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carta st[r]ampa[la]ta n.16

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di Fabrizio Tonello

Travolti dalla crisi greca, due settimane fa abbiamo dovuto rinviare alcune benevole considerazioni sulla lungimiranza e la capacità di analisi dimostrate dai quotidiani italiani nel riferire delle elezioni inglesi, cominciando dal Corriere della sera.

O Màgalo

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di Vito Bonito

I sangui i sangui – o Màgalo
canta i sangui
per qui non puoi
passare ma ogni tuo fallire
su le mie fiorire braccia –

o Màgalo
luce piangere perché non so
cantare perché mai luce
per te vedere ne la mia
morte che non muore
ne la mia
sempre illuminata morte
mia per te non vedere
piangere per me
questa luce
questa

***

Gerard Manley Hopkins: Fottivento

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Traduzione di Ottavio Fatica

Fottivento
a Cristo nostro Signore


Ho colto stamattina il mattutino, ere-
…..de dell’aurora, il Falco ai primi albori a screzio tratto
…..a delfino sull’onda d’aria immobile, che ratto
si avvoltoiolava a una martingala d’ala scarmigliata in e-
stasi! poi via, vai, con alta lena, come lama che
….rabesca schettinando ghirigori, sull’aire planava rarefatto
…..a rabbuffo del vento. Ha agghermigliato il cuore in me ritratto
un gheppio – che prodezza! che signoria di sé!


Bellezza bruta e valentia e azione, oh, vento, vanto, qui come un sol io
…..all’appuntamento! E POI il fuoco che da te sprigiona, squilla un bilione di volte più incantevole, più periglioso, O cavaliere mio!


Nessuna meraviglia: basta olio di gomito e il vomere artigliato nel crostone
…..brilla, e la brace cinerulea, ah figlio di Dio,
si sfalda in granuli smeriglio, si slabbra in brani d’oro vermiglione.

Non avrei mai scritto Gomorra

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di Roberto Saviano

Mi ha generato un senso di smarrimento e paura la dichiarazione di voler tutelare la privacy dei boss mafiosi. Molti boss è proprio quando parlano con i familiari che danno ordini di morte. Ed è proprio quando i familiari a loro volta parlano con amici e conoscenti che rendono palesi le volontà di chi è latitante e impartisce ordini. È proprio nei momenti di maggiore intimità che viene fuori la mappatura criminale di un territorio. Addirittura osservando le conversazioni dei figli dei boss sui social network si possono evincere informazioni che probabilmente seguendo altri canali potrebbero sfuggire. Famiglie potentissime che festeggiano compleanni nel chiuso di quattro mura con pochi intimi: significa che non è il momento adatto per esporsi, significa che ci sono problemi sul territorio.

Karagoez

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di Rinaldo Censi

“La biologia dell’ombra non è stata ancora studiata”: Karagoez (Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi)

Il salone è perfettamente ammobiliato. Moquette, carta da parati in tinta: quadri e cornici dorate. Qualche vaso, porcellane finissime e addobbi floreali. Al centro del salone, sopra a un tavolo di legno pregiato, non emerge solo un lampadario composto di ferro e cristallo; svetta piuttosto uno strumento meccanico, simile a una macchina da cucire Singer. Nell’aria, l’odore di chiuso (tendaggi di velluto davanti alle finestre) si sposta con un movimento d’atomi simile a un’onda, e si scontra con la luce artificiale prodotta dalla macchina in funzione. Questa macchina non tesse stoffe pregiate, ma, grazie a un meccanismo non dissimile, srotola una pellicola all’interno di un corpo meccanico fatto di ingranaggi e bielle, come il cuore di un orologio.

Un’altra critica è possibile: Giancarlo Alfano legge Michele Sovente

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foto di effeeffe -Michele Sovente insieme all’artista Arminio

