Tag: Franco Bergoglio

Sax in the city

Ho chiesto a Franco Bergoglio, polemista e attento studioso del jazz, di presentare il suo ultimo libro Sassofoni e pistole. Quello che leggerete è uno spin-off su uno dei mille mondi che non hanno trovato dimora nel lavoro. (effeffe)

Il Crime jazz al cinema
di
Franco Bergoglio

L’immaginario noir del jazz è sterminato: concentrandomi su quello “letterario” dei romanzi e dei racconti brevi, ho lasciato volutamente fuori il fumetto e il cinema.… Leggi il resto »

Incontinental Jazz : Sascha Feinstein

Il jazz: pura poesia. Incontro con Sascha Feinstein
Extended version dell’intervista uscita su Alias del Manifesto

di Franco Bergoglio

Sascha Feinstein insegna presso il Lycoming College di Williamsport, nella verdeggiante Pennsylvania. Il prestigioso istituto sta per compiere duecento anni, eppure lungi dall’essere immobile (come i suoi prati curati e le architetture neoclassiche) rappresenta un centro di fermenti culturali.… Leggi il resto »

Incontinental Jazz

 “Misterioso intrigo Ascoltando Coltrane”

di

Franco Bergoglio

 

Risuonano le note di Misterioso e ogni volta, sollecitato dai trilli di Monk, un ignoto assassino seriale prova il raptus omicida. Salto spazio-temporale: il sassofono di Coltrane si spande nell’aria e un giovane pittore viene sopraffatto dalle premonizioni che porteranno a rivelare (e poi a smascherare, Ça va sans dire) un truce delitto.… Leggi il resto »

Incontinental Jazz

A blue note
di
Claudio Loi
su Magazzino jazz Articoli musicali d’occasione
Mobydick I libri dello Zelig. 2011 di Franco Bergoglio

Partiamo dalla fine. Il libro si chiude con una lunga intervista all’americano John Gennari, esimio professore dell’Università del Vermont e autore di Blowin’ Hot and Cool: Jazz and its Critics un libro che cerca di aprire nuove strade nella comprensione e nella divulgazione del jazz.… Leggi il resto »

Incontinental Jazz


di
Gigi Spina


In the mood è un brano capace di attraversare il tempo. Con Glenn Miller, naturalmente, cui James Stewart prestò volto occhialuto e figura dinoccolata nel film di Anthony Mann (1954). Stephen King ne ha fatto la colonna sonora, a prova di ucronia (o di alternative history, se si preferisce), del recentissimo 22/11/63 (2011).… Leggi il resto »