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scienza e letteratura

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pubblico una fedele, ancorché non elegante, traduzione italiana del pezzo di Steiner pubblicato due giorni fa in originale francese, visto che alcuni commenti sembrano richiederlo. Mi scuso per non averlo fatto subito. Ringrazio anche Emma per i commenti e le integrazioni. Valgono ovviamente le righe introduttive che avevo scritto la prima volta. Condivido sempre meno questo atteggiamento reverenziale verso la scienza.

La cultura non rende più umani, intervista a George Steiner, a cura di Dominique Simonnet

Una nuova morale atea che sarebbe illuminata dalle infamie del XX secolo?

Malraux aveva detto: “il XXI secolo sarà religioso o semplicemente non sarà” oserò contraddirlo: temo che se questo secolo sarà religioso, allora semplicemente non sarà. Ho la speranza che vi siano degli uomini per concepire la nostra condizione umana, e non più trascendente. Che il fanatismo ideologico divenga il peccato originale! Siamo ancora prima del linguaggio, sostiene Heidegger, non abbiamo ancora cominciato a imparare a pensare e a parlare.

Dove attingere questa nuova morale?

Fluorescenze – Live della nuova poesia fiorentina

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giovedì 20 ottobre 2005
dalla ore 22.30

AMBASCIATA DI MARTE
Via Mannelli 2 – Firenze
http://www.ambasciatadimarte.org

teatro dell’esausto
presenta

Fluorescenze
live della nuova poesia fiorentina

con RAPSODI, Alessandro RAVEGGI,
Marco SIMONELLI, Tommaso LISA,
special guest: Arsene del duo DESPAIRS.

Catena di Sanlibero 306

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riccardo orioles
La Catena di San Libero
17 ottobre 2005 n. 306
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Preliminare 1. Sara’ l’Australia il primo paese occidentale a vietare
formalmente gli scioperi dei lavoratori. L’annuncio e’ stato dato dal
primo ministro John Howard e sta suscitando un dibattito alquanto aspro
nel paese. “E’ una riforma”, sostiene la destra. “Ma forse tutto sommato
sarebbe giusto che pure i lavoratori ogni tanto potessero avere anche
qualche diritto” obbietta pensosamente la sinistra. La “riforma” in ogni
caso prevede il licenziamento senza giusta causa per le aziende sotto i
cento dipendenti, la possibilita’ di dichiarare illegali gli scioperi
che il governo considera dannosi, contratti personali e non di
categoria, contrattazione individuale anche su ferie e orario di lavoro.
Quanto al sindacato, gli verra’ semplicemente vietato l’ingresso nelle
aziende dove non e’ gia’ presente ora.

Scienza e letteratura

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quella che segue è l’ultima parte di un’intervista che George Steiner concesse il 28/12/2000 a Dominique Simonnet, del giornale francese l’Express. Esempio di uno dei pericoli in cui incorrono gli umanisti, anche grandissimi come Steiner, che non conoscono davvero la scienza: la sopravvalutano. La ipersopravvalutano arrivando a spregiare il terreno proprio.

La culture ne rend pas plus humain’
propos recueillis par Dominique Simonnet
L’Express du 28/12/2000

-Une nouvelle morale athée, qui serait éclairée par les infamies du XXe siècle?-

Malraux avait dit: “Le XXIe siècle sera religieux ou ne sera pas.” J’ose le contredire: je crains que, si ce siècle est religieux, il ne sera pas. J’ai l’espoir qu’il y ait des hommes pour penser notre condition humaine, et non plus transcendantale. Que le fanatisme idéologique devienne le péché originel! Nous sommes avant le langage humain, affirme Heidegger, nous n’avons pas encore commencé à apprendre à penser et à parler.

-Où puiser cette nouvelle morale?-

RomaPoesia – IX Edizione – Ottobre 2005

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www.romapoesia.it

21-22 ottobre: Auditorium, Poesia ultima

23 ottobre: Fondazione Baruchello, L’esperienza-divenire delle arti

28 ottobre: Auditorium, DOCtorCLIP

13-29 ottobre: letture e incontri in tutta la città

Altre due poesie di Thomas Kling

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Flugdaten

di Thomas Kling

monarchi, visti dalla distanza. si va giù
per scalini di scantinato in cemento imperiale. questa è tosta. questa
qui la cripta dei cappuccini. guardàti da vicino è senso morto:

