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Prove d’ascolto #22 – Silvia Tripodi

Usabilità della prosa
(2015-16)

 

il Buddha è grande
il Buddha non si sa se sia buono o cattivo
è una divinità
di base il Buddha è fermo
la staticità è una delle sua virtù
non si dice fermo come un Buddha
la fermezza di un Buddha
la grandezza di Buddha invece si dice
non si dice ha la fermezza di carattere di un Buddha
o ha la caparbietà di un Buddha
quello che sappiamo di Buddha ci proviene spesso dalle immagini sui libri
o dalle storie leggendarie rappresentate nei film
si dice adorato come un Buddha
a qualcuno preme di sapere quanto pesa la grande statua del Buddha
qualcuno è curioso di conoscere la stazza del Buddha
l’immagine del Buddha è quello che sappiamo del Buddha
se non approfondiamo le nostre conoscenze a riguardo
tra il Buddha e noi che grado si separazione esiste
immagiamo sia un grado di separazione molto alto
per questo a volte rinunciamo a comprendere chi fosse e cosa ha fatto
se è esistito veramente
ci sono statuette molto piccole
e ci sono grandi statue del Buddha
ognuna di esse ha una funzione
molti pensano che possedere una statuetta del Buddha significhi
qualcosa di buono
non si sa di preciso se porti influssi buoni
ma è sempre rassicurante vederne una
in un appartamento
in mezzo ad altri oggetti
si pensa subito legami misteriosi
a storie avventurose
a decenni di vita passati a cercare
eravamo destinati a vedere la statuetta del Buddha
proprio in quell’appartamento
di colpo il cerchio si chiude
ce ne facciamo una ragione
abbiamo trovato riparo
siamo nel posto giusto

occorre fare un elenco di nomi
estratti da un manuale
stenderli spalmarli
un lungo elenco in ordine alfabetico
apri una pagina a caso e via
nomi di piante e animali
nomi rari e bizzarri
una serie di parole
una massa di parole
un elenco lunghissimo
che sostituisca una passeggiata
che riempia un’ora intera
che sia la metafora di una passeggiata
che sia la metafora di un’intera giornata
del tempo che ci occorre per arrivare dal punto x
al punto y
che serva alla memoria
che sostituisca un manifesto politico
che aggiri un testo civile
un elenco che aggiri il soggetto
che lo soverchi
che lo metta in primo piano
che lo metta ai margini
che lo aggiri
che sia l’oggetto del soggetto
il soggetto sia l’oggetto dell’elenco
che questo nominare le cose
che dirle assertivamente e non assertivamente
abbia un valore politico
assuma valore
consumi il valore
senza che questa pratica sia un modello
che ci sia l’intenzione
che non ci sia alcuna intenzione
che alla fine di detto elenco
resti l’eco della voce
le immagini a massa delle parole
le une sulle altre
le immagini
le intenzioni
le enunciazioni
ci si soffermi sulle intenzioni
una intenzione sull’altra
una folta schiera di intenzioni

un rifugio piano
di luoghi comuni
di sterpaglie di siepi
di viali di vicoli non ciechi
o anche ciechi
il rifugio è nella passeggiata
al posto della passeggiata
ai piedi del Buddha suddetto
al cospetto del Buddha di cui sopra
al centro dell’occhio del Buddha
proprio al suo centro
all’interno del suo occhio fermo
immobile remoto
che fissa un punto dello spazio
come l’elenco spalmato di parole
di termini fissati all’infinito su un piano
letteralmente liminale ai margini della statua del Buddha
se il Buddha si spostasse impercettibilmente
se almeno fossimo in grado di percepirne il movimento
per vedere scorrere l’infinito elenco di termini
i suoi pezzi uno sull’altro
se fatto a pezzi il Buddha
una volte per tutte
sostituire l’oggetto con il soggetto senza per questo
essere l’oggetto autentico della nostra intenzione
tutto il tremore e la coscienza di stare nei pressi di quei pezzi franti
dato che il Buddha è l’espediente e non è l’espediente
per esprimere questo tempo
che ci attraversa
attraverso questo spazio che ci attraversa
essere il rifugio del Buddha
che non cerca riparo
essere nel rifugio senza il Buddha
siamo comunque al riparo
dalla massa di parole spalmate
omesse intenzionalmente
che qui non si elencano i pezzi del Buddha fatto a pezzi
perché quello che preme dire
va messo da parte
è come non sentirsi a casa propria
non siamo nell’appartamento dove c’è la statuetta del sacro Buddha
un aggettivo basta e avanza a sovraccaricarci di una responsabilità
quindi mettiamocela tutta
o lasciamo stare
descrivere asetticamente Buddha e pezzi
farne un spartito ritmico
uno scarto
con tutto quello che ci sarebbe da dire
che cosa salta in mente
nella testa di chi non è il Buddha
pezzo dopo pezzo
io non sono il Buddha che cosa vi passa per la testa
non vi voglio menare per il naso
sono un soggetto che dice assertivamente
toglietemi il Buddha dalla testa
non offritemi riparo
non saldate il conto che vi presenta il senso comune
preparate una serie di lastre
fatevi visitare
fatevi fare a pezzi
da una serie di copie del Buddha
da una serie di elenchi camuffati da Buddha
salitevi addosso l’uno sull’altro
toccatevi fatevi male
datevi le forze dei vettori
senza lo slancio delle slavine

