di Fabrizio Venerandi
maria in visita da elisabetta
allora maria che ci crede e non ci crede
movendosi va da elisabetta e entra dentro
a elisabetta sente la pancia che si muove
e dice un altro pezzetto di ave maria
benedetta fra le donne e benedetto il frutto
e maria si guarda la pancia era pieno
di donne incinte che si guardano con
doloroso amore toccandosi le pance contro
le pance tra mano e mano con occhi dolci
pieni di figli piene le pance piene di donne
piene tutte di dio



TENERA E LA NOTTE
1) L’Associazione Culturale Officina Cultura Onlus in collaborazione con la Libreria Il Pavone Nero bandisce la prima edizione del Concorso letterario “Racconti divini”.
Sei mesi fa ho lanciato su Nazione Indiana l’iniziativa La lista della spesa (leggibile
Quando è arrivata su Televideo la notizia della morte di Jacques Derrida, subito dopo mi è arrivata dal cuore un’altra notizia, per me più sconcertante: provavo pena.


Due anni fa, subito dopo l’uscita del
1. Ero in auto, quando mi ha chiamato la mia compagna per dirmi che avevano liberato Simona e Simona. Non ho esultato, non ho detto ‘evviva’, non mi si è aperto niente, dentro. Dal cuore non si è levata croce, per parafrasare maestro Eckhart. Una notizia come un’altra. Tra le (tante) altre. Niente più che due nomi, in fondo, confusi tra milioni di altri nomi a me ignoti – che non conosceranno mai liberazione. Comincio a pensare a quale saranno le conseguenze politiche di questa liberazione, come il governo ne potrà trarre vantaggio, cosa cambierà nello scenario irakeno. Le due simone sono già passate. Non sono altro che pedine in un risiko interminato. Sono già passate, dicevo: in realtà, non ci sono mai state.
Caro Accasetteventicinque,