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VISIONI in TRALICE [IV] Cum dederit dilectis suis somnum


Cum dederit dilectis suis somnum.
IV. Largo da “Nisi Dominus” RV 608
ANTONIO VIVALDI [ 1678 – 1741 ]


di Orsola Puecher

 
Grace si addormentò lungo la strada maestra grazie alla sua sana capacità di allontanare da sé qualunque sgradevolezza. Un Dio generoso l’aveva benedetta con un raro talento: il potere di guardare avanti e solo avanti.

[ da DOGVILLE di Lars Von Trier ]

la Fenice: 1. il bennu

di Antonio Sparzani

“Come l’araba Fenice,
che vi sia ciascun lo dice,
dove sia nessun lo sa”

C’è un libro che riguarda miti e che è ormai diventato mitico per me, ed è Il mulino di Amleto ‒ Saggio sul mito e sulla struttura del tempo, scritto negli anni sessanta dello scorso secolo da Giorgio De Santillana (1902 ‒ 1974) e da Hertha von Dechend (1915 ‒ 2001).… Leggi il resto »

L’amore a due

di Linnio Accorroni

 

Christoph Willibald Gluck, “Philémon & Baucis”
Ditte Andersen,  Aria Il Mio Pastor Tu Sei

 

Tra le tante storie raccontate nelle Metamorfosi ovidiane ce n’è una in particolare che stranisce e turba: sta nell’ottavo libro delle Metamorfosi dove si narra la vegetale trasformazione dei due anziani sposi Filemone e Bauci: “A un tratto Bauci vide Filemone mettere fronde, mentre il vecchio Filemone, dal canto suo, vedeva le membra di Bauci irrigidirsi e metter fronde anch’esse.… Leggi il resto »

Muta quies habitat

Ovidio
Metamorfosi
[ libro XI, vv. 592-649 ]

NIOBE di Benjamin Britten [1913-1976] da Six Metamorphoses after Ovid Op 49
per Oboe solo

V’è presso i Cimmeri una spelonca dai fondi recessi,
un monte cavo e impenetrabile dimora del pigro Sonno,
in cui mai con i suoi raggi all’alba, né a mezzodì, né al tramonto
il Sole riesce a filtrare: nebbie miste a caligine
esalano dal suolo in un crepuscolo dalla luce incerta.… Leggi il resto »