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immagine di Ernest Pignon Ernest
IL MURO DEL SUONO
Louis Sclavis
Naples’ walls è, come tutti i progetti che spesso realizzo, la cristallizzazione di un insieme di frammenti che si manifestano in differenti momenti e che conservo nella testa fino a quando non mi appaiono come un tutt’uno.
Ho incontrato Ernest Pignon-Ernest una ventina d’anni fa in occasione del festival di Uzeste; lui aveva realizzato un lavoro sul concerto barocco eseguendo dei ritratti di compositori che poi venivano appesi alle finestre del paese: una sorta di parco musicale. Ci siamo poi rivisti in diverse occasioni come alla festa dell’Humanité e altrove; così ho imparato a conoscerlo e a scoprire i suoi lavori fatti a Napoli e quelli realizzati sulle cabine telefoniche di Lione.
In occasione di un reportage dedicato a lui mi chiese di occuparmi delle musiche; mi sorprese la facilità con cui riuscii a comporre.
Quell’esperienza mi ha fatto capire che un giorno avrei realizzato qualcosa partendo proprio dal suo lavoro.


di Moni Ovadia
Mentre la critica letteraria viene data quasi unanimemente per spacciata o agonizzante, e ci si divide tra chi vorrebbe munirsi di vanga e chi farebbe l’ultimo disperato tentativo col defibrillatore, le recensioni invece si moltiplicano e si occupano sempre più spesso di ambiti non strettamente letterari. E’ il caso del nostro Piero Sorrentino, che su Il Giudizio Universale recensisce la legge sull’elezione diretta dei sindaci, e di Camillo Langone, autoproclamotosi critico liturgico, con le sue recensioni delle messe pubblicate su Il Foglio.