Neoplasie

di Stefano Calosso

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Andrea Raos

andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010) e i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato l’antologia chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005) e «exit» (2005); altre, in traduzioni inglese, sono apparse in "The New Review of Literature" (vol. 5 no. 2 / Spring 2008), "Aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international e free verse. 

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  9 comments for “Neoplasie

  1. véronique vergé
    19 dicembre 2007 at 08:29

    Andrea, mi rammento ricordi di matematica o di grammatica: è originale!
    Ma il schema è troppo lontano della mia vista dell’introspezione. Un po’ psicanalitica anche.

  2. 19 dicembre 2007 at 09:27

    Grande Stefano.
    Ciao
    P.

  3. 19 dicembre 2007 at 09:38

    Ecco, toglierei il termine algoritmo in “cerco ossessivamente un algoritmo per un’interpretazione dei miei sogni coerente”, termine che mi pare didascalico se non tautologico dentro un algoritmo… “cerco ossessivamente / un’interpretazione dei miei sogni coerente” mi pare regga uguale e renda meglio. Comunque, buon pacchetto, da aggiungere al catalogo degli esperimenti con linguaggi e metodologie allotrie. L’insuperato, al momento, resta per me il softwarino di Roberto Uberti sul sito omonimo, che mi pare abbiate anche linkato.

  4. mattia paganelli
    19 dicembre 2007 at 10:52

    Bella la poesia a circuito chiuso
    Mi fa anche pensare a una poesia che ipotizza le sue possibilità, senza in realtà limitarsi mai a una soluzione unica.

  5. 19 dicembre 2007 at 14:11

    clicco doppio, ingrandisco, sposto, salgo, scendo, scale
    zuppahitchcock (senza gorgoglio)
    e anche se s’arresta presto c’è una
    ra-gazza lucida per me che dice sempre sì, et reste!

    un passo ancora, et reste!

    e il tuo corpo chiudo in una vecchia mummia (solo la gamba)
    e il tuo corpo porto sopra il tapis roulant (mantenere 70-80)

    ma poi alla fine è come giocare a shangai e apri e cadono,
    e apri e cadono,
    dove finiscono non è colpa tua

  6. Stefania
    19 dicembre 2007 at 14:13

    Un sentimento schematico è forse il modo più sintetico per spiegare questa creazione… la sintesi di un sentimento semantco…

    Cmq colgo l’occasione per augurarvi un Buon Natale…

    http://christmas.onemeet.net/perlui.php
    http://christmas.onemeet.net/perlei.php

    Piaciuto??

  7. Charlotte Vergé
    19 dicembre 2007 at 18:25

    Non capisco il commento di vero.
    Mi chiedo: se c’è un’altra “vero”, vado a scomparire o prendere altro nome.
    Non posso rivaleggiare!
    Vediamo… Ora mi chiamo Charlotte Vergé.

  8. Cappuccetto rosso
    19 dicembre 2007 at 19:30

    Ciao Stefano!
    :-)

  9. 21 dicembre 2007 at 08:58

    Sono diagrammi di flusso poetici che non danno scampo, si scivola sempre dove l’autore vuole alla fine trascinare. Ne vorrei uscire, ma la parola e lo schema fissano il limite. Avevo apprezzato molto quello di Elena del primo novembre e in questo mi piace l’inesorabile reazione a catena che dopo un solo sì ti immette nell’imbuto FINE (e anche dopo due no!! La negazione della negazione…)

    fem

    P.S: menzione speciale per lo sfigmomanometro (che esiste davvero e non misura la sfortuna)

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