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Da “La Resistenza dell’Impero”

di Michelangelo Zizzi

Dalla galera i complici lanciano occhiate a rate
tra le non rade grate di sbarre.
Qui non si vede che un monaco,
un savio pare forse che il saio
rastrema in una luce di gloria,
lo si vede che passeggia con sbirri
nei cortili incantati dalla pioviggine,
il volto trapassa nel pertugio da sauro
con occhi a lato verso l’alba
orior che dalle pietre fitte si sporge
nell’antichità di rettile degli arredi
d’ombra d’oblò del carcere.… Leggi il resto »

Una scuola di poesia

[Mi ha coinvolto per un atelier di scrittura su ‘La poesia post-industriale. Rappresentazione del sublime nel postmoderno’, tema per me accattivante e non banale. Gli ho chiesto di spiegare il suo progetto, che si presenta come una “scuola di poesia”.]

Tre domande a Michelangelo Zizzi

1) S’insegna a scrivere sceneggiature, s’insegna a dipingere, s’insegna a scrivere romanzi, a fare fotografia, ecc.,… Leggi il resto »

Il colpo di biliardo

di Michelangelo Zizzi

Poesia per il Padre

Quando s'incagliò il treno di sud-est nel letame tu del sud all'insegna di bar intermittente sapesti che la vita allotria invecchia come nella resistenza di fanghiglia una chiglia d'antiquario mentre tu la trama disfatta ricuci e non da sarto di contrada perché davvero possiedi congruo filame di carne nella tessitura d'occhio di rosone d'iride di donna che ami mentre i rami i rami nella palude la fossa stigia sbruga e il Novecento tutto sfiaccola sulle candele scivolanti verso il buio democratico e vano per questo risali la china la corrente e di te l'origine trova l'ascendente delle tue nascite celesti e stai nel vestito pure cucito alla domenica mattina il suolo strusciando con cuoio di suole su stradoni di paese. Così io del grave inno d'imperio cartesiano delle metropoli canto la fine perché della lima che il cuore corrode fui supremo fabbro e un'urgente ferita slaccio. Ama pertanto nella vita che bruciacchia e alla resistenza di ristoppia di campi andati resta nel magistero di occulta fiamma che ti arde come il mistero di essere venuto fuori al mondo in vagito in sala d'ostetricia alla luce cimmeria d'ogni nascita in grido cesario e sfiacca della monotona allegria ogni inutile scusa ma riposa in cuore ma torna alla cura della rosa che spinge cinabrina risalita di petali torna risalendo nel vincolo di sangue di un paese antico il vicolo e ricuci pure il tempo perfetto del '39 e se pure fosse un tugurio il mondo un incrocio mercatale alla fine della fiera anche accendi ogni tanto la sigaretta al crocicchio o alla contrada al bar dirotto dove vecchi a biliardo stanno sfiaccando le buche o con le scope in mano restano sbalorditi dei punti ricordando la neve del '56. Insomma ritorna in alcove sempiterne che il fulvo pelo d'amante di volpe adorna e svia la via imperfetta e della palude il brago stura e all'angolo ben vestito di sola carne resta e alla sera ferina resta come creatura mortale resisti sul Novecento tutto e soffia ora sulle candele sfiaccolanti perché smodelli la cera in formula vana non vera e torna pertanto all'angolo all'albore all'evento alla stanza di giochi e la corrente risali destrorso sversa della sinistra riva ogni opificio e rimani come l'esule non allagato scorna sul duro cozzo della morte che a questa latitudine è una bara riuscita nel pomeriggio col lucore di tintinnanti campane e come Giuliano fece ritirati in rara via. Ora ritira ogni dado mentre la questione meridionale naviga per icone futili fino al mare del caso e ricompare nella pigna lasciata nell'atrio dei basiliani presso al cortile molti anni fa con mio padre che disse riprendila la riprendo padre nell'orto inconcluso che naviga per rotte di monaci benedettini dove siedo all'allotria vita lasciando gli episodi di cose morte.… Leggi il resto »

Linea (Borbonico-Orfica) contro Linea (Lombardo-Fiorentina)

Qualche tempo fa ho dedicato a Claudia Ruggeri un passo nella rubrica “I poeti appartati”. Grazie a Michelangelo Zizzi ho così potuto leggere un saggio di Eliana Forcignanò, contenuto in un libro che sarà presentato a Milano questo mercoledì.   Claudia Ruggeri o della Coincidentia Oppositorum sul palcoscenico della poesia

(il pdf del saggio è possibile scaricarlo al link precedente)

Di seguito le informazioni del caso.… Leggi il resto »

I poeti appartati: Claudia Ruggeri


Correspondances
di
Francesco Forlani
Mi chiedo a volte se è davvero necessario parlare di poesia, spiegare il nesso, il fatto, svelare l’arcano che ci dice della fortuna o della miseria di una poetica, l’affiliazione, la bastardaggine di un verso. Per questo trovo ancora più straordinari i lavori critici in poesia, quelli di cui sono testimone, orale o scritto, portati avanti con cura certosina, attenzione sovrumana all’opera.… Leggi il resto »

Un intervento violento


Tre divagazioni senza apparente luogo né sinossi su scrittura, lettura e geografia letteraria

di Michelangelo Zizzi

“Io desidero un’apocalissi più svelta.”
M. Parente

“Là portami Sofia
in quella terra che pare medicea
o forse ancora del pleistocene.
Là senza i profitti dei dizionari.… Leggi il resto »

Da “La caduta occidentale”

di Michelangelo Zizzi

Il tutto dentro (A Giordano Bruno e Sofia)

“Ciò soltanto, le ossa, le cuoia restano tra te e il tuo pan”
E. Pound

Immaginate ora la scena che la morte vi ha posto le uova dentro
ma senza icone né dagherrotipi in punto di fine
ma come una sorella come una morte venuta dalle origini
ma come un macchinario di letteratura in disuso
ma come un elettrodomestico che buca la ruggine
ma come una clessidra che fatale scuce i grani
dalla parte del cuore
ma senza muscoli che tengano
o come quella gallina che razzola laggiù
nell’aia d’anima… Leggi il resto »