Il recente intervento del segretario di Stato Hillary Clinton sulla libertà di internet è un segno del forte interesse del Dipartimento di Stato Usa verso l’utilizzo di internet per promuovere riforme politiche in società chiuse ed autoritarie. E’ naturale che il Dipartimento di Stato guardi ai progetti di sistemi per eludere la censura su internet. Il New York Times segnala che un gruppo di senatori chiede al Segretario di utilizzare i fondi esistenti a sostegno dello sviluppo dei programmi per aggirare la censura, tra cui Tor, Psiphon e Freegate.
Ho passato buona parte degli ultimi due anni studiando i sistemi di elusione della censura su internet. Con i colleghi Hal Roberts e John Palfrey ho eseguito uno studio che mette a confronto i punti di forza e di debolezza dei diversi strumenti. Gran parte del nostro sforzo è finalizzato al coordinamento tra gli sviluppatori di questi strumenti e chi ha bisogno di questi strumenti per pubblicare contenuti sensibili.
Sono del tutto convinto che abbiamo bisogno di strumenti anticensura solidi, anonimi e di facile utilizzo. Ma credo anche che abbiamo bisogno di molto di più di semplici strumenti per aggirare la censura e temo che i tecnologi e i finanziatori si concentrino solo su questo aspetto della libertà su internet a scapito degli altri. Mi chiedo se stiamo studiando abbastanza le limitazioni fondamentali dei sistemi di elusione e se stiamo ragionando anche su cosa la libertà sul web possa fare per gli utenti in società non democratiche.
A questo proposito lancio una provocazione: Non possiamo eludere la censura su internet.
















