prosegue la con-versazione con Tina Nastasi
Ant
Mi sembra che uno dei fuochi del problema arda – anche nei commenti alla prima razione – attorno all’evocazione di Socrate. La capacità di aiutare il richiedente a mettere in luce il suo pensiero, perfino malgré lui, ha un fascino straordinario. Non v’è dubbio, mi sembra, che anche il Socrate che ci viene restituito dalla penna di Platone non esiti ad “indirizzare” opportunamente l’interlocutore per una strada o per l’altra. Quanto pesa quest’operazione sull’insegnante e quanta è la manovrabilità delle menti dei concreti preadolescenti romani?
Ti
Bisogna che ci mettiamo d’accordo in che senso intendere la metafora delle “strade”. Nell’uomo convivono, piuttosto poco pacificamente, due tipi di tensione che danno vita a due mondi: uno personale, riservato, a cui gli altri non hanno diritto di partecipare, in breve quello privato; l’altro che riguarda l’intera collettività, in altre parole quello pubblico. La tensione privata si esprime secondo ragioni singolari che possono essere comprese, che non devono necessariamente essere condivise, ma che vanno massimamente rispettate: ogni decisione di intervento sulla vita privata di un essere umano deve essere presa con la più profonda cautela e onestà intellettuale e l’intervento stesso essere condotto con la più elegante delicatezza affettiva.







