CATTOLICI

di Dario Accolla

Quello che pochi sanno è che quando nacque il primo Partito Popolare, ad opera di don Luigi Sturzo, si voleva fondare non tanto un partito cattolico bensì di cattolici, indipendente dalla chiesa e aconfessionale (come si legge in F. Catalano, Storia dei partiti politici italiani, Eri, Torino, 1965, pp. 307-308). Un soggetto con un programma chiaro su lavoro, nel nome dell’armonizzazione sociale tra industria e lavoro retribuito, tra lavoro in fabbrica e lavoro in campagna, tra esigenze sociali collettive e rispetto della proprietà privata. Come diremmo oggi, un partito riformista, lontano dal concetto di lotta di classe: un partito di massa.

Sempre in pochi sanno che, una volta andato in parlamento – e siamo agli inizi degli anni ’20 – quel partito vide paralizzata la sua azione politica tra chi intendeva l’azione del partito in senso clericale e conservatore e chi, invece, voleva portare un rinnovamento in una società in profonda trasformazione, che da pochi anni aveva aperto i seggi elettorali, e la democrazia, al suffragio universale maschile e alle classi operaie che si volevano sottrarre all’altro astro nascente della politica italiana, il Partito Socialista.

Poi venne il fascismo. E poi, dopo più di vent’anni e una serie di guerre sanguinose e sanguinosissime, dopo la fine dello stato di diritto, dopo un’alleanza con una Germania di cui portiamo ancora l’onta e la vergogna, rinacque la democrazia in Italia.

A sinistra c’erano il PCI e il PSI, a destra i liberali e i neofascisti, al centro non più il PPI, ma la Democrazia Cristiana che, pur figlia del partito di Sturzo, e seppure più laica rispetto agli attuali partiti al potere, vedeva nella fine dell’aconfessionalità e nel richiamo diretto ai valori del Vaticano la sua ragion d’essere (M. Ridolfi, Interessi e passioni, Bruno Mondadori, Milano, 1999, pp. 383-384).
Era il 1944 quando la DC vide la sua conformazione. Da qui, torniamo a oggi, non senza un rapido sguardo su Tangentopoli e la fine della prima repubblica.
Oggi, infatti, non esiste più un partito unico dei cattolici. Questi sono redistribuiti, in misura varia, tra il Partito Democratico, l’UdC e il PdL.

Guardiamo al PD, alla sua vocazione di partito di massa, interclassista, lontano dal concetto di lotta di classe – e questo non è necessariamente un male – e, come il PPI pre-fascista, impantanato sulle questioni della sua identità nell’azione parlamentare.
Poi guardiamo al futuro, dopo aver letto un articolo su Repubblica in cui si parla di un vertice segreto per la nuova Cosa Bianca, un partito che il Vaticano in primis vuole – addirittura scatenando i mal di pancia della CEI per ingerenza negli affari dello stato italiano – chiamando a raccolta i cattolici di quei tre partiti sopra citati.
La strategia: unire l’elettorato cattolico sotto una nuova sigla.
Il modello: la DC.
Il fine politico: realizzare il programma politico del Vaticano nella nuova Italia post-berlusconiana.

La nuova Italia che, ricordiamolo, dovrà dare risposte serie a domande quali il trattamento di fine vita, le nuove tecniche di fecondazione assistita e di neo-genitorialità, le adozioni ai single, la riforma del diritto di famiglia, la libertà di ricerca scientifica, la regolarizzazione delle nuove situazioni affettive della società moderna.
E, per quello che riguarda il mondo GLBT: il matrimonio per tutti, la legge contro l’omofobia e la lotta al bullismo omofobo, una nuova politica sulle transessualità, l’omogenitorialità, ecc.
Ieri il PPI lasciò lo spazio politico a un attore forte, Mussolini, che seppe conquistare i favori della chiesa, coi costi sociali, umani, politici e democratici che tutti conosciamo. Oggi abbiamo un PD debole e senza identità, con correnti interne che lo logorano, la sua falange cattolica che dialoga con la destra per costruire un nuovo soggetto politico e il Vaticano il quale, presagendo la fine di Berlusconi, non vuole abbandonare la sua egemonia politica sul parlamento italiano.

Sullo sfondo di tutto questo, un progetto politico nuovo (per così dire) rispetto alla crisi di un modello politico (il berlusconismo) non più affidabile.
Qualcuno parlerebbe di corsi e ricorsi, pur nell’originalità del presente. E con tutte le ombre di un futuro che, se così si prospetta, non lascia intravedere nulla di buono per le minoranze politiche, sessuali e culturali del nostro paese.

http://elfobruno.wordpress.com/

5 Commenti

  1. ……….Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi…Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei…… …….Sito web….Il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori in meglio conosciuto come Partito Nazista o NSDAP nato dal Deutsche Arbeiterpartei fu un che venne portato al potere in nel da caporale tedesco piu volte decorato per il valore dimostrato in combattimento durante la Prima Guerra Mondiale.

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franco buffonihttp://www.francobuffoni.it/
Franco Buffoni ha pubblicato raccolte di poesia per Guanda, Mondadori e Donzelli. Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005). L’ultimo suo romanzo è Zamel (Marcos y Marcos 2009). Sito personale: www.francobuffoni.it
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