Zibaldoni: divenire in stato d’eccezione

 

di

Enrico De Vivo

«Qual è colüi che sognando vede,
che dopo ’l sogno la passione impressa
rimane, e l’altro a la mente non riede,


cotal son io, ché quasi tutta cessa
mia visïone, e ancor mi distilla
nel core il dolce che nacque da essa
»

(Dante, Paradiso, XXXIII, 58-63)

 

L’idea di riprendere le pubblicazioni di Zibaldoni e altre meraviglie (www.zibaldoni.it) dopo oltre due anni di sospensione nasce – non c’è bisogno di nasconderlo – dallo stato d’eccezione nel quale stiamo vivendo. Saranno, dunque, Zibaldoni d’eccezione, quelli che vedranno la luce, in un duplice senso: per lo stato in cui sembrano piombare sempre più le nostre comunità, e perché siamo convinti che la letteratura, a maggior ragione in una situazione del genere, deve ancora di più fare eccezione, staccandosi dall’attualità non per annullare il suo sfondo naturale, ma per procedere con determinazione verso la comprensione della sua funzione e delle meraviglie del mondo. Anche la letteratura, in uno stato d’eccezione permanente, deve fare la sua parte. E la sua parte – se di letteratura si tratta – deve essere eccezionale in questo senso.

Ma tutto questo resta un’idea sterile, se non riesce a farsi comunità di scrittura o immaginazione di comunità. Voglio dire che Zibaldoni, fin dalle origini, ha potuto essere quello che è stato ed è soltanto grazie ai contributi di chi si riconosce nella sua storia e nella sua linea avveniristica o avventurosa (che significa: “sappiamo da dove partiamo, non dove arriveremo”). È anche per questo che si è distinta da altre esperienze solipsistiche e più o meno accademiche. L’invito, dunque, che rivolgo ai vecchi e ai nuovi amici della nostra rivista è a rifarsi vivi, e a condividere con noi questa idea minima, ma necessaria per continuare a credere nella letteratura come occasione privilegiata per “pensare qui”.

Nelle intenzioni, nei riferimenti e nelle ispirazioni, Zibaldoni resta lo stesso di sempre, pronto ad aprirsi e ad aggregare. Noi saremo qui, come in passato, ad ascoltare e a leggere tutto quello che riceveremo, discutendo sempre con tutti e andando avanti sicuri grazie alla capacità fantastica dei nostri lettori, dei nostri happy few.

Buone ed eccezionali letture a tutti.

 

Nota di effeffe

Caro Enrico, come sai ho deciso di aderire alla tua proposta di collaborare a questa vostra  ripresa con una rubrica, el furlèn, fatta di  interventi grafici, iconoclasti, situazionisti come queste che seguono. E ti auguro in bocca al lupo per questa vostra autorevole convalescenza.

 

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francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. , L'estate corsa   Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux. Ultimo romanzo pubblicato: L'amico spagnolo
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