Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 1

[18 immagini + lettere invernali per l’estate, una alla settimana]

di Andrea Inglese

Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato,

che io sia malato, o che sia mai stato malato, o che possa
sotto i tuoi occhi, o i miei stessi, indossando quello che indosso,
(certe scarpe nere coi lacci)

ammalarmi

lo reputo della più assodata
improbabilità.

Eppure esisto,

in questa svagata salute, ancora una volta,
facendo fede ai miei polpacci,
ai due calcagni, alle unghie che crescono,
io esisto: come la polvere, gli unguenti, gli armadi
da fare a pezzi e bruciare, i coperchi di latta
da lanciare in aria.

È di questa esistenza che ti potrei parlare,
della sua vaghezza,
ma oggi non me la sento, non così,

non con questa distanza
che nuovamente
senza sorriso
metti tra te e te.

(immagini A Inglese)

andrea inglese

Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ha pubblicato uno studio di teoria del romanzo L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo (2003) e la raccolta di saggi La confusione è ancella della menzogna per l’editore digitale Quintadicopertina (2012). Ha scritto saggi di teoria e critica letteraria, due libri di prose per La Camera Verde (Prati / Pelouses, 2007 e Quando Kubrick inventò la fantascienza, 2011) e sette libri di poesia, l’ultimo dei quali, Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, è apparso in edizione italiana (Italic Pequod, 2013), francese (NOUS, 2013) e inglese (Patrician Press, 2017). Nel 2016, ha pubblicato per Ponte alle Grazie il suo primo romanzo, Parigi è un desiderio (Premio Bridge 2017). Nella collana “Autoriale”, curata da Biagio Cepollaro, è uscita Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016 (Dot.Com Press, 2017). Ha curato l’antologia del poeta francese Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008 (Metauro, 2009). È uno dei membri fondatori del blog letterario Nazione Indiana. È nel comitato di redazione di alfabeta2. È il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini. 

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  10 comments for “Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 1

  1. véronique vergé
    29 luglio 2008 at 16:16

    C’è un dolore dentro i versi, si scappa dalla poesia come per raggiungere i cuori, vincere la solitudine.

    Sono bellissimi.

  2. maria (v)
    29 luglio 2008 at 23:49

    anch’io trovo questa poesia commovente e orgogliosa nella sua nudità senza trasparenza, ma che invece respinge.
    non muse malate, ma vive, anche se solo per logorìo, per usura o come i balsami e le cure o ancora dopo come stizza e rabbia.
    poesia che è vita, perché SCARNA come la “Vita” ma anche scarna come la lingua della gioia

    (in corsivo: citazioni di opere di A. Inglese e non solo) un saluto

  3. sparz
    30 luglio 2008 at 01:07

    È la svagata salute che mi interessa molto, insieme con la vaghezza dell’esistenza, caro Andrea; immagino che un testo come questo venga cesellato fin nei dettagli invisibili, e si vede, appunto.

  4. 30 luglio 2008 at 08:55

    lettere invernali per l’estate

    capita di essere invernali d’estate
    ed estivi d’inverno
    le parole così stanno più a piombo
    e di avere la tentazione di infilare un dito in un dolcetto perfetto striato di sciroppo rosa
    la salute svagata è una salute che non vuol saper-e/ne di essere ammalata
    che resiste alla piccola discarica polverosa delle vite
    e coi coperchi di latta ci gioca anche come frisbee

    ,\\’

  5. andrea inglese
    1 agosto 2008 at 00:29

    un saluto da una milano tropicale – fa piacere incontrarvi intorno a questo principio di epistolario fuori stagione…

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