Mortificazioni

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E’ stato da poco pubblicato in Italia, per i tipi di Guanda, Le umiliazioni non finiscono mai traduzione di Mortification: Writers’ Stories of Their Public Shame, raccolta di scritti curata dal poeta scozzese Robin Robertson.
Ve lo dico di cuore: è semplicemente, e tragicamente, esilarante.
Robertson ha chiesto a 70 romanzieri, poeti, scrittori, giornalisti (Welsh, Doyle, Palahniuk, Coe, Atwood, Lethem, etc… tutti autori, ovviamente, di lingua inglese), di raccontare in un paio di pagine a quali mortificazioni sono dovuti sottostare nel nome della loro “arte”.
Si legge di tutto: gente che perde i pantaloni durante un reading, o che vomita davanti al pubblico, o che aspetta invano, dietro una pigna del suo ultimo lavoro in un centro commerciale, che qualcuno si faccia firmare almeno una copia. Poi i viaggi assurdi, in giro per promozione, le invidie per i successi altrui. La scrittrice di “genere” all’ottavo romanzo alla quale chiedono quando scriverà “un libro vero”, presentatori televisivi che sbagliano il titolo del romanzo, il tema e il nome dell’autore, poeti che perdono una capsula durante la lettura di una poesia…

Omaggio agli incendiari

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di Antoine Volodine

traduzione di Andrea Raos

[Una giovane terrorista, accompagnata del poliziotto che ha organizzato la sua fuga dalla Germania, si ritrova a Lisbona per il tempo di un amore, prima di abbandonare per sempre l’Europa. Nel frattempo scrive una storia, di cui questo è l’ultimo capitolo. a.r.]

Ponti e pontefici

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di Francesco Pecoraro

Sono contrario alla costruzione del Ponte sullo Stretto.
Ci sono molti motivi per esserlo, a cominciare dalla puzza di Opera di Regime che emana (obiezione politica), proseguendo per i costi immensi a fronte dei benefici modesti, per la priorità detenuta da altre opere più urgenti (obiezioni economiche), per la tecnologia incerta, forse arrogante (obiezione tecnica), per la Mafia che già si lecca i baffi (obiezione criminologica?), eccetera.
Infine sono contrario per il vulnus, non solo visivo, che porta al “paesaggio” dello Stretto (obiezione ambientale): quest’ultimo punto è più importante degli altri.

Dalla Francia : rischio di pandemia

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di Giacomo Sartori

Come c’era da temere la contagiosa teoria che la letteratura italiana è morta e sepolta – che noi siamo morti – ha passato le Alpi. Ora è anche in Francia : si è segnalato ieri un primo caso. Probabilmente tra qualche settimana, sarà in Turchia, e poi da lì – portata da anziani ma anche meno anziani critici che trasmigrano tra i vari Istituti Italiani di Cultura – invaderà tutto il sud est asiatico, e da lì tutto il pianeta. E non c’è un vaccino, almeno per ora. Siamo morti, e moriremo ancora di più.

La cultura sfigurata – Un’azione per lo sciopero del 14 ottobre

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a cura di Nazione Indiana

Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della CIA (e in second’ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della CIA, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.

Nazione Indiana in sciopero

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Nazione Indiana aderisce allo sciopero del 14 ottobre contro i tagli al Fondo Unico dello Spettacolo

Oggi 14 ottobre cinema, set cinematografici, allestimenti e prove teatrali, musei e gallerie d’arte resteranno chiusi in tutta Italia per protestare contro il taglio del 40% alla cultura previsto dalla finanziaria 2006. I luoghi canonici del “fare cultura”, insieme a quelli più recenti e irregolari principalmente diffusi in rete, hanno deciso di fermarsi per un’intera giornata e, in questo modo, hanno scelto di evidenziare lo stato di mortificazione della cultura in Italia.

Fronte Sud

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Giù per terra

di Paolo Graziano

Una torre è una torre finché sta in piedi, altrimenti è
altezza perduta, polvere e fango, nobiltà che decade.
Ho visto il crollo della prima torre della Domitiana
dietro i vetri dell’auto per ripararmi dalle schegge di
vetro e tristezza proiettate nell’aria come schiaffi senza
autore.

L’educazione dei cinque sensi

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di Haroldo de Campos
traduzione di Daniela Ferioli
Metauro Edizioni

e inizio qui e misuro qui questo inizio e riinizio e qui mi auspico
quando si vive sotto la specie del viaggio ciò che importa non è il viaggio
ma l’inizio del per questo misuro e per questo inizio a scrivere

Operazioni mobili di massacro

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di Piero Sorrentino
“Sai qual è la prima cosa che fa la polizia quando arriva sul posto per i rilievi dopo un incidente grave?”. Scuoto la testa. L’eco delle sirene dei pompieri che sale dal fondo della strada si mescola con il basso continuo e insistito di uno stereo acceso poco più in là.
Giù alla via, dietro i palazzi alti sullo sfondo, una tetra colonna di fumo si allunga, nera e grigia sul cielo chiaro. L’officina è grande e luminosa, piuttosto pulita e soprattutto incredibilmente silenziosa. La macchina sta su una piccola torre di metallo, una costruzione lucida di grasso e illuminata da numerose fonti di luce che splendono a intermittenza come piccole esplosioni di lampi imbottigliati.

