Tag: Miti Moderni

Miti Moderni/19: ritorni

di Francesca Fiorletta

Il mare era calmissimo, agitato.
Le nuvole alte nel cielo, pesanti, si aprivano su un pomeriggio assolato di fine estate.
Nelle orecchie il mugolio delle cicale, l’abbaiare dei gatti in calore dentro i vicoli deserti del centro storico, le terrazze di vetro, abbandonate, coi panni stesi ad asciugare, le tovaglie del giorno prima.… Leggi il resto »

Miti moderni/18: Visite di cortesia

di Francesca Fiorletta

Separa i fiori dall’armadio, la vita scorre come un filtro d’immagini. Leggi le stelle, parla alle nuvole: segui i consigli del buon vicinato.
Ogni notte è una tappa, una scalinata bolognese, su cui baciarsi piano, toccarsi bene sotto i vestiti, e poi sparire piano, sopra un giubbotto di pelle sciupata.… Leggi il resto »

Miti Moderni/17 : di pietra

© Aldo Costa. Il mare

di Francesca Fiorletta

Non esiste il ricordo.
Le passioni tutte uguali.
Ridere per dimenticare,
nella tazzina del caffè.

Sperare di incontrarsi,
dimenticare il futuro,
una caduta libera.
Fino alla sazietà.

Pensi di essere libero,
il pericolo scampato;
sono ancora tutte
armi
di pietra.… Leggi il resto »

Miti Moderni/16: api

di Francesca Fiorletta

Ti svegli per partire, vuoi continuare a dormire, decidi di non fare proprio niente.
Ti prepari per lavorare, rimanda quell’appuntamento, ti alzi di corsa dal letto e non capisci dove sei.
Asciuga gli occhi senza un senso, si lacera l’abbraccio, quel sogno fatto all’alba l’hai già dimenticato.… Leggi il resto »

Miti Moderni/15: tempo massimo

di Francesca Fiorletta

Sei sempre fuori tempo massimo, mangi un panino, non hai voglia di spostarti dall’oblò, fumi una sigaretta, ti dovrai arrangiare, ti consigliano severi, infila al collo la cordicella, penzola al vento il cartellino, sei un impiegato, sei una massaia, bisogna accontentarsi, ti ripetono, troppo seri, che a questo mondo siamo sempre soli, in mezzo a tutti, non si riesce a stare da soli mai. … Leggi il resto »

Miti Moderni/14: esposizione

Rinko Kawauchi

di Francesca Fiorletta

La devastazione che si posa, con calma, davanti. Prendi sotto braccio gli idranti e sguinzaglia i cani da alleggerimento, sono già scattate le manette, mentre fervono gli ultimi preparativi per la festa, restano blindati gli ingressi, la regressione è stupefacente, che sia chiara la nostra determinazione, nel cuore degli scontri si scambiano di fretta i vestiti, abbandonano il campo di battaglia, i giovanili concorrenti, ma la replica arriva celere, a mezzo stampa: sei uno sciacallo!… Leggi il resto »

Miti Moderni/13: il primo sole

di Francesca Fiorletta

“Certe cose si capiscono al volo”, ripete lei, spegne una sigaretta, cerca un comico americano prima di andare a dormire, senza piangere, e intanto il piatto resta sporco, la cena ferma da due giorni, quante parole contate, che non devi usare, per spiegare, il disavanzo. … Leggi il resto »

Miti Moderni/12: c’è tempo…

Luigi Ghirri

di Francesca Fiorletta

«Che ore sono?» disse Michèle sbadigliando.
«Insisti, dopo tutto quello che ti ho detto?» rispose Adam.
«Sì, che ore sono?».
«È l’ora in cui, chiara nella notte, vaga intorno alla terra errante con la sua luce altèra…»

[Il verbale,  J.M.G.… Leggi il resto »

Miti Moderni/11: violini

Enrico Benetta

di Francesca Fiorletta

La violinista ha un vestito azzurro, con le balze, sale sul palcoscenico, il teatro è pieno ma nessuno batte le mani, è prima mattina e nessuno batte le mani, si aspetta soltanto, in silenzio, si sbadiglia e si aspetta, l’inizio del concerto.… Leggi il resto »

Miti Moderni/10: la rete

di Francesca Fiorletta

I giorni della ripresa sono così.

