The Visual Book Review, #1

Carlo Carabba, Gli anni della pioggia, Ancona, Pequod, 2008, p. 60.

 

 

 

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Andrea Raos

andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010), i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010) e le avventure dell'allegro leprotto e altre storie inospitali (osimo - an, arcipelago itaca, 2017). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato le antologie chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001) e contemporary italian poetry (freeverse editions, 2013). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005), «exit» (2005) e "nioques" (2015); altre, in traduzioni inglese, in "the new review of literature" (vol. 5 no. 2 / spring 2008), "aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international, free verse e la rubrica "in translation" della rivista "brooklyn rail". in volume ha tradotto joe ross, strati (con marco giovenale, la camera verde, 2007), ryoko sekiguchi, apparizione (la camera verde, 2009), giuliano mesa (con eric suchere, action poetique, 2010), stephen rodefer, dormendo con la luce accesa (nazione indiana / murene, 2010) e charles reznikoff, olocausto (benway series, 2014). in rivista ha tradotto, tra gli altri, yoshioka minoru, gherasim luca, liliane giraudon, valere novarina, danielle collobert, nanni balestrini, kathleen fraser, robert lax, peter gizzi, bob perelman, antoine volodine, franco fortini e murasaki shikibu. 

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  17 comments for “The Visual Book Review, #1

  1. 23 ottobre 2013 at 12:55

    l’aggettivo “geniale” è spesso usato a casaccio. non lo sarebbe in questo caso.

  2. andrea inglese
    23 ottobre 2013 at 13:26

    un’immagine vale mille recensioni

  3. rmorresi
    23 ottobre 2013 at 13:49

    quando si dice metterci la faccia

  4. véronique vergé
    23 ottobre 2013 at 14:17

    Con il titolo immagino un mondo magico, sotto il potere verticale delle parole.
    Un mondo senza fine umido, bagnato dove si cerca la prima parola solare.
    Scrivere è forse cercare la parola da estrarre nell’acqua per mostrarla alla luce.

  5. gianni biondillo
    23 ottobre 2013 at 14:54

    Hai messo su qualche etto, ragazzo mio?

  6. Luigi B.
    23 ottobre 2013 at 16:13

    più che metterci la faccia mi sembra un mettere una foto.

  7. andrea inglese
    23 ottobre 2013 at 16:38

    una foto vale mille facce

  8. Andrea Raos
    23 ottobre 2013 at 17:12

    8 foto.

    • mariasole
      23 ottobre 2013 at 22:12

      certo, se avessi messo 8 disegnini…

  9. 23 ottobre 2013 at 18:01

    Perché mi guardi così?

    • Andrea Raos
      23 ottobre 2013 at 18:27

      jan, questa e’ solo per te :)

      • gianni biondillo
        23 ottobre 2013 at 19:47

        Siete due truzzi!

        • Francesca
          23 ottobre 2013 at 20:43

          Questa musica mi ossessiona da quando vivo con Jan, Gianni. Altro che truzzi.

          • gianni biondillo
            24 ottobre 2013 at 09:14

            Fuggi, sei ancora giovane, puoi rifarti una vita…

  10. Carlo Carabba
    24 ottobre 2013 at 23:46

    :-|

  11. mi. attivata
    25 ottobre 2013 at 09:09

    quando, appena entrato, anche tu ripeti ecolalico come il tuo direttore ecolalicoaraldicoeditoriale che sì in azienda bisogna far quadrare i conti che anche la poesia deve rientrare come la narrativa deve vendere che lo specchio ti dice quello che vuole lo specchio che lo specchio nasconde l’ascolto che allo specchio mi specchio mi spocchio l’orecchio: dopo la pioggia, l’effluvio lirico il di voi diluvio

  12. mi. attivata
    1 novembre 2013 at 09:40

    grazie per avermi moderato. complimenti
    manuel cohen

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