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Corrado Govoni, un continuo fascino

Francesco Targhetta

Se è vero che la poesia di Govoni è ipercinetica e sempre in fuga, spiace constatare che negli ultimi anni tale inafferrabilità abbia proiettato il suo autore ai margini del canone. Buone cartine di tornasole per valutare la fortuna di uno scrittore sono le antologie scolastiche, e il bilancio della presenza govoniana è in deciso calo: mentre nei manuali per il triennio il suo profilo, al solito intruppato tra crepuscolari e futuristi, finisce all’ombra di Gozzano e Palazzeschi e dunque liquidato in poche righe e senza il supporto di alcun testo, nei libri per il biennio, così come in quelli per le secondarie di primo grado, dove solitamente Govoni, per l’abbondanza di metafore e di vivace colorismo, godeva di un certo favore, compare ormai, dove compare, solo con i calligrammi più celebri.… Leggi il resto »