Aveva provato a raggiungere il concerto, c’era il sound check, gli artisti con la chitarra, gli artisti obesi, svaccati, a bere birra intorno a un tavolo, giocare a carte, con le nuvole grosse dietro, pesanti, marroni, un brutto effetto dell’ iPhone, aveva addosso i pantaloni verdi, un top nero sdrucito dai carichi in lavatrice, senza ammorbidente, continuava a sudare, ha tolto i pantaloni senza curarsi delle serrande alzate, la donna grassoccia, dal palazzo di fronte, la fissava immobile, non era più tanto giovane, i capelli grigi raccolti da cento mille bigodini, la sigaretta in bocca, non batteva ciglio, aveva scelto una gonna lunga coi merletti, le infradito ai piedi.… Leggi il resto »

Miti Moderni/9: strade

Luigi Ghirri, Bologna – Tangenziale

di Francesca Fiorletta

andare per le strade, a sbattere. i viali illuminati nella notte, stretti e lunghi, le rotaie accese, larghe,  i lampioni blu, come stormi di primavera. le conifere ai lati delimitano un percorso che non conosci, ancora.… Leggi il resto »

Miti Moderni/8: fine di un amore noir

di Francesca Fiorletta

Non si dovrebbe tenere un diario, quando si soffre, si rischia di ricordarlo sempre, quanto fa bene, quel dolore. Si rischia la confessione, e lo sparo.

Senti come pulsa, la lingua gonfia, l’amianto sterile non ha sapore, dopo il caffè, resta ancora lì accucciato nel giardino dei ricordi di mammà, anche un secolo va bene.… Leggi il resto »

Miti Moderni/7: l’uscita di scena

di: Francesca Fiorletta

Francesca Woodman

Una vera specialità, nei film: la scelta, sublime, dei tempi.

Smettere di parlare, spiegare, giustificarsi, indagare, approfondire, sviscerare tematiche e situazioni, estrapolare sentimenti e paure, speranze e delusioni, preconizzare e verbalizzare e dissimulare e arrivare persino alle mani, troppi lividi bui, le borse sotto gli occhi, lo spigolo dell’armadio, e poi chiedersi scusa, ancora mi dispiace, e piangere e gridare e mordersi le orecchie e fare l’amore e perdonarsi e straziarsi, più forte ancora, ancora più in alto il braccio, ogni volta è peggio, ogni giorno è più lontana, la fine del film, i titoli di coda che ancora mancano, l’assistente alla regia è un soggetto clinicamente depresso, di stazza bipolare, riscontrati evidenti disturbi della personalità.… Leggi il resto »

Miti Moderni/6: movimento fuori

Elliott Erwitt, USA. New York. Metropolitan Museum of Art. 1988

di: Francesca Fiorletta

tutto intorno è movimento, tutto è suono, spari di clacson, luci intermittenti del bistrot, tutto si tollera a voce alta, il vento e il pulviscolo, e quel prurito ghiacciato sulle mani, come grattano le dita, una per una, negli spazi intolleranti dell’attesa.… Leggi il resto »

Miti Moderni/ 5: viaggiare a casa

di: Francesca Fiorletta

Le parole del supermercato: vai a prendere le acciughe, le olive in salsa piccante, la salamoia che è scoscesa, dentro ai sacchetti di plastica ermetica sembra quasi un punto di fuga, un capannone sul molo, l’altopiano vicino al parco naturale che ricorda i confini della tua nuova casa di famiglia.… Leggi il resto »

Miti Moderni/ 4: mondi possibili

Luigi Ghirri, Salisburgo, 1977

di: Francesca Fiorletta

Nei mondi possibili non esiste il passato, ciascuno si sveglia ogni mattina con gli occhi lividi e caldi, vuoti di sogni, le ciglia lucenti come una tabula rasa, e le giornate trascorrono tutte uguali, tutte diverse, all’insegna di un infaticabile e soporifero istinto di conservazione, lungo la linea gotica del presente progressivo.… Leggi il resto »

Miti Moderni/3: catturare l’attenzione

Henri Cartier-Bresson, “Gestapo Informer”, Dessau, Germany, April 1945

di: Francesca Fiorletta

L’attenzione non si cattura, non si suscita, non si solletica, l’attenzione è un concetto innaturale, transitorio, pieghevole, un organismo fluido, un lento dipanar, l’attenzione, non si solidifica, non si incancrenisce, non salta di palo in frasca, non si abbevera alla fonte, non segue necessariamente un percorso espositivo, l’attenzione, non è di preferenza un’attitudine oppositiva, l’attenzione, tanto spesso, non c’è.… Leggi il resto »