Tag: Danilo Kis

Il romanzo a variazioni

di Simona Carretta

 

È uscito in queste ultime settimane il saggio di Simona Carretta Il romanzo a variazioni nella collana «Saggi letterari» di Mimesis Edizioni. A partire dall’esame delle possibilità del romanzo contemporaneo di impiegare strutture compositive solitamente associate alla musica, in particolare la variazione su tema, il saggio è un invito a riflettere sul valore estetico che nel romanzo assume la dimensione formale.

Anatomia del fantastico

di Alfredo Zucchi

 

Facciamo una cosa diversa, cominciamo dalla fine. Dichiariamo solennemente:

Il fantastico non è un genere letterario ma un modello trascendentale, la cui funzione specifica è porre senza sosta la domanda: cos’è il reale?

In un mondo ordinato quest’affermazione sarebbe arrivata in chiusa, in seguito a una lunga e serrata argomentazione; inoltre sarebbe stata pronunciata (al netto della nota cacofonia lessicale del discorso filosofico) dal vecchio cieco Borges (già vecchio e cieco, voglio dire, al momento di enunciarla). Non è così invece – il motivo è semplice. Il vecchio cieco Borges avrebbe pensato questa frase a partire da un’opposizione fondamentale: realismo letterario vs. finzione speculativa (o non-empirica); questa opposizione nasconde un’altra coppia dualistica: natura vs. cultura.

Il romanzo e la strategia dell’inventario

Di Andrea Inglese

Spunti kunderiani

Nel 2010, il Seminario Internazionale del Romanzo ci ha offerto uno spunto di riflessione, mettendo a confronto in maniera polemica due principi che, di per sé, dovrebbero garantire al genere romanzesco la sua vitalità: il principio architettonico, che organizza ed esplora il materiale narrativo, e il principio – come io lo definirei – della peripezia, che costituisce il materiale narrativo allo stato per così dire “grezzo”.… Leggi il resto »

Comme un roman


L’homo poeticus dei romanzi
Sul rapporto tra romanzo e memoria
di
Simona Carretta1

La memoria, forma ed effetto del romanzo

«Je me souviens», io mi ricordo, è la scritta che figura sulla targa delle automobili di Montréal, città in cui mi trovo a trascorrere qualche giorno per via di un convegno.… Leggi il resto »

Trittico per Taiwan

di Massimo Rizzante

a Danilo Kiš

lascia perdere gli abissi,
e concentrati sul male dei singoli molluschi
le specie scompaiono l’individuo invece più di Cupido è anacronistico
tieni presente che per quanto pronunciate le tue scapole non sono ali
(anche se a volte le Muse zoppicano e frequentano uomini mortali)
vedi, siamo esposti alla morte come provette alla luce,
la lucidità conta solo se si è perduti
e, infine, tra «l’apparenza della pienezza e la pienezza»
esiste una differenza
che né Dio né la genetica saranno mai in grado di scoprire

Danilo Kiš (1935-1989) è stato l’ultimo scrittore jugoslavo.… Leggi il resto »

“Homo Poeticus” di Danilo Kiš

di Andrea Inglese

Danilo Kiš, Homo poeticus, Adelphi, Milano 2009.

Anche in Italia, nel 2009, è ormai arrivata all’orecchio del lettore avvertito la notizia che Danilo Kiš è uno dei massimi romanzieri europei della seconda metà del secolo scorso. Per questo motivo Adelphi può finalmente pubblicare un’antologia della sua opera saggistica apparsa durante l’ultimo decennio della vita di Kiš, morto nel 1989.… Leggi il resto »

Su letteratura e politica (la penso proprio come George Orwell e Danilo Kiš)

di Andrea Inglese

Il mio punto di partenza è sempre un senso di partigianeria, un senso d’ingiustizia. Quando mi accingo a scrivere un libro io non mi dico: “Voglio produrre un’opera d’arte”. Lo scrivo perché c’è qualche bugia che voglio smascherare, qualche fatto su cui voglio tirare l’attenzione, e il mio primo pensiero è quello di farmi ascoltare.… Leggi il resto »

Frontiere erranti della letteratura

di Gianni Celati

Fine dell’umanesimo.

Un filosofo contemporaneo, Peter Sloterdijk, si è chiesto che ne è di tutto quello che l’umanesimo ci ha lasciato in eredità. (Regole del parco umano, in Non siamo ancora stati salvati, Bompiani, 2004). Questa eredità è soprattutto quella dei libri, della lettura, dello studio, come un vaccino contro la ferocia e la barbarie.… Leggi il resto »

La sciagura dei romanzieri italiani: risposta al comparatista Rizzante

di Giacomo Sartori

1. Il comparatista

Massimo Rizzante è un (ottimo) comparatista, e nel testo pubblicato su Nazione Indiana (qui) ragiona da comparatista. A differenza del tassonomo, che classifica tutto, lottando anima e corpo contro la labirintica infinitezza del reale, e correndo a volte il serio rischio di prendere il proprio naso per una nuova interessantissima specie, il comparatista vola alto nei cieli.… Leggi il resto »

A Gamba Tesa/ Massimo Rizzante

STORIA O GEOGRAFIA DEL ROMANZO?

foto di Philippe Schlienger

Il cuore dell’Europa
Se esaminare un’opera artistica nel suo contesto nazionale può essere utile per comprendere le caratteristiche e la mentalità di un popolo, è assolutamente nefasto, direi perfino impossibile, limitarsi a questa pratica se vogliamo coglierne il valore.… Leggi il resto »

Introduzione a Una tomba per Boris Davidovic


di Iosif Brodskij

( Il saggio di Brodskij verte sul romanzo di Kis apparso in italia con il titolo I leoni meccanici, traduzione di Martina Novak Suffada e Postfazione di Nicole Janigro, per Feltrinelli nel 1990. A. I.)

Quando, dopo grandi difficoltà, questo libro fu pubblicato per la prima volta nel 1976 a Zagabria, in Jugoslavia, venne immediatamente aggredito sulle pagine dei giornali dagli esponenti “stalinisti” che allora costituivano il gotha letterario del paese.… Leggi il resto »

Danilo Kis, uno scrittore grande e invisibile


di Milan Kundera

Leggo L’ultimo bastione del buon senso e ho l’impressione di essere seduto in un bistrot vicino al Trocadero di fronte a Danilo che mi parla con quella sua voce aspra e potente. Fra tutti gli scrittori della mia generazione che abitavano a Parigi durante gli anni Ottanta era forse il più grande.… Leggi il resto »

Due variazioni su Flaubert


(Continuo la pubblicazione di inediti di Kis e su Kis, apparsi su Nuova Prosa n. 40. A. I.)

Di Danilo Kis

Gli idioti e i martiri

Sino a Flaubert la letteratura rappresentava un insieme unitario (si pensi a Balzac), la totalità del mondo e dell’essere; era uno degli assi portanti della vita e della società, allo stesso modo dell’esercito, del potere, della filosofia, dello Stato, della famiglia.… Leggi il resto »

(Breve autobiografia)


(Ringrazio l’amico Massimo Rizzante per questi materiali che mi ha inviato su Kis, e che sono parte di un numero monografico che la rivista Nuova prosa ha dedicato allo scrittore. E ringrazio anche Luigi Grazioli che in veste di direttore della rivista sollecita tali iniziative.… Leggi il resto »