
Sognai che ero una farfalla
che d’esser me sognava
guardava in uno specchio
ma nulla ci trovava
-Tu menti-
gridai
si svegliò
morii.
R.D. Laing
di
Andrea Cortellessa
Segnavento:
Una politica per individualisti?
La convention nella storica sede della Laterza, a Roma lo scorso 29 aprile, s’è aperta con un invito, anzi un’intimazione: per favore, solo pars construens. La «generazione TQ», com’è stata griffata (dalle età dei partecipanti, trentenni e quarantenni) dai promotori (gli scrittori Mario Desiati, Nicola Lagioia e Giorgio Vasta, il critico Giuseppe Antonelli e Alessandro Grazioli di minimum fax), s’è presentata con un documento pubblicato il 18 aprile dal Sole 24 ore (che ha poi continuato a promuovere l’iniziativa in modo tambureggiante – del resto molti promotori e partecipanti sono suoi collaboratori abituali), che prendeva le mosse da una descrizione parodica dell’intellettuale vieux jeu e delle sue pratiche, appunto, alquanto destruentes («Gli intellettuali, si sa, amano piangersi addosso. Se la prendono con la cultura di massa, con lo strapotere della televisione, con i bestseller facili che dominano le classifiche di vendita»).














