Storia di un pacco (Dipartire ai tempi del confino)

disegni e testi di Elena Tognoli

Il pacco scivolava veloce
su rotelle.

 

 

Al pacco si può lasciare un ultimo messaggio
a distanza di vivavoce.

 

 

Aveva paura che al centro di smistamento
confondessero il suo pacco
con un altro pacco.

 

Il suo pacco sapeva di fiori
finti.

 

 

Forse il pacco era vuoto
(forse c’era speranza).

 

 

Il pacco era circondato da mura visibili.
Il pacco era circondato da mura invisibili.

 

 

Con uno sforzo metafisico
il pacco fu incoraggiato a partire.

 

(Ricevuta di ritorno).

 

 

Un giorno si svegliò ed ebbe voglia di prendere a pugni
il pacco.

 

Cominciava a misurare la distanza con pollici, piedi, gambe.

 

 

Avrebbe voluto sentire il peso del pacco.

 

 

Nel pacco lasciò qualcosa di lei
a pezzi
(un dito, un’unghia, una ciocca di capelli).

 

 

Uscì di casa a comprare i francobolli.

 

 

 

(Fare finta di niente, ignorare la nuova ordinarietà dei
fenomeni paranormali)

 

 

Nota dell’autrice: Queste immagini e queste parole sono dedicate a Massimiliano e a tutti coloro che hanno vissuto un lutto ai tempi del confino.

 

 

 

 

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giacomo sartori
Sono agronomo, specializzato in scienza del suolo, e vivo a Parigi. Ho lavorato in vari paesi nell’ambito della cooperazione internazionale, e mi occupo da molti anni di suoli e paesaggi alpini, a cavallo tra ricerca e cartografie/inventari. Ho pubblicato alcune raccolte di racconti, tra le quali Autismi (Miraggi, 2018) e Altri animali (Exorma, 2019), la raccolta di poesie Mater amena (Arcipelago Itaca, 2019), e i romanzi Tritolo (il Saggiatore, 1999), Anatomia della battaglia (Sironi, 2005), Sacrificio (Pequod, 2008; Italic, 2013), Cielo nero (Gaffi, 2011), Rogo (CartaCanta, 2015), Sono Dio (NN, 2016) e Baco (Exorma, 2019). Alcuni miei romanzi e testi brevi sono tradotti in francese, inglese, tedesco e olandese.