Tag: racconto

Teoria e tecnica dell’arresto illegale

di Michele Frisia

Roma, data protocollo

Da: Ufficio Centrale Analisi Dissidenze

A: Signori Questori, loro sedi

Riservato, personale, non divulgare

Sono giunti a questo Ufficio numerose segnalazioni riguardo a episodi di spiacevole insubordinazione, ad opera di Agenti di Pubblica Sicurezza appartenenti ai ruoli Agenti, Assistenti, Sovrintendenti e Ispettori, che si sarebbero rifiutati di eseguire ordini impartiti dai rispettivi Dirigenti, anche di ruolo apicale.… Leggi il resto »

Discarica

di Monica Pezzella

L’intermittenza azzurro pallido di un’insegna giù in strada; una camera d’albergo alle cinque del mattino. Ci sono un letto, un comodino in legno con le gambe curve, un armadio a un’anta, una scrivania col piano in vetro, una poltrona in pelle verde, la litografia della pianta di una città.… Leggi il resto »

Fai che

di Maddalena Fingerle

Strappo con la mano destra una foglia d’acero, tre passi, la infilo nella tasca destra della giacca. Fai che tutto vada bene, tre passi, mi giro. Strappo con la mano sinistra una foglia d’acero, tre passi, nella tasca sinistra.… Leggi il resto »

Milano, via Mac Mahon

di Roberto Antolini

Dei miei genitori mi è rimasto un album fotografico, un album all’antica, oblungo, rilegato in pelle, con le pagine di cartoncino colorato su cui, negli anni, sono state attaccate alla rinfusa molte fotografie della loro vita, da quelle degli anni ’30 di prima che si conoscessero, alla foto del matrimonio a Trento nella chiesa di S.… Leggi il resto »

Sragionamento sull’anarchia

di Paolo Morelli

Raggrumiamo un po’ le idee.
Una dottrina anarchica propriamente detta non esiste, è più che salutare l’antipatia naturale degli anarchici per le teorie. Essendo un pensiero legato strettamente all’azione appare chiaro che l’anarchia è qualcosa che va messa in pratica sbagliando, su questo punto non ci piove.… Leggi il resto »

Vedovanza

di Mirfet Piccolo

Alla fine – perché di questo si trattava, della fine che non lascia dubbi – avrebbe voluto baciarlo ancora o almeno poter stringere la bara che d’ora in poi avrebbe accolto il suo corpo per sempre. Sul volto di Lisa, che era un volto identico a tutti volti delle persone che piangono la morte della persona amata, e cioè corroso dal dolore, si disegnò un sorriso breve e amaro.… Leggi il resto »

Il silenzio che resta

di Francesco Borrasso

Le luci artificiali della ruota panoramica brillavano a poca distanza da un cielo livido di fine febbraio, un contrasto rosso e blu e giallo. Marta se ne stava seduta sopra una panchina, la sciarpa avvolta intorno al collo, una sigaretta lunga tra le dita.… Leggi il resto »

Mio padre e le sue mogli

di Ruska Jorjoliani

Non mi ha mai detto che aveva già avuto una moglie, prima di mia madre. Ne sono venuta a sapere per caso, giusto qualche anno fa, e ho cercato in modo ossessivo di saperne di più. “Erano molto giovani e ingenui” mi ha detto la zia.… Leggi il resto »

Otto e Leo

di Irene Russo

Otto e Leo avevano smesso di andare a scuola qualche giorno prima di Margherita, quando le lezioni non erano ancora finite. L’estate li aveva chiamati dalle finestre ed erano andati a correre nei campi. Quando li vedeva, Margherita notava sempre le strisce di fango fino alle ginocchia.… Leggi il resto »

Donna che pattina

di Francesca Matteoni

(Buone feste a tutti, buoni ricordi. Che l’anno che viene sia migliore).

A volte la notte passava profonda e tranquilla – non sognava. Altre si svegliava dallo stesso sogno, all’improvviso, prima di sapere come andasse a finire. Tutto aveva avuto inizio quando era tornata a vivere nella casa materna, durante uno degli inverni più gelidi che ricordasse – aveva finito il trasloco i primi giorni dell’anno e si stava riabituando alle stanze del passato come al volto di un estraneo da cui riemerge un antico compagno di giochi, che mai avremmo creduto di perdere.… Leggi il resto »

Epifania

di Gregorio H. Meier

La mia casa di campagna si trova sul limitare del bosco, in una posizione assai isolata, là dove la strada asfaltata s’arresta e ha inizio lo sterrato. Si tratta di un vecchio casolare a forma di elle da cui sono state ricavate due unità abitative.… Leggi il resto »

Gli invernali, capitolo primo

Ovvero, per una “Metafisica della sessualità” in Luca Ricci.

di Matteo Pelliti

Cosa c’entra Schopenhauer con Luca Ricci? Ah, saperlo… Fatto sta che, cercando un libro da appaiare in fotografia – le coazioni da libri instagrammabili – alla bellissima copertina di Saul Steinberg di “Trascurate Milano” (La Nave di Teseo, 2018, pp.86), l’ultimo racconto anti-natalizio di Ricci, mi è caduto in mano proprio quel libretto, “Metafisica della sessualità”, in cui il filosofo tedesco mette in fila le sue idee sui paradossi – e la natura – della coniugalità e della procreazione.… Leggi il resto »

Il testone

di Daniele Muriano

(Questo lungo racconto fa parte del romanzo di racconti Le avventure di un testone, inedito. L’autore ce lo regala e noi lo ringraziamo. G.B.)

Sono nella casa tutta silenzio e virgole. Dappertutto un’attesa di virgole mi strappa ogni sistematica ordinarietà.… Leggi il resto »

Il gioco

di Mirfet Piccolo

L’asciugamani elettrico era così rumoroso da risucchiare ogni suono vivente oltre la porta del bagno. A Corrado piaceva resistere alla pressione del getto d’aria calda, comporre movimenti rotanti come di astronave, quasi fosse anche quello un gioco con possibili bug da cacciare.… Leggi il resto »

I tetti e le scale

di Monica Pezzella

Due giorni dopo la nascita dei pulcini, la città si riempì di uomini che, con spazzole e secchi di colla, attaccavano i manifesti dei giochi. Tappezzarono il parapetto sul canale e la muratura dei palazzi vecchi. Tagliarono persino l’edera che ricadeva nodosa e fitta dalla cinta dietro la chiesa, per appiccicarli anche lì.… Leggi il resto »

L’appartamento

 

«… devo riprendere dall’inizio? Quale inizio? Quando ho lasciato l’appartamento? È vero, se non avessi deciso di andarmene non sarei qui. Sembrava così semplice, cambiare casa, cambiare vita, semplice, vendere l’appartamento e via, d’un colpo tutto dietro le spalle. Ho deciso quest’inverno, un mattino, su due piedi.… Leggi il resto »