di Fabrizio Tonello
“Fmi, Cina e India prendono il comando” titola in prima pagina Repubblica del 7 novembre. Spaventato da questo annuncio sul dilagare del Pericolo Giallo, lo zio Evaristo si è precipitato in agenzia a comprare un biglietto di sola andata per gli Stati Uniti, dove una gentile impiegata gli ha però fatto presente che il più grande creditore dell’America è appunto la Cina e quindi sarebbe caduto dalla padella nella brace.
Lo zio Evaristo se ne è andato dopo aver ordinato alla povera ragazza di trovargli un volo one-way per Vanuatu e io non sono riuscito a convincerlo a rimanere a largo Fochetti neppure mostrandogli la p. 15 di Repubblica dello stesso giorno: lì c’era la tabella delle nuove quote di Cina e India nel Fondo Monetario: 6,39% la prima, 2,75% la seconda. Totale: 9,14%, un po’ poco per “prendere il comando”. Aggiungiamoci pure il Brasile, che ora ha il 2,32% e si arriva solo all’11,46% che non sembra un pacchetto azionario decisivo.