 

*

 

quanti zombi ci sono
dentro il film
gli zombi hanno passi lenti
sono dei vegetali in pratica
non hanno la capacità di scavalcare i cancelli
fanno vedere questi non morti
che si accalcano ai cancelli
o dietro le staccionate
che scalpitano e urlano
un modo per fare fuori uno zombi
è di colpirlo alla testa con un oggetto
fracassandogli il cranio
quando accade questo
un uomo si salva e si evita di diventare uno zombi
a sua volta
non si sa perché esistano né come riescano a uscire fuori
dalla terra
dalle fosse
si vedono sempre persone barricate nei supermarket
nascoste che cercano di non fare rumore
per non farsi scoprire
è molto difficile non farsi accorgere da uno zombi
quelli che ce la fanno
sono i bravi del film
i quasi sempre bravi nei film
i quasi sempre bravi nelle serie televisive
che fanno una bella serie televisiva sugli zombi
fatta bene girata bene come un film
dell’orrore che non fa spaventare troppo però
c’è molto sangue e corpi a brandelli
bravi attori che fanno la parte principale

l’attrice che recita la parte principale
sembra che abbia un problema
di base un problema relazionale
che traspare da alcuni dialoghi in alcune scene
questo viene riportato come se fosse importante
ai fini della riuscita del film
l’attrice accetta questa parte che è molto semplice
dovrà lottare con gli zombi
contro una massa di mostri che la vogliono far fuori
ci riuscirà malgrado in parallelo
i suoi problemi relazionali
si faranno sempre più difficili
è il bello della storia
fa parte della trama
c’è molta ansia nei corridoi deserti
l’ansia viene riprodotta anche con la musica
con un incalzare di immagini spezzate
montate apposta per fare più reali le scene
degli inseguimenti
lo zombi si accorge dell’attrice che è una persona
viva non ancora morsa
allora non bisogna assolutamente farsi mordere dallo zombi
bisogna costruire una trama differente
a un certo punto della storia
quando le forze vengono meno
e ci si accorge di avere le gambe pesanti
e il sole non è abbastanza alto
per vedere le cose all’interno del supermarket
quelli del film hanno spento le luci
vogliono davvero fare le cose credibili
in modo che non ci siano contraddizioni
scene ambigue passi maldestri

la mente di un uomo vacilla
tra un passo e l’altro
il cranio è la parte più pesante del corpo
fin dalla nascita
i muscoli si rafforzano
quelli dei gracili rimangono gracili
quelli dei più atletici si irrobustiscono
la testa dondola di qua e di là
lascia un mondo lontano
al di sopra del quale getta uno sguardo
se si trova in alto
abbassandosi solo un poco
in modo da non precipitare
teste molto pesanti si vedono dondolare
altre stanno ben ferme molto salde
sono alcuni crani di attori
che hanno studiato un modo
per non farsi schiacciare dalle idee
quelli che dal basso hanno la testa davvero pesante
che non possono in alcun modo risalire ai piani alti
per via di alcune trappole tra un piano e l’altro
tipo la porta che non si apre
e fa perdere del tempo prezioso
alla testa che intanto corre
di qua e di là
rimasti in basso quelli alzano lo sguardo
quel tanto che basta per capire che non ce la possono fare
allora per velocizzare il tutto
si fa emettere un suono sinistro non identificabile
e quelli che sono in basso sono spacciati

quanto buio occorre per fare una morte lenta
per fare la costruzione di una scena
dove uno muore
la penombra necessaria alla morte
è universale e cala
a lenta tenebra
come una nebbia che avvolge le cose
si cambia scena si restituisce il morso
restituisco il morso che mi aveva reso l’attore zombi
per farne polpette in un prossimo film
mentre ci si immedesima attraverso una metafora
un po’ banale
alla quale ci si affaccia bovinamente
abbassando le ciglia scrutando per terra
osservando i lati del discorso
scoscesi ai lati del discorso
quello del film o di quello che ti pare

quello che mi pare è lontano ed è vicino
è prossimo al morso simile alla morte diffusa
nelle metro che sono un’altra ambientazione tipica delle serie sugli zombi

pare che il problema relazionale abbia la meglio
presso gli uffici dove si hanno colleghi
dove ci si rapporta giornalmente con persone che fanno
il tuo stesso lavoro
allora la voce che senti nel film
torna a dondolare dentro la testa ben salda
tutto è saldo e fermo
come il sole con getto straniante di calore
al di là dei vetri una mattina che sei
pieno di buone intenzioni
che sei leggero che sai che la sera giungerà
alla stessa ora
in quel preciso momento senti che l’amore
che provi è racchiuso in uno scricciolo
o all’interno di una stanza lontana
per metà giornata
allora prosegui estraneo e indifferente
mentre il tuo amore passa e non passa
pesante e leggero
acuto e molle come un mollusco
con tutta la forza che serve al mollusco per rimanere
ben saldo allo scoglio

dimenticati gli zombi
il sapore della bocca è tutto dentro la bocca
spesa a margine dei costi sociali
fare patto con il personale che ti gira intorno
mentre te ne strafotti del tuo dovere
mentre pensi che il tempo a disposizione è poco
o che è bene orchestrato
per farti credere che può bastare
dal corridoio al morso
passano ombre lunghe che ti recano il sollievo della metafora
che sai solo tu
senza mezzi termini per dire
ci pensi come fosse una parte del lavoro che ti pagano per fare
ti hanno rovinato
vogliono rovinare occupando le teste più pesanti

il loro spazio verde
gli spazi riservati
quelli pubblici
una forma di vita che si tende da un’ora all’altra
fa una forma dell’uomo che non vuole morire
occupandosi di altra gente
facendo il suo dovere per fare una macchina ben oliata
che articoli bene i rami della costituzione
che ti hanno illuso che le teste più leggere
che ti hanno detto che quelle più pesanti
ogni passo ogni parola detta
persa la metafora della luce
la bellezza della luce la sua particolare gradazione
le luci che si accendono dentro le case
la morte di giocare senza il patema d’animo
la vita e tutto il suo corpo
nel corso del tempo
che cade dentro un abbraccio
si scambia la vista del giorno
con un margine di cosa
legandosi oggetti e amore
al discorso che ti resta
all’altra metà del tempo che ti resta
l’altra metà del tempo invece resta
al di fuori dello scambio
fuori di metafora resta
a memoria la serialità scivolosa del patto che hai istituito
con il mondo uno stupore meccanico ai piedi del Buddha
una noia grave le spalle del Buddha
povero Buddha strumentalizzato
braccato dal soggetto bisognoso di scambi
di oggettivare tutta la paura e le colline
i corridoi le strade
gli interni degli appartamenti
che non fanno testo

 

*

 

Usabilità della prosa in three stages

di Niccolò Furri

 

 

*

 

Usabilità de l’usabilità della prosa di Silvia Tripodi

di Simona Menicocci

L’usabilità è definita
come l’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione
con le quali determinati soggetti cioè lettori
raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #21 – Fabio Teti

teoria di che cosa
(estratti, 2015 – in fieri)

 

[ da: ai bordi della blatta ]

e adesso e adesso perché impelle
ripetere il mai detto, reintentarsi del problema della polvere
inesplosa delle spore, la casa cosa essendo scarsi tratti
fatti in terra con il gesso, nemmeno, fratti in testa
col discorso, mettiamo // che in questo sia possibile disporre
parola «blatta» sotto un’altra, «radiatore» (va pensato
anche un soggetto percipiente): tutto e niente / conta infatti
averla vista, ma per entro quale e quanta imprevisione (partizione)
le incapaci successive passeranno
frasi o meno di strappare quella e moto

molto moto alla parola «tanatosi»

*

primo, è l’iguanodonte, secondo le rigonfie
meduse fra i pilastri
della circonvallazione – oggetti
per indurre allora ancóra // quattro le domande
da rivolgere alla blatta, per cominciare, alla necro-
mimèsi, se sia o meno cioè possibile descriverli,
perché e dove, e finalmente
da chi, se non da quello stesso
altro sé che adesso espone
un suo progetto voce roca, fronte contro
radiatore, di dizionario in cui il sintagma
storia umana sia previsto / tanto fra i sinonimi
della flessione «perpetrarsi»
quanto fra quelli del lemma «estinzione»

*

il cui anagramma è «ostinata», si attaglia
morta non è morta
al fatto che vedere sia a suo modo un modo della
predazione e che nel buio, della bocca da cui queste,
delle altre anche se aperte, stia taciuto un odassismo,
o detto meglio peggio: preparazione di una zanna.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #20 – Luigi Severi

scene dal pandemonio
(leggenda dei diecimila martiri, Pontormo)

 

Clavis, o vero, un viso più vermiglio
intinto, a chiazze, di metallo, sugo
quanto: Il raccolto è la fine del mondo (Newton, I.I, f.31)
o anche succo d’uva, un sole a mezzanotte / la discesa,
che dentro questo tornio / la deriva
strizza, incorpora, imbratta / riscàpitola
e poi, sarà la tua più greve / da tutto questo tornio
c’è una goccia
da tutto questo, cornea incide, a graffio
sul fondo del metallo, a tinta forte
clavis apocalyptica (dicevano
 

 

 

 

 

lavorazione del ferro, tecniche: del generale
Westermann il 23 dicembre, nei (c’è sempre
questa data, cronometro: punto nel calendario
giorno da ricordare, a chi ne sa di più
per conversare) pressi di Savenay, lettera,
in bello stile, ori, maestro di eleganza,
punto giusto, alla giusta
temperatura (Maxwell fu il mago, Boltzmann, di funzione,
un’energia compresa tra, una velocità compresa,
particella, in un sistema isotropo,
lineare – magicamente
termalizzato – che però non
turbolenza, effetto farfalla, guardare anche
al gatto di Arnold – da un particolare – l’esplosione – ai piccoli di donna
guardare anche: sotto gli zoccoli, vestiti secondo la moda
della campagna, sciatta, molti gatti in proposito, in svelta
fuga – e la terra che li filtra, farfalla che riposa, terra che ricompone
le scomposte presenze, scioglie in fiume / quando poi:
non è questione di punizione ma
soltanto di esattezza, per essere cartesiani: essenzialmente.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #18 – Nicola Ponzio

ANATOMIA DI UNA NUOVA VITA

(estratti)

 

 

3

La radio dice che bisogna fare cose erotiche con delle cose violente.

Comincia con gli studi del cielo, come in attesa di una radice.

Il nesso corrispondente alla qualità del lavoro.

La proiezione dello spazio, lo svelamento della modella.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #15 – Manuel Micaletto

Non esco granché molto e quando esco mi piace andare nei posti più migliori ed eccezionali del mondo. Non ce ne sono tanti di posti così migliori, per questo spesso posso farmi un tour completo, in quanto poiché, credo io, il caso volle che dio a sua volta volesse che questi posti trovassero ubicazione presso il mio quartiere.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #14 – Simona Menicocci

da Il mare è pieno di pesci

 

esiste un tempo ideale

per pescare ciascuna specie

il precetto generale era che si effettuasse
all’alba al sorgere di Sirio

un problema che doveva essere risolto
era / per
la conservazione delle eccedenze
si usava il garum
composta di intestini
mescolati a pesci interi

lasciati
a macerare

al calore del sole

in ogni caso si raccomanda di togliere
le squame e le interiora
non servono

il punto di cottura ideale si raggiunge
quando gli occhi schizzano fuori
e la pelle si stacca
toccandola

si aprono margini
di miglioramento
ancora ignoti

tuttavia resistono differenze
assai marcate nella percezione

la congiuntura economica ha modificato le abitudini

i dati
li lasciano spirare lì
lasciano sperare

un’inversione
del trend
che ristabilisca l’abuso a livelli pre-crisi

*

ora le barriere sono corazzate
offrono il migliore esempio di quanto
sia la biodiversità a essere
il problema di fondo è il non essere
in superficie
il biologico è costoso
bisogna poterselo permettere

*

la risposta data dal procuratore è stata questi
pesci
non servono

il recupero non è utile
recupero vuol dire ricordare
qualcosa che è qualcuno che è

stato non riconosciuto
riemersione
a livello della consapevolezza
l’informazione
precedentemente archiviata
mediante richiamo
(recupero mnestico diretto senza stimoli di facilitazione)
o riconoscimento
(recupero mediato da uno stimolo associativo)

ci lasciano la pelle
in ricordo

*

ora i corpi sono dei
insignificanti flottanti

la caduta degli
non è la stessa
non è mai
libera è sempre

grava

su cosa è
la domanda da porsi

per andare fino in fondo
nel pensiero o nel mare
ci vuole coraggio o densità maggiore del mondo

*

(in fondo)
lo spostamento dei corpi dei pesci non è
un’emergenza è la regola

e la norma il modo il principio
il punto di non ritorno

questo non
suscita reazioni

il numero è andato
esponenzialmente aumentando

basta far di conto per capire che

non basta

gli appetiti gli interessi la lotta

(in fondo)
cioè alla base
di tutto
c’è un giro di liquidi incalcolabile

(questo non
si vede: non
basta)

che vengono dal mare
e vi restano

ora il corpo non solo
il suo concetto
ha trovato il suo fondamento

*

in teoria
l’acqua è composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno
in pratica
nell’acqua che si trova sulla terra sono disciolti innumerevoli

forme di vita

il grado di inquinamento del mare dipende dal grado di eterofobia

per determinarne la presenza
bisogna eseguire controlli biochimici

tanto più bassi sono i valori

ottenuti tanto più alta è la qualità

l’estrazione chimica o fisica di elementi inquinanti non purifica
né l’acqua

le informazioni negative rimangono memorizzate
solo nell’acqua

quindi il concetto di acqua
pura è un’illusione

con ogni sorso d’acqua oltre
agli atomi di idrogeno e ossigeno
entrano nel corpo anche una pluralità

che soltanto in rari casi
possono fungere da sostanze nutritive

nella maggior parte dei casi
questi elementi agiscono
sul corpo come stimoli
che provocano delle reazioni

perciò quando le sostanze non possono
venire decontaminate all’interno dell’organismo

ed espulse all’esterno

possono insorgere

quindi entrano anche quando non
entrano / proprio dentro
ad ogni sorso d’acqua
per sapere non basta
ingoiare / studiare ciò che c’è
di volta in volta / come
un volto diventa sorso
e perchè e per chi / cosa
altro / non sapere

ad esempio: il deserto del Sudan

*

l’acqua presente nell’essere
umano mostra differenze
secondo l’età il tipo di alimentazione
la costituzione
anche se violata

da giovani si è più ricchi
d’acqua soprattutto
nei tessuti molli nella pelle
nei tessuti connettivi e sottocutanei

crescendo il tenore d’acqua si riduce

del resto lo si vede:

il segno
di una pressione esercitata

sulla pelle rimane sulla pelle

visibile più a lungo

l’età biologica
della pelle di tutto
l’organismo si determina dal suo stato
di idratazione

ora stanno ringiovanendo

*

quando nel mare ci sono onde
si dice:
il mare è agitato

da corpi che si agitano
perché non vogliono

i pesci si agitano solo fuori
i corpi si agitano solo dentro

l’onda è una perturbazione
cioè energia che si muove che si propaga
attraverso la materia attraverso
i corpi senza spostare i corpi

le onde prodotte dalla caduta di un corpo
sono formate da creste
(dove l’acqua si alza)
e gole
(dove l’acqua si abbassa)

la superficie dell’acqua dondola
tra cresta e gola
c’è la lingua

le parole prodotte dalla caduta di un corpo
sono formate da creste
(dove la lingua si alza)
e gole
(dove la lingua si abbassa)

ora la lingua è l’acqua
che inghiotte acqua

ora l’acqua è la lingua
che dice lingua

l’evento è una cosa che accade
all’esterno all’interno del corpo
il corpo è una cosa che cade
all’esterno all’interno del mondo

(in fondo)
per capire per conoscere per sapere
bisogna andare
a fondo

eppure
non è possibile
quindi
bisogna immaginare

il fondo

è la parte più profonda più lontana
rispetto all’osservatore

all’inizio c’era ora c’è
ancora
acqua
vuol dire
non sempre

la natura non si ferma
mai
davanti a nulla
è facile spaventarsi

facile vuol dire umano

ora sono difficili
perché non vogliono
quindi sono

*

chi cerca trova
corpi
chi pesca pesca
pesci

ma anche il pesce è / ha
un corpo

si usa la stessa parola per dire
cose differenti
perché la lingua è imprecisa
perché ci sono sempre cose
in comune tra cose
differenti

ora sono riversati perché sono
diversi

ma se fossero diversi
non andrebbero / vanno

(in fondo)

come ogni altro

vengono dal mare
e vi restano
alcuni gli altri vengono
restati

(in fondo)
si possono costruire
fondi anche in superficie

per capire
non basta saper leggere
l’ultima sillaba
della superficie
serve a dire che è
peggio

di così si

muove

solo chi guarda

chi non guarda chiude a chi
fa acqua / parte dell’accadere
che fa acqua / parte del mondo
che si divide in fatti venne
diviso a tavolino

*

fuori dal mare
si può scegliere

dove andare / restare
ma non tutti
possono andarsene / ma tutti
prima o poi se ne vanno

se fare il bagno / un falò
prendere il sole / giocare
a beachvolley a racchettoni / giocare
è solo un modo per ammazzare

il tempo
è una capacità
del corpo di percepire / vedere

le bocche aperte
a squarciagola

se non c’è possibilità di parlare
per alcuni con alcuni
bisogna parlare
dell’impossibilità
di questi alcuni con alcuni

scrivere attorno a un non
stato liquido diluendo dentro
cosa causa cosa / perché / come
se il come è il cosa

ciò che non può uscire
dall’acqua deve essere
ripescato
dalla memoria nella memoria
anche se la memoria
non c’entra la falla
del ragionamento è troppo grande
è troppo debole la forza
del pensiero che non usa il pensiero
ma la forza

necessaria per respingere
un corpo ritenuto negativo può essere

calcolata solo a
partire da un luogo negativo
verso un luogo diversamente
negativo
dove i corpi ritenuti
vengono de

ora sono
finiti
dentro
altro

luogo / tempo / acqua / storia
paralleli coesistenti contigui
mondi perché non si toccano
si sfiorano

restano confinati

*

ora vengono
letti di sfuggita
sono fuggiti
neanche tutti
manca la pazienza
la capacità di tenere

il nome il numero
del corpo degli altri
è sempre troppo grande

i pesci non sanno
contare

verso l’infinito è oltre
la capacità di vedere

il totale
è come un pesce
non sta mai fermo
si muove / viene
mosso spostato
nel conteggio nel mare

il tempo il conto
avanza senza senza
non avanza nulla
cioè non resta
nulla se non

le cifre sono solo 10
le lettere sono: dipende dal sistema

variando l’ordine degli elementi
il risultato è l’infinito
cambiamento

l’aumento
dei corpi nel mare
indica una diminuizione
dei corpi fuori dal mare

il mancato
soccorso è determinato
determina il mancato
aumento è determinato
dalla mancata
immaginazione
o specchio nella testa
della maggior parte delle teste
che sono fuori solo
per caso

chiunque potrebbe essere chiunque
altro da ciò da chi da dove da quando
è e se è un privilegio il privilegio / il fuori
il potere è sempre atto
di minoranza su qualcosa di maggiore
quantità vuol dire tutto
ciò che può essere misurato
dentro è privo

in sé
in fondo

i diritti vanno inseriti
da fuori indentro
uno per uno per ogni

sono senza parole

*

non avendo potuto
salvare altro d’altro

si può:
fare il conto
alla rovescia anche del rovesciato

salvare il solvibile

al meno

anche con le date / i dati
mancanti

alla rovescia vuol dire al contrario
di come dovrebbe
essere / a ritroso vuol dire contrario
di diritto cioè senza

anche i pesci piangono / infatti fanno
un suono non regolare o rumore bifonico
che produce due diverse onde simultanee

il suono bifonico è una tecnica diffusa
anche fuori dal mare ad esempio
fra i volatili e viene spesso utilizzata nel cinema
per provocare forti emozioni o paura o reazioni
significative nello spettatore come il pianto

ma nel mare è inutile
piangere nel mare / è inutile
piangere anche
fuori dal mare bisogna fare
far corrispondere ad ogni
goccia un suono non regolare

ora sono non sono / vengono
chiamati non chiamati
irregolari

anche i suoni

 

*

 

Sulla poesia grammaticale.Leggi il resto »

Prove d’ascolto #12 – Andrea Leonessa

 

Informatica pastorale
L’arcade è una terra spontanea, procedurale
nel proporre le sue apparizioni, tanto dell’allevamento
di metastasi, nell’esordio delle morìe, quanto di busti
sollevati dal sangue, dal comando di spazializzazione
se archiviati nei fossati, sotto il sole che scorre a lato
dello scenario, sotto il voice-over a cura dei cadaveri
aldilà dello schermo, dove si stipa per tanto la storia
quel muscolo che si compie atrofizzandosi, accrescendo
soltanto il volume dei dispositivi, la diegetica dei sepolcri
il quanto di quel narrare sul buio del provideo, la prudenza
dell’essere per la morte in full-screen, centrati, distanti
dalle bande nere, dall’esitare dovuto alle panoramiche:
“L’albero della vita non fu mai […]” questo monito(r)
ci progetta ad eco, davanti a noi la contorsione
del riprodursi come vacche in preda all’arbitrio.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #11 – Andrea Inglese

Sono testi questi di non so bene cosa. Perfetti per “Prove d’ascolto”, quindi. Esperimenti. Ma con un’idea abbastanza chiara di fondo. Sono testi performativi, o installativi, nel senso preciso del termine, ossia possono divenire parte di un progetto d’installazione sonora. Lettura performativa e installazione sonora sono modalità che ho già combinato assieme, e che mi interessa combinare ancora.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #10 – Mariangela Guatteri

La grammatica*

 

 

 

* è la quarta parte di un libro di Mariangela Guatteri, di prossima pubblicazione

 

///

 

Una nota su “La grammatica”

di Andrea Leonessa

 

Una poetica, quella di Mariangela Guatteri, che setaccia il superfluo ed ammette, come solo possibile materiale di scrittura, quanto resta d’un (s)oggetto che si sottrae.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #9 – Alessandra Greco

_da studi inediti (2012/2016) fondati su ragionamenti inerenti l’udito, la vista e la liquidità_2016

 

 

I.

 

 

 

(25 decibel è un sussurro)

 

le stelle cadono   dell’inchiostro  lo stilo meticoloso    cadono sulla pelle  come punti vuoti  la porta si chiude come una grande croce    le strutture hanno domini complementari    la stella neve    la neve manifesta    tutto in perfettissimo silenzio    quando è il segno che hai paura di morire    cosa dicevi?  … Leggi il resto »

Prove d’ascolto #8 – Marco Giovenale

da Oggettistica

 

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In sala d’attesa l’anziano avvocato minaccia l’anziana consorte con una cannuccia,

le ripete a bassa voce e educatamente, anodinamente, infinite volte, la parola “avanguardia”. Le dice impercettibilmente “avanguardia, avanguardia”, e la tocca con una punta di cannuccia, le tenta il braccio, delicatamente: “avanguardia, avanguardia”.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #6 – Alessandro De Francesco

9 testi da (((

posa la mano su una superficie traslucida che respira

dentro al palmo della mano la curva della superficie si alza e si abbassa a temperatura tiepida       talvolta freme     si arresta      ricomincia a pulsare      il tessuto è schiarito da un punto luce senza provenienza

nonostante la semi-trasparenza del tessuto non è dato capire se c’è un corpo dentro    o una stanza    o se tutto il contenuto è nella superficie stessa     che continua a respirare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
stanno chiusi tutti dietro    alcuni possono uscire per qualche minuto quando si deve fare benzina poi vengono nuovamente spinti dentro     le scosse del veicolo e le curve modificano la loro distribuzione nello spazio     talvolta gli uni premono gli altri respirando affannosamente    altre volte sono disposti in una geometria provvisoria      non parlano quasi mai     l’odore dei corpi e il tatto prevalgono sulla vista   l’abitacolo è privo di finestrini ed è probabilmente notte ormai     la notte      questo atto di essere trasportati da un luogo all’altro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
il rombo ha frequenze molto profonde ed è prolungato nel tempo a un volume elevato satura tutte le stanze ma non se ne capisce la provenienza    le finestre sono chiuse ed è troppo presente perché possa infiltrarsi dalle fenditure ogni tanto sembra possibile distinguere pezzi di linguaggio in una massa unica quasi senza variazioni    nessuno dei presenti si ricorda quando è iniziato esattamente   qualcuno nota in un angolo di una stanza che un corpo si sta muovendo   è di dimensioni molto ridotte e pulsa a ritmo irregolare    talvolta lentamente   altre volte a fremiti   non ha occhi né arti    forse dei peli stanno sotto questo oggetto liscio che è in vita       le minime variazioni del rombo sembrerebbero dipendere   secondo alcuni   dal ritmo della sua respirazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
nel tardo pomeriggio  di ritorno dal lavoro   si rende conto che una massa corporea molto alta sta immobile nell’arco della porta tra una stanza e l’altra     sembra che lo osservi ma non ha né arti né occhi né forma definita   non dice niente    non vuole niente     è un territorio di tessuti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
spesso volumi convessi appesantiscono i rami degli alberi           talora sono fatti di foglie che ritmano l’aria             altre volte da condensazioni bianche dove scavano gallerie                           i rami allora tracciano volte     passaggi di sotto       cunei lunghi

dentro i volumi   nelle intercapedini scavate dai vettori   o nella tana vuota ricoperta di foglie vengono forse posizionati obiettivi che abbracciano un ampio arco di paesaggio    cercando informazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
le tende     fatte di tessuto sintetico bianco e ricoperte da un sottile strato di neve     sono disposte su uno spazio molto vasto dove predominano     polvere marrone    pietre      e le colline circostanti    il perimetro militare regola gli accessi      dal promontorio non è possibile avvistare persone al di fuori di qualche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
sopra una distesa di luci e nervi le cose corrono veloci dietro il pendio è una volta convessa in discesa   riflessa in verticale  con l’aiuto di pinze corridoi di gomma e traiettorie vengono posizionate due telecamere alle estremità dell’oggetto   che si trova attualmente     secondo alcuni   dietro il frigorifero     al rumore dell’accensione sullo schermo appare improvvisamente il volto di una bambina che fissa l’obiettivo     le vengono fatte domande   alle quali non risponde

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
tempo minerale      corpo vitreo       tegumenti
e piú tardi      o allo stesso tempo      27 immigrati rumeni chiusi dentro una camionetta vengono scoperti sul territorio e rinviati oltre il confine

in una teca del british museum un uomo sumero in bronzo sta aspettando         davanti a sé       da 4000 anni     con occhi lisci e senza pupille           esplora spazi siderali   il rumore della membrana    la bacca rossa che cade nel ruscello mentre nessuno passa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
l’appartamento è vuoto da sempre le luci sono accese in tutte le stanze e non ci sono interruttori per spegnerle   il quadro elettrico è assente             in un angolo di una stanza   non lontano da una finestra     una palla           respira     la superficie è interamente ricoperta dal derma e innervata da un sistema circolatorio piuttosto visibile sotto lo strato della pelle     la sfera misura circa 18cm di diametro non ha orifizi e non emette suoni  il suo unico moto è dato dal rigonfiamento ritmico   a intervalli di circa 4 secondi        dovuto alla respirazione

 

 

 

 

 

 

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Esercizio ragionativo in forma di descrizione e sintesi visiva su Parentheses di Alessandro De Francesco.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #4 – Elisa Davoglio

Tormenta

 

Le prime, efficienti e strutturate macchine da guerra si chiamano Tormenta.

Quelle più pesanti funzionano per lanciare oggetti a caduta libera, pesanti, capaci di forare spesse mura e creare fuochi.

In forma più leggera, ma sempre efficace, denominate scorpioni, possono essere trasportate su navi, affondare insieme ai marinai, fare luci con le esplosioni per avvertire dei pericoli in arrivo dal mare, ripetutamente segnalare perdite e l’avanzamento di danni.… Leggi il resto »

Prove d’ascolto #2 – Alessandra Cava

super

 

1.

just a little word

 

(una sorta di prologo per una serie di incontri)

 

i miss you guys muchly / bonjour les amis

 

nice walk at the park / mesdames et messieurs / je ne pense pas

 

c’est avec joie et fébrilité / c’est avec grand plaisir que

 

et c’est avec grand plaisir que / une erreur s’est glissée dans l’objet

 

stare dietro a tutto / gentile cliente / diciamo

 

hello

 

è molto difficile / cela dépend

 

et c’est avec grand plaisir que / une erreur s’est glissée dans l’objet

 

per una volta / anzi tre / le ultime opportunità di lavoro

 

envie de changer

 

inoltre / volevamo renderla partecipe di / dernier mais dernier

 

une erreur s’est glissée dans l’objet

 

rinnovati baci / en retard comme toujours mais là / super !… Leggi il resto »