Catena di Sanlibero 305

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riccardo orioles
La Catena di San Libero
10 ottobre 2005 n. 305
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Cancelli. Il cancello fra i ricchi e i poveri si trova in una citta’
dell’Africa, che e’ per ragioni storiche ancora sotto dominio europeo e
si chiama Ceuta. Questo cancello, che e’ alto e forte e sempre
sorvegliato da custodi, e’ il luogo piu’ desiderato dell’Africa: i
poveri, tuttavia, di solito ne girano al largo, cercando di aggirarne le
guardie e di girargli attorno con gl’itinerari piu’ lunghi e strani.

Piccola utopia di rete (uno spunto da Lavagetto)

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Di Andrea Inglese

Letteratura in rete, siti e blog letterari: non è questa forse l’occasione di realizzare l’utopia di George Steiner?

Ecco come Steiner la presenta:
“Immaginate una società dove sia vietata ogni discussione che verte sulle arti, sulla musica e sulla letteratura. In questa società ogni discorso orale o scritti sui libri, sui quadri o sui componimenti seri è bollato come chiacchiericcio illecito. Le sole recensioni di libri in questa comunità immaginaria sarebbero quelle che possiamo trovare nelle riviste letterarie del Settecento e nei periodici trimestrali dell’Ottocento: riassunti spassionati delle nuove pubblicazioni, corredati da estratti e citazioni significative. Non ci sarebbero né riviste di critica letteraria, né seminari accademici, conferenze o dibattiti su questo o quel poeta, drammaturgo o romanziere; niente “James Joyce Quarterlies” o “Faulkner Newsletters” (…).”

Una poesia inedita di W. H. Auden

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Segnalo un inedito di W. H. Auden inesplicabilmente assente dai Collected poems e scoperto da Gabriele Poole, che ringrazio.
Dall’accenno a Eliot, sembra possibile interpretare questa poesia come una rabbiosa risposta alla pubblicazione di Waste land (1922). Si tratta quindi di una testimonianza dello stupefacente talento di Auden, che aveva allora quindici anni. a.r.

Super santos, pali e capistazione

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foto di Eduardo Castaldo
di Roberto Saviano

È una regola eterna. Immutabile. Bisognerebbe riuscire a trovare una formula matematica. Quantomeno una riduzione numerica, una frase aritmetica, un tentativo di proporzione, un delirio logaritmico. Si dovrebbe trovare una traccia formale per poter comprendere i meccanismi ineluttabili e perenni che regolano le partite di calcio di strada. Il chiattone in porta, quello smilzo e veloce avanti, il robusto in difesa e a centrocampo, tutto il resto. Quello che non ha i piedi buoni ma sa lanciare, quello che sa correre veloce ma ha fiato corto, quello robusto ma non abbastanza stabile. Insomma a centrocampo va messo quello che sa fare tutto a metà. Ora però rispetto a qualche anno fa ci sono delle varianti. Quando ero ragazzino i portieri erano i peggiori. E la porta era una punizione tra le più umilianti. Un posto lontano da cui vedere la partita, ricevere dolorose pallonate in faccia che ti segnavano di rosso il viso per settimane, un ruolo dove eri costretto a raccogliere la colpa del gol subìto ed essere ignorato dagli abbracci del gol realizzato. Piuttosto che un giocatore il portiere era un raccattapalle mobile. Un ruolo terribile.

Catena di Sanlibero 304

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riccardo orioles
La Catena di San Libero
3 ottobre 2005 n. 304
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Ultimora. Assegnato a Marco Benanti il prestigioso premio Giorgio Chinnici,
assegnato a giornalisti, intellettuali e operatori della cultura che abbiano
particolarmente meritato nei riguardi della lotta antimafia e in difesa dei
valori della societa’ civile. Il premio, che e’ biennale, e’ alla sua decima
edizione e della sua prima giuria, vent’anni fa, ha fatto parte Paolo
Borsellino. Insieme a Benanti, sono stati premiati Marco Travaglio di
Repubblica e Giorgio Bongiovanni di Antimafia Duemila.

Il cavaliere di Graal

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di Patrizia Vicinelli

[Scusandomi per il ritardo, pubblico la poesia di Patrizia Vicinelli inviatami da Emma (lei sa quale), che ringrazio. a.r.]

Da un altro punto furono viste le stagioni
fino lì sconosciute
solo allora poté sedersi ad ammirare
il senso dell’alternanza.
Dalla sua radice gassosa ne muta
la base visibile
e lo cimenta la traiettoria
di notte e giorno la luce,
il cielo.