di Franco Buffoni (inedito)
La località denominata Balzi Rossi, nei pressi di Ventimiglia – nota agli studiosi di antropologia per i rilevanti ritrovamenti fossili – veniva spesso menzionata in epoca pre-Schengen nei fatti di cronaca legati alla immigrazione clandestina tra Italia e Francia. Il treno in quel punto impervio è costretto a rallentare permettendo con un salto l’entrata senza controlli in territorio francese; ma il sentiero è poi molto scosceso e di notte pericoloso.
Il trafiletto di cronaca era posto accanto a quello del suicidio di un adolescente, gettatosi da un cavalcavia della tangenziale est di Milano. Perseguitato dai compagni di classe per la sua effeminatezza, lasciò un biglietto: “Spero di risvegliarmi in un mondo più gentile”.
I due trafiletti di cronaca, posti così casualmente vicini, mi paiono ancora oggi efficaci per descrivere il terreno comune a due esclusioni, che la cronaca contemporanea vede ascrivibili alla Bossi-Fini da un lato e all’avversione ai Pacs dall’altro. Questo è l’argomento del libro che sto scrivendo – Noi e loro – dal quale traggo anche i tre testi successivi, legati a esperienze di questi ultimi mesi.