Sovente, o lo spettro del paesaggio
di
Giancarlo Alfano

1. Lo spettacolo.

«La vita delle società in cui regnano le moderne condizioni di produzione, si annuncia come un immenso accumulo di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è trasferito in una rappresentazione». Così, collocando in epigrafe un aforisma della Società dello spettacolo (1967) di Guy Debord si apriva nel 1978 il primo libro di Michele Sovente, intitolato, ironicamente, L’uomo al naturale. «Di questi tempi è facile smarrirsi nel ginepraio di fasulle immagini e avvistare un ufo» (B 246): questo è invece quanto si legge nel componimento n. 28 di Il racconto dell’acqua, ultima sezione di Bradisismo, al momento l’ultimo libro del poeta campano, pubblicato nel 2008. La prima e l’ultima pagina, a distanza di trenta anni, sono dunque congiunte dalla riflessione sullo statuto del mondo esterno, sulle condizioni di esistenza del mondo nell’epoca odierna.
Si farebbe però fatica a inserire Sovente nella tradizione della recente poesia civile, tanto più che a partire dal 1990 con Per specula enigmatis, egli ha inserito nel suo lavoro la lingua latina, con uno scarto ben evidente rispetto al commercio linguistico ordinario.
Per comprendere il senso di questa strana ambivalenza tra confronto col presente e immersione in un ambiente linguistico antico torna utile un frammento di intervista rilasciata dal poeta nell’aprile 2000, dove ha dichiarato che «la poesia traffica con gli spectra più che con lo spectaculum»: in altri termini, alla “società dello spettacolo” e alla consumazione dell’evento, la poesia contrappone la presenza degli spettri e il loro linguaggio. Questa contrapposizione implica il passaggio da un primato della vista a un primato dell’udito: dallo sguardo perduto nel quadro televisivo o nello schermo del computer all’orecchio immerso in un ambiente sonoro.

Variazioni su Persona: concerto di Guerra+Zaffarano

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La camera verde
via G. Miani 20, Roma

sabato 22 maggio, ore 21:00
e
domenica 23 maggio, ore 19:00
D’APRÈS INGMAR BERGMAN.

VARIAZIONI SU PERSONA

concerto per immagine

di

Matias Guerra
e
Michele Zaffarano

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prenotazione obbligatoria
al numero 340-5263877

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Troie

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Alcune favole di un certo tipo
di Sergio Soda Star

LA BIDELLA TROIA
C’era una volta una bidella lombarda che a causa di alcune molestie che aveva subito durante l’infanzia da parte del nonno materno era diventata una troia e la sua vita era sempre alla ricerca del membro maschile. Le sue giornate erano tutte piene di messaggi sessuali sia ai ragazzi della scuola che ad alcuni insegnanti. Per esempio un professore molto educatamente chiedeva se poteva passare perché lei aveva appena pulito, e lei rispondeva non si preoccupi prof a me piace molto scopare e posso farlo sempre. Oppure un ragazzo comprava da lei una panino con la salamella e lei diceva anche a me piacciono molto le salamelle ecc. Addirittura si permetteva questi doppi sensi anche col preside che però essendo calabrese non li capiva.
Questa favola ci fa capire che quando una persona pensa sempre alla stessa cosa poi non riesce a non mandare quel messaggio a chiunque, e che lo psicologo Freud che ha scoperto queste cose aveva sicuramente ragione.

Tang Jitian e Liu Wei: l’emergenza e il lato oscuro della legge

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di Flora Sapio – via Cineresie

Tang  Jitian e Liu  Wei sono avvocati. Hanno difeso migranti, agricoltori privati della terra, persone sieropositive, le vittime dello scandalo del latte alla melamina – ed i membri del movimento Falungong. In Cina, la maggior parte degli avvocati non accetta di occuparsi di questi o simili casi. Sono casi considerati ‘sensibili’, in quanto potrebbero indurre il verificarsi di emergenze: proteste, cortei, dimostrazioni o altri comportamenti che sfidano apertamente la legittimità del governo e del partito. Tang e Liu fanno eccezione. Sono avvocati per la difesa dei diritti civili (weiquan lüshi): un piccolo gruppo di professionisti che accetta casi ‘difficili’, abbinando quest’attività alla normale professione forense o all’insegnamento del diritto.

Mproject-2 a Roma

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Giovedì 20 maggio 2010, dalle ore 19.30

ESC Atelier Autogestito
Via dei Volsci 159 – Roma
www.escatelier.net


Mproject-2

di Teresa Iaria e Giulio Marzaioli

– montaggio video a cura di Marco Vitale –

Non c’è “tempo” da perdere!

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Milano, Mercoledì 19, alle ore 17.30
Teatrino del Parco Trotter

ingresso da via Giacosa 46 (MM1 Rovereto)
o da via Padova 69 (bus 56)

Non c’è “tempo” da perdere!

Per informazioni vedi qui.

