di Helena Janeczek
“Ai vecchi farmacisti liberali
E socialisti
Ai loro retrobottega risorgimentali
Antifascisti” (Franco Buffoni, Guerra)
Se questo resoconto venisse dedicato a R.S., dovremmo chiarire che non si tratta di una di quelle dediche come, ad esempio “ai miei cari genitori” sulla tesi di dottorato Il ciclo riproduttivo del lavarello nel Lago Maggiore 2002-2004 o “a Carlo e Matteo, i miei uomini” su Neuropsychiatric outlook on personality disorder ecc.: ovvero non di un gesto d’affetto e riconoscenza tanto più grande nel suo rilievo quanto più è svincolato dal suo oggetto, ma di un’altra, ben diversa cosa. Di quest’altra cosa dovremmo poi dire che non sarebbe bene legarla esclusivamente alla persona e nemmeno alla testimonianza di R.S. , perché una simile prospettiva rischierebbe di ridurre tutto a un’idea di realtà e verità scaturita dagli scambi fra due persone, implicando che fuori da tale rapporto potrebbe non esistere affatto. Ma a questo punto occorre ammettere che non si riuscirà in alcun modo sfuggire a un simile rischio: perché chi scrive ha visto quel che ha visto con uno sguardo educato dai racconti di R.S.
