quella mattina Lucio Scolari si stava pettinando e, come tutte le mattine, lavorava al camuffamento del suo principio di calvizie.… Leggi il resto »

Messico, Baja California

di Francesca Fiorletta

Vuoi vedere le balene?
Gli occhi vivaci sempre puntati in faccia, che pure brillano sotto la lampada a led di un opaco sentore azzurrino, si stagliano vividi contro quella sua insolita carnagione abbronzata. Chissà perché me l’ero immaginato pallido, smunto, sudaticcio persino.… Leggi il resto »

Cuntu di questi giorni

di Gian Piero Fiorillo

Era lì, sono sicuro. M’è preso un colpo. Adesso ci sono solo i cocci del finestrino per terra. Ci hanno fregato la macchina. E mo’ chi glielo dice a Sonia? Saltano le vacanze? Che palle, madonna che palle.… Leggi il resto »

Su “Un’educazione milanese” di Alberto Rollo

di Marosia Castaldi

“Ciò che perpetuamente scorre, costringe a una moralità” (Robert Walser). Con questo ex ergo si apre il libro di Alberto Rollo sulla “sua” e “su” Milano

Perché, come dice l’autore, non esiste una ma mille Milano. Non una ma mille morti sperimentiamo ogni giorno ogni notte della vita, come diceva Shakespeare

E il nostro teatro è il paesaggio in cui viviamo che porta nelle sue viscere la nostra morte, le nostre morti, la nostra vita, le nostre vite… Leggi il resto »

Questo mondo

di Maria Gaia Belli

Questo mondo è molto semplice.
È fatto così:

a sud c’è il mare, e tutto quello che sta intorno al mare. Di fianco, vicino, appoggiato al mare: paesini pieni di piste ciclabili, vuote d’inverno; panifici che profumano di sale; piedi in infradito, facilmente sporchi; pelle scura, spesso secca, bambini che si tirano via le pellicine delle scottature; palloni poco pesanti; molta strada a corsie strette, sempre dritta, che incontra case uguali, con uguali tavolini di plastica da giardino, e qualche rara villetta sola, abitata da gatti.… Leggi il resto »

Rovine al tramonto

di Danilo Laccetti

Quando Čechov non sparò. Da Ivanov al Giardino dei ciliegi fa sempre la sua comparsa, autentica primadonna, una rivoltella; quattro volte su cinque spara, incidendo il corpo del racconto, ma, quando spara, non fa mai la sua apparizione in scena prima.… Leggi il resto »

Che tutte le farfalle smarrite vadano a casa

di Orso Tosco

L’apocalisse è così dolce.

Il Mondo, se questo è ancora il giusto nome da attribuirgli, somiglia a un’enorme bestia splendidamente rassegnata. Ninna ha sempre saputo che sarebbe andata in questo modo, l’ha sempre immaginato. Non a caso si aggiusta i capelli con due dita lunghe e belle, quasi mischiasse brace a chicchi di riso.… Leggi il resto »

Che ne sai tu

di Mirfet Piccolo

Era in un paese di settecento quarantatré abitanti e un circolo anziani aperto solo d’estate. Il sole non c’era ancora ma stava facendo giorno.

– Sei ancora qui – disse Carla.

In cucina, la TV accesa senza audio frastagliava il buio.… Leggi il resto »

Il cinese

di Stefano Zangrando

E va bene, stia a sentire: mio nonno paterno fu il figlio bastardo di un’avventura di guerra con un soldato austro-ungarico.
La notizia fu diffusa tra i parenti più stretti, poco dopo la morte del vecchio, da una cugina di mio padre, una distrofica di fede comunista.… Leggi il resto »

Nuvole apparecchiate

di Orso Tosco

Le montagne dalle cime arrotondate scendono verso il mare trasformandosi in una valle di pietra e sabbia coperta da pietre e sabbie di colore diverso. Intenso è il lavoro del terriccio e della ghiaia per indagare le tonalità dell’ocra.… Leggi il resto »