Sguardi a perdita d’occhio. I poeti leggono il cinema

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(Chiedendo scusa agli organizzatori per il ritardo con cui posto l’annuncio. f.m.)

Rassegna di poesia contemporanea, III Edizione – 2010

A cura di Corrado Benigni e Mauro Zanchi

Con il patrocinio del Comune di Bergamo – Assessorato alla Cultura

«Il bello è lo splendore del vero».
(Platone)

Le straordinarie avventure televisive di Éric Rohmer

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di Lorenzo Esposito

Nel decennio che separa Le signe du lion (1959) e Ma nuit chez Maud (1969), non considerando il gruppo dei primi cortometraggi e La collectionneuse (1967), l’attenzione di Éric Rohmer fu principalmente catalizzata dalla serie di quindici lavori per la tv francese, che lui stesso curò e girò.
Si tratta, per l’esattezza, di quindici emissioni televisive, traducendo letteralmente dal francese la parola émission, che nei titoli di testa serve anche come trampolino dell’enigmatica circuitazione di pseudonimi rohmeriana: vi si legge, per esempio, émission di Maurice Schérer, réalisation di Éric Rohmer. Non a caso, dunque, émission non è riferibile solo all’idea di trasmissione tv, ma proprio all’emettere (e-mittere), che in fisica significa irradiare energia, trasmettere particelle elettromagnetiche, cioè sonore e luminose insieme. Anzi, in tale doppio fondo etimologico, Rohmer sembra enucleare quella procedura quasi auto-didattica, quella determinazione al catalogo e alla messa a punto, anche avventurosa (in un senso che, si potrebbe dire con Nietzsche, aristocratico-illuminista), di tutta questa catodica intrapresa intellettuale. I nomi presi in esame nei brevi film (tutti poco più di venti minuti, e solo alcuni di circa un’ora) sono molti, ma tutti legati dal filo comune di un tracciato alla ricerca dei lumi della storia: Lumière e Dreyer (effettivo mirabile prolungamento dell’attività di critico), Mallarmé, Poe e Hugo (declinati rispettivamente come conversazioni immaginarie, costellazioni astrali, studi architettonici e indagini geografiche), laboratori di fisica sperimentale, graficizzazioni del mito, geologie in prima persona (da Cartesio e Newton al Graal e alle forme del paesaggio tout court), e ancora Pascal, Cervantes e il rapporto fra marmo e celluloide.

da “Storia della mia infanzia ai tempi di Silvio Berlusconi”

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di Guido Caserza

Quella notte i ghiri, che popolavano il sottotetto della nostra pericolante casa, piansero sino all’alba. Quelle graziose bestioline gemevano, salutavano con gli occhietti umidi l’essere umano che avevano tanto amato, rizzandosi sulle zampette annusavano l’aria per coglierne l’ultimo sentore, e mentre i treni della morte si fermarono per un lunghissimo istante sulla linea dell’orizzonte, esprimendo il loro cordoglio con un triste fischio, le foglie di un magnifico albicocco ricolmo di fiori e di promesse di frutti, che il nonno piantò tre anni prima in una terra fertile, ricca di minerali, quelle foglie, che la sera prima splendevano rigogliose, la mattina pendevano giù come spettri, cartocci che si sgretolavano fra le dita. La linfa, come mi dimostrò il nonno facendo un’incisione nel tronco, scorreva tuttavia nell’albero, ma le foglie, che erano seccate di schianto, non avevano più ombra di vita. Sono come le mani di tua mamma, mi disse il nonno accarezzandomi la testa, che ce l’aveva bianche come la neve gli ultimi giorni, e questa era la sua tesi, che all’albicocco si erano gelate le foglie, com’era successo alle mani della mamma, era arrivato l’ictus e aveva fulminato pure lui, la mamma e la pianta avevano vissuto in simbiosi e insieme se ne erano andate, folgorate dalla morte si erano incamminate a braccetto, come due dolci amiche.

