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da “album”, da “taccuino”

Estación_de_Antropoides_de_Tenerife._Fotografía_Asociación_Wolfgang_Köhler.  di Claudio Salvi

mi raccontate di quella notte che un cervo vi è saltato davanti. l’avete abbattuto ma quando siete scesi—lei si era aggrappata al sedile—il cervo era andato via. per fortuna, avete detto, non ci siamo fatti niente. ma quell’animale è morto, hai aggiunto. come ogni volta avete affrontato la salita e siete saltati giù tremanti al cancello. una lampadina illuminava le begonie. da allora, passando sulla strada gridate, qui abbiamo ucciso un cervo. noi facciamo silenzio. potete credere che non lo sappiamo. ma ormai, credetemi, lo sanno tutti.

 

 

domenica.

lassù cambiano di posto al mobilio.

che modo di impiegare il tempo.

di fronte pende una gabbia.

adesso in giardino è buio. 

in estate quando è bello attaccano le lampade.

in inverno nevica. i pesci girano nella vasca.

nove statue contornano il prato.

lei muove appena le labbra.

 

 

 

vento umido.

un insetto.

rami di oleandro pendono da una parte.

prendiamo un pezzetto di pane.

è in bilico accanto a una mano.

non è duro. al contrario.

rotola per terra.

i passeri beccano il pane.

volano sui tetti, viene sera.

 

 

 

uno scrittore contemporaneo.

è suo dostoevskij in russo.

da una finestra osserva il viavai.

nessun dramma apparente.

a cena vino dolce, un piatto di minestrone.

allunga la mano.

carne o verdura domanda a una vicina.

questa dice dammi tutte e due.

 

 

 

da una finestra guardando a ovest.

niente più pioggia.

il blu non bello, non trasparente.

« lo sai tu ».

parla fumando sigarette.

« non significa niente solo che è un posto per tutti ».

è un curioso suono ondeggiante.

 

 

 

consumando caffè, fuori.

un treno va sul ponte di mattoni.

« guarda ».

punta il dito.

un uccello scappa.

« lala la lalala ».

sale su un ramo germogliato.

 

 

 

*

 

 

 

26 luglio

 

 

cosa vedi – questo io non lo so. in un punto si vede

 

 

in un punto si vede un’auto – io so che

 

cosa si vede – io so che in un punto si vede qualche foto. su una foto io indico un colore.

 

 

io vedo

 

 

 

due cose – nella foto del 1981 gente che corre da tutte le parti. io ti indico questa casa.

 

 

 

in un altro si vede una figura in piedi.

 

 

 

in una si vede una persona in piedi.

 

 

 

prendi queste foto,

 

 

guarda bene queste foto

 

 

io so che

 

 

sale sul tetto.

 

 

c’è un cane. i cani dormono sotto le macchine.

 

i cani vanno in giro di notte

 

 

si vede un’auto.

 

un’auto.

 

ne sono certo perché

 

 

in strada puoi vedere tante di queste macchine.

 

 

 

questo non toglie i rumori nella stanza.

 

 

 

in fondo si blocca

 

 

30 luglio

 

 

in piedi sulla scala –

 

 

Giovane donna incinta con scale e frutta su uno sfondo bianco. Concetto di stile di vita sano.

 

hai una porta – sotto la tenda a righe un tavolo e sedie, le foglie sul muro: metti insieme i colori analoghi.

 

 

confronta i colori con i colori in

 

io che tocco il muro bianco – chiarezza del muro.

 

chiarezza dei colori.

 

in alto si vedono i piedi sulla scala.

 

sto lì di fronte alla chiarezza dei colori.

 

sono seduto in una stanza che non è quella in cui ti trovi adesso – di sera, quello che hai qui confrontalo con

 

 

1 agosto

 

 

qui la luce offusca il giardino – io sto di fronte alla chiarezza dei colori.

 

qui la luce offusca la finestra.

 

voglio dire che la luce fa un rettangolo sfocato nella finestra e nella porta aperta.

 

 

la luce abbaglia che cosa?

la luce acceca chi?

 

nell’immagine l’eccessiva luminosità di alcune parti rende irriconoscibili i dettagli. [treccani]

 

 

una quantità eccessiva di luce offusca i dettagli – io sto di fronte alla chiarezza dei colori.

 

il panorama ha meno colore – io sto di fronte alla chiarezza della gente che guarda.

 

 

i tizi indicano il panorama bianco latte –

 

il tizio indica il panorama bianco latte –

 

indicano il panorama bianco latte –

 

dei tizi indicano il panorama bianco latte –

 

 

vedono ciò che indicano? non lo so.

 

dei tizi indicano il panorama – questo è bianco latte e scuro in luoghi diversi.

 

 

 

dei tizi indicano il panorama – è bianco latte o in ombra in posti diversi. se vedono così io non lo so.

 

 

se qui è più chiaro questo io non lo so.

 

 

io vedo certe parti

 

 

perché lo indicano io non lo so.

 

 

cosa indicano di preciso io non lo so.

 

 

come distinguo

 

 

 

trovano bello ciò che indicano? non lo so.

 

 

vedono ciò che indicano? non lo so.

 

 

distratto.

 

 

in una parte dell’ambiente.

 

 

in un punto

 

 

io sto lì

 

 

 

dei tizi vedono il panorama bianco latte – io sto lì

 

 

nella parte in ombra

 

 

 

io sto lì dietro le persone che fanno le foto.

 

cosa si vede – io so che in un punto si vede qualche foto simile a questa. io indico una parte colorata.

 

[…]

 

*

 

Questi testi di Claudio Salvi sono tratti da “album” e da “taccuino”, parti di un libro ancora inedito e di prossima uscita per i tipi di Papero editore.

 

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Renata Morresi scrive poesia e saggistica, e traduce. In poesia ha pubblicato le raccolte Terzo paesaggio (Aragno, 2019), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), Cuore comune (peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Nel 2014 ha vinto il premio Marazza per la prima traduzione italiana di Rachel Blau DuPlessis (Dieci bozze, Vydia 2012) e nel 2015 il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni. E' ricercatrice di letteratura anglo-americana all'università di Padova.