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photoshoperò #18 della lenta ginestra

10 Commenti

  1. ed io te lo chiedo il perché…. “perché”?
    la mia piccolezza non mi consente di vedere la ginestra, ma ho visto altro, tanto.
    un susseguirsi di sensazioni d’un passato ormai neanche troppo recente, uno scarto di un cinquantennio, sensazioni in piccoli accenni d’immagini e suoni, più che un vero e prorio dire, una “volontà d’odore”, di far “sentire” quel senso di perduto e di andato senza giudizio, solo esposizione di storie in piccole cose.
    tu scavi nel vecchio senso come nel baule dei ricordi, ce ne mostri in scaletta – che si apre con quella mano che cerca ed afferra il pane (eh sì che oggi costa davvero tanto anche il pane!) – l’infanzia con i suoi ovattati sensi di certezza e sicurezza, come a dire che anche quella certezza piccola e salda adesso è andata, perduta.
    questo ho letto, forse troppo poco per questa sede.
    un bacio.
    n.c.

  2. Furlen, ancora uno sforzo, come direbbe il Divino Marchese, e raggiungi Blob.
    Ma il pane sospeso è bio o ogm?
    E, guardando la mano protesa, chissà perché mi è venuto in mente il monolite nero di “2001 Odissea nello spazio”. Già, perché?

  3. E’ l’unione della fragilità e del sorriso. La porcellana rappresenta il paesaggio natale di effeffe, il luogo dell’origine, dentro il suo cuore, come una culla. Una bellezza da cogliere con delicatezza.
    E’ strano la vista della coppia ( non copia).
    Dimmi perchè il padre della sposa ha la testa decapitata?
    L’infanzia con i suoi colori vivi ha un’ aria grottesca, strana.
    Le vacche è un bel momento. Non so perché ho pensato a io e questo mi ha fatto ridere tutta sola. Bah … Le vacche hanno un’aria sexy, anche sono grasse.
    Ma forse c’è un senso politico al film : si parla forse di quelli che cammino verso la stessa direzione come “le mouton de Panurge”.
    Il fotoshopero è ricco di significazioni. E credo che è una manera per ciascuno di raccontare una storia: la sua.

    Perché non immaginare testi diversi con il fotoshopero?

  4. Un altra lettura è di confrontare la poesia la ginestra alla realtà, al senso della fragilità umane (il terromoto), al tutte le cose che si infrangono, vita intaccata, vita di porcellana, vita spezzata.
    Si alza una sola bellezza la ginestra, fiore gialla nel cuore dell’uomo, fratello ( di Victor Hugo), nel deserto si alza una mano per strappare la pietra per riscostruire ( non ho visto pane o allora il pane da condividere).
    Dimmi perchè è la voce di un bambino.
    Dimmi perchè il mondo scrolla, crolla?
    Dimmi perchè sono solo, sola?

  5. @ effeffe

    non ti chiedo il perché. a me il photoshoperò è piaciuto, mi piacciono i photoshoperò, lo sai. ma è che mi stai mettendo in difficoltà coi nomi. prima Deleuze. ora Leopardi: la lenta ginestra.

    non sarà, mi sono detto, invece il Leo Pardi, e la sua cimice d’acqua, che, trasportata dall’Adriatico al Tirreno, orientandosi sul sole, scambiato l’est con l’ovest, si arrampicava lentamente su un cespuglio di ginestra?

    in Maremma.

    poi mi sono detto: no.

    è vero che l’hai raccontata a effeffe, ma non c’è alcun richiamo, per quanto tu lo voglia, alla serendipità nel photoshoperò.

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francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux