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Quella violenza non la dimenticheremo mai – Peter Genito

 

“Mi rivolto, dunque siamo” (A. Camus)

A quasi due anni dal primo lockdown. Senza esser complottisti né negazionisti.

di Peter Genito

Timore, paura, terrore. Ma siamo sicuri che la nostra paura sia del virus? Siamo sicuri che sia stato così sin dall’inizio? E non di chi, in quel momento e ora, comandava e comanda il gioco? Di chi, in quel momento e ora, faceva e fa la narrazione? Di chi da anni ci sorvegliava ed è pronto a braccarci oggi, se non ci crediamo? È la violenza del potere, che impaurisce. Per questo, siamo tutti ligi e obbedienti. Sull’attenti e pronti a battere i tacchi e signorsì all’ennesimo, demenziale decretino?

Fu forte, fortissima, quella violenza fin dall’inizio, fin dal primo lockdown totale. L’elicottero sopra la testa in piazza Duomo a Milano, che ti inseguiva mentre eri a piedi. Un clima di stato d’assedio, militari ovunque in anfibi mitra e tuta mimetica, camionette nelle stazioni in ogni città. È lì che si è capito che c’era in atto qualcosa di ‘grandioso’. La caccia ai runner sulle spiagge. La colpevolizzazione e criminalizzazione dei comportamenti più normali. Tanto più il potere è gratuito, tanto più grande è la sua forza. L’irrazionale ha preso il comando, perché solo l’irrazionale travolge, paralizza. Tutti, subito, abbiamo capito che quel potere di rinchiuderci, come delinquenti o appestati, viveva di una forza immensa, perché nessuno interveniva, nessuno diceva nulla, nessuno parlava, quando era evidente che tutto era folle. In fila ai supermercati, ricorderemo sempre quelle file immense, ore ed ore, e nessuno parlava con l’altro. Mascherine amuchina e guanti chirurgici. Nessuno respirava più libero. Dritti, sotto il sole, sotto la pioggia o al vento, ad aspettare il proprio turno. Oggi file interminabili alle farmacie per i tamponi. Imbavagliati, fermi, immobili. La finta liberta’ dei social. I diritti compressi e negati, la Costituzione umiliata, la democrazia sospesa.

Questo è il potere, il vero potere, quello che può imporre tutto quello che vuole, nella consapevolezza di una resistenza paralizzata dal terrore. La forza di tutto quello che è accaduto è stata quella di un Leviatano minaccioso, mostratosi capace di un dominio puro fin dall’inizio. Un Leviatano immenso, duro, luccicante. Oggi ha gli occhi di drago. Chi parla di ‘cialtroni’ non ha capito proprio nulla. Questa è un’organizzazione mondiale che è partita, quando era ben certa di avere tutti i tasselli al punto giusto, quando sapeva che avrebbe potuto compiere ogni violenza possibile, giuridica e fisica, nella totale impunità. Quando sapeva che doveva solo manifestare la sua forza – immensa -, per terrorizzare un’intera popolazione mondiale, e costringerla a sottomettersi, senza scampo.

Politici, giornalisti, medici, personaggi pubblici, intellettuali si sono schierati subito. Hanno capito, subito, quella violenza. Che non si poteva che saltare – al più presto, prima che fosse troppo tardi – da quella parte. Che non ci si poteva e non ci si puo’ contrapporre alla violenza, se non esercitandola a sua volta.


 

Peter Genito è narratore e poeta performer. Lavora come bibliotecario a Firenze. Tra le sue opere: Dal buio al cuore. Poesie e pensieri 1999-2011 (Del Bucchia, 2011), A fioca nen. Racconti (A. Sacco, 2014) Lecce Homo romanzo (Robin Edizioni, 2016), Fanfiuchè poesie (Tracce, 2019). Ha curato l’antologia Tredici. I poeti del Bandino (Nerbini ed. 2020). Agguato al lago rosso (Porto Seguro, 2021) è il suo secondo romanzo.

 

 

 

 

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2 Commenti

  1. Mi pare proprio di non essere d’accordo su nulla di quanto si dice in questo post. Che mette all’inizio la frase “senza essere complottisti”, ma come, se non è complottismo questo, cos’altro lo è? “Questa è un’organizzazione mondiale che è partita, quando era ben certa di avere tutti i tasselli al punto giusto” ah sì? Hanno sparso sapientemente il virus per esercitare il potere e far arricchire i produttori di vaccini, quelli di sapone e quelli di mascherine? E gli altri? E tutte le economie nazionali che sono crollate? Tutto per far raddoppiare i miliardi di chi già miliardario era? Ma per favore. Io certo che ho paura, io sono malato di cuore e non sarebbe prudente prendersi il virus, ma ho molta, molta più paura di quei governanti, di quei capi di nazioni potenti che adesso si vorrebbero tanto fare la guerra per l’Ucraina, per Taiwan o per le forniture di gas. Detesto anche Draghi che consente, violando una legge dello stato molto esplicita (legge 185 del 1990, facilmente visibile in rete) che vieta molto chiaramente che vengano vendute armi a volontà a nazioni come l’Egitto, malgrado gli inviti ormai espliciti del tribunale che ha giudicato il caso Regeni. O quell’altro delinquente di Bolsonaro che stermina le foreste e i loro abitanti, e via così, l’elenco sarebbe troppo lungo.

  2. Al di là dei contenuti deliranti e ormai frusti (di stronzate del genere ne sentiamo tutti i giorni da due anni, in tutte le salse, dal dandy intellettuale Agamben al falso prete Meluzzi), il testo che Nazione Indiana ha ritenuto doveroso pubblicare è pure brutto. Ma brutto forte. Sembra scritto da un software a partire dal solito campionario. Dite la verità, è una sorta di test-provocazione. Dai.

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