IL MARE DI MEZZO

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Tavola rotonda – presentazione del libro
IL MARE DI MEZZO
al tempo dei respingimenti di Gabriele Del Grande

intervengono:

Nello Zerillo
Associazione Nero e non solo! O.n.l.u.s.
Mimma D’Amico
Associazione Comitato per il Centro Sociale
Gabriele Del Grande
Giornalista, scrittore e curatore del sito:
http://fortresseurope.blogspot.com/
Mercoledì 19 Maggio 2010, ore 18:30
Nero e non solo! Chiesetta di Sant’Elena – Piazza Gramsci, Caserta

Info: neroenonsolo@gmail.com – 0823444910

http://fortresseurope.blogspot.com/

Ore 20:00, buffet tunisino offerto da Associazione Socio-culturale islamica di San Marcellino

Metà orso

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di Giovanna Marmo

Quando tutto era vivo,
non c’erano montagne
né vicino né lontano

e la neve caduta
diventava fuoco.

Quando tutto era vivo,
il mondo cadde
da uno spazio vuoto
e si spezzò.

*

Una festa, semplicemente

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Dal 29 al 30 Maggio Nazione Indiana esce dalla rete e per due giorni invade pacificamente uno dei luoghi più suggestivi della Lunigiana, il millenario Castello Malaspina di Fosdinovo.
L’obiettivo è quello di sperimentare con quest’iniziativa un corto circuito tra l’esperienza virtuale di Nazione Indiana e quella reale del territorio e della sua storia. Ma è anche, e soprattutto, il piacere di far incontrare fra di loro i suoi lettori, commentatori, redattori, autori.
Gli appuntamenti di questi due giorni spazieranno dalla poesia alla narrativa, dalla politica al teatro, dall’arte alla musica, dall’editoria al cinema, proprio come fossero una riproposizione delle pagine quotidiane del blog, dove per una volta la consueta e attiva partecipazione di tutti – autori, curiosi, lettori – sarà reale e concreta.
Non un evento, una manifestazione, un festival, solo un modo di conoscersi, incontrarsi, fare comunità, “corrispondenza di amorosi sensi”.
Una festa, semplicemente.

una sana anormalità

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di Ginevra Bompiani

Come dice Rosetta Loy Cuori infranti, i delitti ci toccano in un modo molto intimo e diseguale, come favole nere della nostra infanzia. I delitti di Erba mi hanno subito toccata in un modo speciale, che proverò a spiegarmi qui.

Distruggere la poesia

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di Marco Rovelli

[Devo ringraziare “seagull” che nei commenti di un post su Nazione Indiana mi ha fatto conoscere il cd “10 in poesia”. Ne ho scritto su l’Unità, e pubblicato il pezzo sul mio blog. I commenti che ne sono seguiti sono memorabili. Evidenti fake, schiera armata mobilitata da qualcuno che stava dietro all’operazione “10 in poesia”, ci hanno dato una dimostrazione pratica di che cos’è la Cultura in questo paese. Leggete il pezzo, ma soprattutto godetevi i commenti]
La scuola va distrutta in ogni ordine e grado, senza risparmio. Ne beneficeranno le scuole private che servono i ricchi del paese dove la forbice della diseguaglianza è tra le più alte al mondo, ne beneficeranno i preti, ma anche chi necessita di un popolo gregge. La Gelmini adempie diligentemente alle direttive. Con ogni mezzo possibile. Tra questi, un cd distribuito in 70mila copie presso le scuole medie di alcune regioni, per far parte del programma di studio. “Musica e parole. 10 in poesia”. L’abominio. Poesie di Foscolo, Leopardi, Ungaretti, Montale – tutte massacrate a colpi di becero pop. Fatte cantare ai divi della tv, da Amici a X Factor a Saranno famosi a Ok il prezzo è giusto.

Kseniya Simonova [ chiedi alla sabbia ]

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www.youtube.com/user/xensand

 
[ Kseniya Simonova – artista ucraina – 24 anni – disegna storie con e sulla sabbia – uscita da un quadro di Chagall lei stessa – con la sua stessa potenza di fantasia e visione – la toglie con le dita e la sparge su una grande lavagna luminosa – raccontando l’invasione nazista e l’occupazione dell’Ucraina durante la Seconda Guerra Mondiale – le emozioni e le storie con la leggerezza dolorosa di un mandala irripetibile ]
 

Vladimír Holan poeta del silenzio

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Vladimír Holan poeta del silenzio

Intervengono Marco Ceriani (poeta e critico, traduttore di Holan)

e

Vlasta Fesslová (traduttrice)

Intermezzo musicale della flautista Jana Jarkovská che eseguirà musiche di Bach

Giovedì 13 Maggio ore 21:00

Salone Acli di vicolo Santa Marta

Saronno