Poesia d’amore (in qualche modo)

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di
Francesco Forlani

Deve esserci un modo (un mondo)
per non tacere di nuovo il grido
di una mancata paternità
di una normalità agognata
e assassina.

Una chiave di volta ci sarà
(un risvolto) che non sia parola
que des mots que des morts
e alla ferita faccia da medicamento
dia sollievo.

Sicuramente c’é un piano (un pianto)
per non ridursi all’elemosina
di uno spazio e un tempo
e spingere i mobili da un capo all’altro
della stanza.

Esiste un qualcosa come lama
alla gomma rigata dell’ideologia nostrana
che da destra a sinistra ti divora
la carta quotidiana la quota cartacea
del nulla.

Sicuramente c’è o deve esserci
la parola d’ordine al disordine
credere che di tutte le parole
almeno una come una cosa
ti sia amica.

Che non vale credere e pensare
al bene attraverso il male fatto (dagli altri)
al meglio dei mondi migliori
è modo (un mondo)
che non vale,

un tuo sorriso, un bacio.
una tua carezza.

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27 Commenti

  1. Mi piace quando Francesco parla dal suo cuore. Si ascolta un pianto fragile, discreto davanti a un mondo pazzo, solo l’amore avvolge, discreto siparo che prova distanza tra il mondo violento e la voglia d’amare.

  2. “e spingere i mobili da una capo all’altro / della stanza”
    il sisifo del bilocale, questo è spesso ahimé il nostro destino…

  3. Molto bella, Francesco, in attesa di sentirtela recitare alla Foce di Porto,
    Homme libre, toujours tu cheriras la mer.
    marino

  4. effeffe o della freschezza
    non sempre occorrono lenzuolatiche lemmiche
    estratticopichizzate da leggosuwkipedichegoogliche fontiche
    ninnananna macignate di testi che uno si compra il libro
    che degregoriselosognano oltretutto

  5. caro francesco,
    questa poesia ha un bel tempo, viene voglia di ballarla abbracciati, fermi sul pavimento ondeggiare appena, per il tempo della canzone che tu dici, che riscuote – faccia a faccia – il suo premio di bellezza, il sorriso dentro a un bacio, la sua carezza.
    ti sorrido,
    frau

  6. “normalità agognata/ed assassina” Della nostra generazione è l’inquietudine e la contraddizione. Forse è che la speranza di una normalità (quotidianità?)si rivela irrangiungibile, intima aspirazione senza possibilità di divenire azione.

  7. Sicuramente c’è o deve esserci
    la parola d’ordine al disordine
    credere che di tutte le parole
    almeno una come una cosa
    ti sia amica.

    Per questo riusciamo ad andare avanti, Francesco, grazie.

  8. il grido taglia come lama anche la pagina appena letta
    c’è sia parola sia gesto d’amore

    grazie

    fem

  9. quasi quasi la metto in musica. Io sarei x uno slow rock, tonalità, MI minore. Sound, alla Dire Straits.

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francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux
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