Audio Doc Sound: parti sonore, video invisibili

di Pietro D’Agostino

Normalmente alla base della produzione di un film, di un documentario o comunque di una serie di immagini in movimento, vi sono almeno un soggetto a cui fa seguito una sceneggiatura. Scrittura, testi che con l’apporto del sonoro in maniera più o meno lineare portano alla costruzione di un impianto filmico. Qualche tempo fa mi sono chiesto quale risultato potesse scaturire da una inversione, seppur parziale, di tale modalità: partire da una sceneggiatura di sole immagini per produrre un apparato di senso esclusivamente sonoro, né scritto, né visibile.

Un audio documento per voci e strumenti musicali. Ho immaginato autori, scrittori e musicisti in una visionaria prospettiva: dei personaggi sonori.

L’impianto che precede la realizzazione dell’audio documento consiste nella preparazione, e la conseguente realizzazione, di due elementi: una sceneggiatura visiva, un video; e una scaletta dove assegno a ognuno degli autori partecipanti una parte all’interno della sceneggiatura visiva. Questa parte consiste in una porzione temporale individuata dentro la durata complessiva della sceneggiatura visiva. Ad esempio: la sceneggiatura ha una durata totale di 10 minuti; a un autore vado ad assegnare una parte dal minuto 2’ e 50’’ fino al minuto 3’ e 20’’. All’interno di questo spazio temporale questi produce il suo intervento: una registrazione vocale per gli scrittori e una registrazione strumentale per i musicisti. La scaletta prevede più interventi e sovrapposizioni in dialoghi tra gli autori ma, aldilà del sapere con chi si è in dialogo, non si è a conoscenza di cosa l’altro o gli altri hanno prodotto. Chiaramente tutti vedranno la sceneggiatura visiva nella sua interezza per avere un’idea complessiva della stessa.

Con tutti i materiali richiesti a disposizione, procedo al montaggio audio rispettando linearmente la scaletta di partenza in cui sono state assegnate le parti a ciascun autore. L’impegno è quello di rispettare in modo sistematico la successione temporale delle parti assegnate. Comunque può succedere che per motivi specificatamente tecnici operi dei minimi cambiamenti nel montaggio, questi però non influiscono minimante nella sostanza della linearità compositiva.

Partire da una sceneggiatura visiva per approdare a un documento sonoro. Il visivo scompare per lasciare spazio all’uditivo. O, forse, a un altro vedere e sentire.

 

 

Audio Doc Sound Title #1:

personaggi sonori:

| musicisti: Marco Ariano, Alipio Carvalho Neto, Luca Venitucci

| autori ed esecutori: Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli, Simona Menicocci, Marcello Sambati, Fabio Teti

| masterizzazione: Marco Resovaglio

| ideazione, sceneggiatura visiva, montaggio audio e regia: Pietro D’Agostino

 

 

Audio Doc Sound Title #2: 

personaggi sonori: 

| musicisti: Mike Cooper, Elio Martusciello

| autori ed esecutori Maria Grazia Calandrone, Marco Giovenale, Lidia Riviello

| post produzione, missaggio e titolo sonoro: Marco Resovaglio

| ideazione, sceneggiatura visiva, montaggio audio e regia: Pietro D’Agostino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

articoli correlati

L

di Francesca Del Moro
Passo dalla sua stanza
così pulita, ordinata.
Romanzi, filosofia
politica, teatro, teatro.
Marx, Leone, Morricone
Kubrick, Eduardo.
La stanza accarezzata
da un raggio di sole
d’autunno. La stanza
dove non studierà più
dove non dormirà più.
La stanza come l’ha lasciata
così pulita, ordinata.

From the river to the sea

Di Yael Merlini
supponiamo
di essere dei bravi ragazzi

che i nostri media siano obiettivi
di non essere familisti

di avere un esercito morale
e nessun piano di dislocazione

supponiamo
non ci sia occupazione

Friburgo

di Alberto Comparini
Fuggivo da me stesso quando parlavo in inglese e tedesco
il dottore ti voleva chiamare sindrome dolorosa regionale
ero una distrofia simpatico riflessa poi cronica complessa
mi aveva diagnosticato la ricerca di questo campo di senso
siamo vestiti di carne e parole ricordi ne scrutavi le forme

Poesia, dhamma e errore

di Giovanni Cianchini
La questione è ben nota e ampiamente trattata, ma ogni volta si ripresenta come un problema, credo, personale: come parlare oggi delle macerie, delle specie in fila per la minestra, di quell’incerto territorio di confine tra le ragioni individuali e collettive, del senso di perdita di terra e di patria che incrocia aggrediti e aggressori? […] qui interviene ancora Fortini: “nega l’eterna lirica pietà/ mi dico, la fantastica separazione/ del senso del vero dal vero/ delle domande sul mondo dal mondo” (6). Si potrebbe dire che è giusto chiamare le cose con il loro nome. Ma qual è il loro nome?

Per I Tolki di Ida Travi

di Daniele Barbieri
La parola, quella che caratterizza i Tolki, quella che li fa essere, secondo la intrigante espressione lacaniana, dei parlêtre, non è la parola della poesia, e nemmeno quella della letteratura in genere: è scritta, ma suona come parlata; è pensata, ma suona come spontanea, presente, non meditata; sulla pagina è muta, ma ha ugualmente tono, suono, intonazione. È per questo che questi versi si possono permettere di usare parole ormai difficilissime in poesia: luna, vento, cuore, fiore…

La prima notte al mondo

di Luigi Finucci
Tutto il senso si racchiude
in una stanza di ospedale.
Il nascituro numero due
del venti aprile duemilasedici
non proviene dalla matematica.

L’unico comandamento a cui
appellarsi, è che l’uomo
assomigli ad un fiore.
renata morresi
renata morresi
Renata Morresi scrive poesia e saggistica, e traduce. In poesia ha pubblicato le raccolte Terzo paesaggio (Aragno, 2019), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), Cuore comune (peQuod 2010); altri testi sono apparsi su antologie e riviste, anche in traduzione inglese, francese e spagnola. Nel 2014 ha vinto il premio Marazza per la prima traduzione italiana di Rachel Blau DuPlessis (Dieci bozze, Vydia 2012) e nel 2015 il premio del Ministero dei Beni Culturali per la traduzione di poeti americani moderni e post-moderni. Cura la collana di poesia “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni. E' ricercatrice di letteratura anglo-americana all'università di Padova.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: