(Le nostre) Nuvole di fango

24 luglio 2017
Pubblicato da

di Francesca Fiorletta

Nabokov ci aveva già avvertiti, con la sua incredibile Lolita: leggere e soprattuto descrivere l’attrazione erotica irrefrenabile nei confronti di un giovanissimo essere umano, non è certo cosa semplice.

Non è cosa semplice, a maggior ragione, se l’età dell’oggetto (soggetto) d’amore – o, diremmo, d’ossessione – diminuisce ancora, fino a sfiorare solo in maniera contingentale la pubertà.

Non è cosa semplice, ancora, fare tutto questo con un primo libro, un’iniziale prova letteraria. Forse, addirittura, con “Un esordio straordinario”, come lo definisce The Telegraph.
Inge Schilperoord, psicologa forense olandese, classe 1973, nel 2015 ha vinto il Bronze Book Owl come miglior debutto dell’anno proprio con Nuvole di fango, oggi pubblicato in Italia da Fazi Editore, con la traduzione di Stefano Musilli. 

Ci troviamo davanti a un libro, quindi, molto complesso: un racconto tutto esclusivamente orientato dalla parte del narratore, un giovane uomo appena uscito di galera, accusato – a giusta ragione – di aver commesso uno dei crimini più raccapriccianti che siamo oggi immaginati a pensare: aver abusato sessualmente di una bambina. Eppure, ciononostante, il lettore non riesce a non fraternizzare con lui: non dico simpatizzare, sarebbe eccessivo. Ma certamente la propensione all’indagine psicologica dimostrata dall’autrice, suffragata dall’esperienza diretta che le deriva dalla sua professione, ma anche da una squisita e finissima sensibilità umana, fa procedere il lettore di pagina in pagina senza indugiare per un solo momento sull’istinto più immediato, che più banalmente sarebbe quello della semplice condanna.

Così, assistiamo al dramma interiore del protagonista, impegnato a lottare contro se stesso giorno per giorno, a ricacciare indietro girono per giorno le sue pulsioni più primitive, istintuali; un protagonista che verrà messo nuovamente alla prova, e che nuovamente cadrà preda di se stesso, dei suoi demoni inestinguibili, delle sue stesse atroci fobie, come dei suoi più lancinanti e accorati desideri.

Questo è un libro delicato, nonostante le tematiche; un libro rispettoso, seducente, estremamente consapevole.

Di seguito, un estratto.

Voleva maledirsi, colpirsi in faccia davanti allo specchio, schiaffeggiarsi le guance come se non fossero le sue. Ma pensò all’esercizio sull’autostima. Era importante che fosse gentile, mite con se stesso, aveva imparato. Come funzionava, però? Come si faceva? Non aveva la forza di riprendere il libro. Ora smettila di pensare, si disse sottovoce, e drizzò la schiena. Non puoi farci niente. La prossima volta andrà meglio. Mise le braccia intorno alle ginocchia e strinse le gambe al petto. Riecco quell’odore animalesco che saliva dal suo corpo. E tuttavia non riuscì a impedire al treno dei pensieri di rimettersi in moto, prendere velocità e subito dopo sferragliare sulle rotaie cigolanti e logore.

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