Informale spinto sul natale / Sergiomaria Cerruti. 2005
non c’è alcun fine da perseguire,
alcuna meta da raggiungere
e non occorre fare alcuno sforzo per migliorarsi
Raffaele Morelli
tra le mura domestiche nel sogno un orizzonte
limitato di stanze e lo sguardo libero avevi
per gli angoli a cercare il cane o il nonno
superbo sonno e appannato ricevevi il brusio
del mondo nello specifico una finestra luccicava
sola svegliava la famiglia ma non la veglia richiedeva
era per farti addormentare ancora dopo di nuovo
la scusa era la voce sorda d’un parente percepita
malamente allora accolta
scorreva sul divano ruvida coperta della nonna
lo spreco sudaticcio del respiro a bocca aperta
la languida carezza del sentire in lontananza
le voci ed i rumori amici a fare da contorno
lo spettro del disastro in urla bianche di bambini
fondendo niente a fuoco svegliarti pressappoco
per mesi allenavi all’abbuffata lo stomaco non
ti mancava il fegato ripugnavi la presa sui vivi
sopra tutto dormivi








