Posts Tagged ‘ Aristotele ’

Achille e la tartaruga

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12 marzo 2009
Achille e la tartaruga

di Antonio Sparzani

Non conosco alcuna miglior formulazione del cosiddetto paradosso di Achille e la tartaruga di quella fornita da Carlo Emilio Gadda (cui già accennavo qui): ascoltate la sua inimitabile prosa:

La cheli, estromesso il capo, annaspava un’idea: commise con il Piè Veloce che lo avrebbe superato nella corsa, quando...
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I limiti dell’arte

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11 luglio 2008

di Massimo Rizzante

A
Definire i contorni delle parole è diventato un compito difficile, soprattutto da quando le specializzazioni e i gerghi hanno invaso ogni campo, confondendo le frontiere delle arti e in particolare dell’arte letteraria. Parole come «contaminazione», «riscrittura», «riuso», «intertestualità» hanno fatto il giro del mondo in bocca a critici raffinati, precipitando poi...
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Dove guarda l’uccello a forma di domanda

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3 giugno 2008

Sul De Bestiarum Naturis di Andrea Pedrazzini

di Massimo Rizzante

Pedrazzini disegna come Rabelais, sente come Plutarco.
Di qui, in primo luogo, il lato comico, non burlesco, non vignettistico, non caricaturale del suo tratto.
Il comico si fonda su un’acuta osservazione dell’infinita varietas della natura e sull’altrettanto infinita potenzialità della fantasia di mettere alla prova...
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Etere 2: i secoli “bui” e anche no.

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13 febbraio 2008
Etere 2: i secoli “bui” e anche no.

di Antonio Sparzani

Dopo un inizio all’insegna della poesia, l’etere s’inoltra proteiforme nelle tenebre dei cosiddetti secoli bui, che bui non furon poi tanto, intrufolandosi negli scritti degli scienziati e dei filosofi, parole a quei tempi davvero equivalenti. Questi secoli vanno dall’ottavo al quattordicesimo, molto approssimativamente dico, perché...
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Etere 1 : l’antichità.

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28 gennaio 2008
Etere 1 : l’antichità.

di Antonio Sparzani

La storia di cui vorrei raccontarvi alcuni episodi corre su due rotaie, spesso parallele: l’una, quella della poesia e della letteratura, che continua a vedere l’etere come qualcosa di vago e misterioso, ma che in questa vaghezza trova la sua sottile...
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La buona novella

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25 settembre 2007

di Massimo Rizzante

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La fine. Uno degli uomini più affidabili su questo tema è Cioran.
Nel suo Oltre il romanzo, a mio avviso il più grande saggio sul romanzo mai scritto ad opera di un persuaso denigratore di quest’arte, Cioran afferma:

Un genere diventa universale quando seduce intelletti che non vi sono affatto portati.


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