Inedito

di Daniele Ventre

Sarà che poi ci sfogherai la rabbia
nell’ostentato coltivare il nulla
che ti s’agita in grembo nella mente
con insistito sfrigolio di vento,
se fischia per follia tra roccia e nube
con risonante acciottolio di vuoto.

Non so che valga accumulare a vuoto
volvoli involti di ragione e rabbia
e perdersi tra il fumo della nube
che ti circonda di solido nulla
quando una fatua compagnia di vento
ti ingombra di fandonie cuore e mente.

Sarà quest’esercizio della mente
che si compiace di girare a vuoto
e partorire sinfonie di vento
per truce calma o compassata rabbia,
per quanto poi non se ne cavi nulla
più che una fatua immagine di nube.

Se ti compiaci di fumosa nube
levata a gran pavese della mente
gravida in grembo di pensoso nulla,
io non ti seguo nel tuo giro a vuoto
che non mi piace poi per vacua rabbia
arare l’onda o seminare al vento.

Per questo ancora ti consegno al vento
che ti si porti via con pioggia e nube:
sfogala altrove la mal posta rabbia
che ti si cova nella chiusa mente:
poi non avrai lasciato altro che vuoto
con il tuo predicare inteso al nulla.

Tieniti stretto nell’abbraccio il nulla
di sterchi inscatolati e cenci al vento:
tempo che innesta aridità di vuoto
non fiorirà che di tormento e nube,
così che non riposi altro alla mente
se non vergogne e fantasie di rabbia.

Fra questa rabbia a cui non segue nulla
dorme la mente in compagnia di vento
torva di nube e livida di vuoto.

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9 Commenti

  1. wow! Non c’è dubbio che avrai letto di recente la rima petrosa dantesca che fa “al poco giorno ed al gran cerchio d’ombra”, densa di misteri nascosti, no?

  2. Non sono parole a vanvera, accidenti al pc e alle letture (e commenti) frettolose (la mia compresa).’aridità di vento…pensoso nulla….chiusa mente…..’.Leopardi parlava un ‘nulla solido’. La mente era stata un traguardo-dono per l’uomo, ora (forse da Leopardi in poi..) è un impedimento, una barriera….Invocare allora un fideismo purchessia? Idem con patate. E allora? Ma di qui si dipanano varie piste, tante quante sono gli ognuno che si legittimano alla ricerca. Grazie a Daniele per aver dipinto il muro della mente e grazie al frettoloso ‘laserta’ per avermi imposto un commento meno frettoloso.

    • è un giochino di rime. freddo d’ispirazione, concettualmente privo di senso. una ricorrenza, un incastro di parole. tutto qui. per diventare poesia (ed essere poeti), ce ne passa.
      come grammatico, chapeau. e quindi? bisogna ammirare uno che ne sa a pacchi di metrica? boh, sono molto perplesso. forse, su riviste come questa, bisognerebbe puntare su giovani che hanno del talento, qualcosa da dire. il virtuosismo non ha mai portato da nessuna parte, è macchina sterile.

  3. Ventre, Ventre, NPT ti trolla a morte e tu fai la RETROGRADATIO CRUCIATA. non ho parole se non d’ammirazione.

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Daniele Ventre (Napoli, 19 maggio 1974) insegna lingue classiche nei licei ed è autore di una traduzione isometra dell'Iliade, pubblicata nel 2010 per i tipi della casa editrice Mesogea (Messina).
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