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sei poesie erotiche

di G.

 

 

 

 

 

 

 

Hai un acquitrino

 

sotto il pancino

hai un acquitrino

ben periglioso

le dita slittano

non ce la fanno

a ripartire

(nemmeno

se faccio leva

con la bocca

se chiedo aiuto

al tuo fiato)

 

 

Quando la voglia

 

quando la voglia

t’attanaglia

gli occhi

d’acqua verde

ti stropicci

le narici

strizzi e torci

la bocca

la tua faccia

di bimba adulta

si squaglia

sulla battigia

dell’ossitocina

(dove corre

corre corrivo

il nostro amore)

 

 

Cosa fai

 

cosa fai

ti masturbi?

hai chiesto

mi tocco un po’

mentre ragioniamo

del nostro rapporto

tanto asimmetrico

e tanto tenero

ho risposto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sul davanti

 

sul davanti

ti sporgono

due birilli

birichini

due sferette

fiere

deliziosamente

impiccione

per non dire

esibizioniste

(arroccate

su collinette

ergonomiche:

precise precise

per la mia mano)

 

 

Mi cavalchi

 

quand’hai

la smania

mi cavalchi

mi sproni e tiri

le redini

spingendomi

al galoppo

ti strusci

sulla sella

andiamo lontano

tanto lontano

 

 

Punto g

 

quando voglio

baci lievi

lievi lievi

(di ventino

umido)

punto il dito

sul tuo punto g

(d’altro canto

sono G punto)

 

 

 

 

 

 

 

(NdR: le immagini: stampa attribuita a Keisai Eisen, circa 1810, stampa attribuita a Isoda Koryusai, circa 1770-1771 , e disegno di Albert Marquet)

 

4 Commenti

  1. Qualcuno guarda al cielo e alle stelle, e il suo sguardo lo assimila a quelle cose mirabili. Lo stessa cosa accade per chi contempla lo sterco.

  2. però i corpi e i rapporti fisici, anche nei loro aspetti più corporali e meccanici, non sono sterco, no?

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giacomo sartori
giacomo sartori
Sono agronomo, specializzato in scienza del suolo, e vivo a Parigi. Ho lavorato in vari paesi nell’ambito della cooperazione internazionale, e mi occupo da molti anni di suoli e paesaggi alpini, a cavallo tra ricerca e cartografie/inventari. Ho pubblicato alcune raccolte di racconti, tra le quali Autismi (Miraggi, 2018) e Altri animali (Exorma, 2019), la raccolta di poesie Mater amena (Arcipelago Itaca, 2019), e i romanzi Tritolo (il Saggiatore, 1999), Anatomia della battaglia (Sironi, 2005), Sacrificio (Pequod, 2008; Italic, 2013), Cielo nero (Gaffi, 2011), Rogo (CartaCanta, 2015), Sono Dio (NN, 2016), Baco (Exorma, 2019) e Fisica delle separazioni (Exorma, 2022). Alcuni miei romanzi e testi brevi sono tradotti in francese, inglese, tedesco e olandese. Di recente è uscito Coltivare la natura (Kellermann, 2023), una raccolta di scritti sui rapporti tra agricoltura e ambiente, con prefazione di Carlo Petrini.
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