ISTAT PRO NOBIS

di Gay.it

In queste settimane l’Istat sta allestendo i moduli per il prossimo censimento generale della popolazione italiana previsto per l’autunno del 2010: si tratta dei questionari da sottoporre ai cittadini per conoscere, tra l’altro, la situazione famigliare di ciascuno.

Nel 2001, quando si svolse l’ultimo censimento generale della popolazione, furono conteggiate come “coppie di fatto” le sole coppie eterosessuali, mentre le decine di migliaia di cittadini e contribuenti omosessuali che avevano barrato la casella “conviventi” furono declassati ad “altra forma di convivenza”, quella dove principalmente finiscono le coppie formate da una persona anziana e dal/dalla suo/sua badante.

Questa volta non ci stiamo. La statistica è una scienza, e come tale deve essere neutrale e imparziale: deve limitarsi a studiare le coppie di fatto etero e omo che siano, indipendentemente dalle valutazioni che ne danno concezioni etiche o fedi religiose. Se la politica italiana – opponendosi alle direttive UE – non vuole ammettere le coppie omosessuali a stipulare il contratto denominato matrimonio civile, o altro contratto ad esso assimilabile, che almeno l’Istituto di Statistica ci consideri per quello che siamo: coppie, coppie di fatto.

PER FIRMARE L’APPELLO ALL’ISTITUTO DI STATISTICA

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8 Commenti

  1. ” Cari ragazzi, la statistica è una scienza. Nata da poco tempo, rispetto ad altre scienze.
    Potremmo scoprirla inesatta, fra non molto.
    Per ora vi tocca fidarvi. Perchè ve lo dico io”
    ( parole di un noto docente universitario torinese di statistica)

    E io mi domando: servono davvero i sondaggi? sono utili? hanno una funzione reale?
    m.

  2. Fino ad oggi l’Istat è riuscito a occultare l’esistenza di migliaia di coppie di fatto omosessuali. Questo è l’argomento del post. Tu parli di sondaggi, che sono un’altra cosa. Le statistiche dell’Istat fotografano la realtà italiana ogni decennio e su quella foto si costruiscono molte politiche comprese quelle del welfare.

  3. io non parlerei di politica, i politici sono ormai ‘avatar’ delle scelte caprine e pecorone della maggior parte degli italiani che stando ai sondaggi del sultano di arcore vogliono questo stato di cose e il sondaggio crea una retroazione. mi ha colpito quello che ha scritto g.bocca a proposito del sondaggio che non andrebbe mai seguito perché le scelte della maggioranza sono sempre scelte ‘egoistiche’ e che insomma i più pensano ai casi loro più che al benessere della collettività…. ecc ecc e insomma vediamo se questo appello possa smuovere anche gli eterosessuali visto che si tratterebbe di un principio di civiltà, aldilà della religiosità o la faziosità politica. civiltà umana.
    insomma io me la piglio con il maggior numero di italiani etero che sono apparentemente indifferenti ai diritti in generale dei gay, anche se per loro dovrebbero inventare la ‘categoria’ coppia di comodo.
    non solo: ma nel paese del calcio e delle veline… la vedo dura, ma firmare l’appello non costa nulla però magari se appelli del genere li facesse anche ‘repubblica’ per esempio o l’unità o che so io un gruppo non di ‘parte’ ecco: le pecore italiane che pensano ancora per dicotomie sessuali la vedrebbero diversamente….

  4. io da etero non indifferente diffondo e sostengo come posso. Ma ha senso dirmi etero o sarebbe meglio dire da cittadina civile?

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franco buffonihttp://www.francobuffoni.it/
Franco Buffoni ha pubblicato raccolte di poesia per Guanda, Mondadori e Donzelli. Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005). L’ultimo suo romanzo è Zamel (Marcos y Marcos 2009). Sito personale: www.francobuffoni.it
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