In coproduzione con Andrea Raos (autore de “I cani dello Chott El-Jerid”)
:*
ho visto anche un cammello, autorità massima in fatto di stoicismo agostano
il cammello se la ride, altroche’.
Quando qua fa caldo (circa 40º…) penso che alla terra dei miei genitori ne fa di più (circa 50º…), e mi deprimo di più.
Il caldo fa nascere miraggio. Ho visto con il vento entrando nel tempio di Nettuno a Paestum, la sagoma in vibrazione del tuffatore- era nella margina sfuocata.
Il caldo compie metamorfosi, è stregone calore. Ti senti camminare con piedi di lava e la bellezza accompagna l’idea di morte. E questa mineralità dentro la poesia di Andrea Raos- il dolore diventa grano di sabbia- intatto- bianco.
di Ornella Tajani Il sonno si impadronisce di loro come un impellente bisogno fisico, alla stregua della fame, della sete o della passione carnale. All'improvviso si addormentano, subito, senza che nella loro vita vi sia soluzione di continuità tra la veglia e il sonno.
di Rosaria Lo Russo e Daniele Vergni
https://www.youtube.com/watch?v=WxdJ0AoDN-w
*****
Da Il canto di Hafez
di Rosaria Lo Russo
Dall’arco del tuo sopracciglio scoccò uno sguardo...
Helena Janeczek è nata na Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da trentacinque anni. Dopo aver esordito con un libro di poesie edito da Suhrkamp, ha scelto l’italiano come lingua letteraria per opere di narrativa che spesso indagano il rapporto con la memoria storica del secolo passato. È autrice di Lezioni di tenebra (Mondadori, 1997, Guanda, 2011), Cibo (Mondadori, 2002), Le rondini di Montecassino (Guanda, 2010), che hanno vinto numerosi premi come il Premio Bagutta Opera Prima e il Premio Napoli. Co-organizza il festival letterario “SI-Scrittrici Insieme” a Somma Lombardo (VA). Il suo ultimo romanzo, La ragazza con la Leica (2017, Guanda) è stato finalista al Premio Campiello e ha vinto il Premio Bagutta e il Premio Strega 2018. Sin dalla nascita del blog, fa parte di Nazione Indiana.
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In coproduzione con Andrea Raos (autore de “I cani dello Chott El-Jerid”)
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il cammello se la ride, altroche’.
Quando qua fa caldo (circa 40º…) penso che alla terra dei miei genitori ne fa di più (circa 50º…), e mi deprimo di più.
Il caldo fa nascere miraggio. Ho visto con il vento entrando nel tempio di Nettuno a Paestum, la sagoma in vibrazione del tuffatore- era nella margina sfuocata.
Il caldo compie metamorfosi, è stregone calore. Ti senti camminare con piedi di lava e la bellezza accompagna l’idea di morte. E questa mineralità dentro la poesia di Andrea Raos- il dolore diventa grano di sabbia- intatto- bianco.