Tag: narrativa contemporanea

Dove è nato “Lo specialista”

di Mauro Baldrati

 

 

 

 

 

 

 

La genesi di questo testo risale alla prima metà degli anni Novanta, quando lavoravo a Milano come fotografo. Poiché ero sempre alla ricerca di nuove avventure (fotografiche) mi recai a Firenze, in una villa sui colli, dove gli Hare Krishna tenevano un festival, per realizzare un reportage.… Leggi il resto »

Il mio corpo a Carofiglio

di Gian Balsamo

Palo Alto, 15 giugno 2020

Io non sono gay ma ci sono uomini con cui andrei a letto. Placido Domingo, ad esempio. Lui neppure è gay ma io mi farei volentieri avanti, se potesse aiutarlo a sostituire le donne cui ha fatto troppi complimenti o troppi sgarbi.… Leggi il resto »

LIGURIA MON AMOUR

di Dario Voltolini (illustrazioni di Marco D’Aponte e adattamento di Andrea B. Nardi; da un romanzo di Marino Magliani)

È con profonda commozione che scrivo questa nota a margine dell’ottima prova congiunta di due squisiti narratori, Marino Magliani alla tastiera e Marco D’Aponte alle matite, innanzitutto per la storia che viene narrata, ma anche per altro.… Leggi il resto »

Scuola di ballo

di Paolo Codazzi

Mostratemi qualcuno sano di mente e lo curerò per voi…
Carl Gustav Jung

Non avrei mai immaginato che all’estrema periferia della città, dove fino a pochi anni fa la piana s’imputridiva in maleodoranti acquitrini infestati da varie specie di insetti, involontari portantini di organismi patogeni, e dove l’uomo si guardava bene dall’avventurarsi, salvo alcuni pescatori di anguille e cacciatori di volatici endemici a quell’ecosistema (definizione di recente attribuzione, prima il luogo veniva genericamente denominato pantanaio), e dove ora si addensano numerosi alveari umani in un reticolato cicatrizzato di erba ingiallita, non avrei mai immaginato, appunto, che in quel luogo ci fosse una bella villa seicentesca: residenza per secoli di un casato nobiliare discendente da un ramo inferiore dei Medici, al centro di un esteso e suggestivo parco qualificato dalla presenza di esemplari secolari di monumentali alberi sui lati di stagni punteggiati di ninfee, dove il fervore dei naturalisti ha raccomandato la restituzione della palude che un tempo infettava tutta la piana, allora guardata con ostilità anche per le malattie di cui era incubatrice, oggi con il rimpianto di un ambiente ormai del tutto estinto escluso quei tre laghetti sulle cui sponde cartelli didattici indicano le specie di flora e fauna che ancora sopravvivono in quell’estensione piuttosto ampia di alberi, campi infiorati, laghetti sui quali è pure possibile noleggiare una barchetta per romantiche crociere.… Leggi il resto »

Grazie Frederika

di Giacomo Sartori

Grazie Frederika per avermi scritto una mail il diciotto di marzo di cinque anni fa, chiedendomi il permesso, dandomi del lei, di tradurre una mia poesia. La poesia sbarazzina si chiamava Se muoio prima io, e il tema era appunto la morte.… Leggi il resto »

Il sistema del tatto

di Alejandra Costamagna

Avrebbe dovuto farlo tanti anni fa, pensa Agustín. Quando aveva trovato sua madre stesa sul letto, con la bava alla bocca, lo sguardo perso e il boccettino vuoto sul comodino. Quando Aroldo era andato a consegnare il lievito a certi clienti fuori Campana.… Leggi il resto »

Penisolario (guida segreta a una Liguria sotterranea)

di Marino Magliani

Il collante delle mie storie liguri è la vergognosa verticalità cui è stato sottoposto un io narrante sofferente di vertigini. Costretto all’esilio, la via di fuga dai carruggi e dai ponti in salita gli ha provocato una specie di euforia, o solo di corsa scomposta da poppa a prua, a bordo di un traghetto diretto ogni giorno in Corsica.… Leggi il resto »

La siepe

di Gianluca Garrapa

Mio fratello morì prima di mezzanotte. Mi avvertì il gatto, miagolando e strusciandosi tra le mie gambe mentre ero seduto in veranda, nell’attesa angosciante dell’agonia che si protraeva nella stanza in cui i miei genitori vegliavano e di cui potevo scorgere solo una flebile luce.… Leggi il resto »

Dopo il crollo

di Bruno Morchio

«Della scomparsa del passato ci si consola facilmente,
è dalla sparizione del futuro che non ci si riprende.»
Amin Maalouf

«Che vuoi capire?»
«Che cosa è diventata questa valle.»
«Non ti seguo.»
«Crolla un ponte, muoiono quarantatré persone, sotto ci sono case e strade dove la gente vive, tira la carretta, sogna, s’innamora e magari mette al mondo dei figli.»… Leggi il resto »

Incendio nel bosco

di Marco Candida

Fermiamo il riavvolgimento del nastro.
Guardiamoci intorno, nei pochi momenti in cui il fuoco è ancora creatura ammirevole, e dell’abete rosso e della farnia abbiamo detto, e a nord intrichi di larici, e vicino un leccio dall’aspetto così abbondante che mosso dal vento sembra masticare carnivoro i volatili che nidificano e si posano sulle sue braccia, e lì accanto una fioritura di maggiociondoli con i suoi fiori a grappoli gialli vivo, e cespugli di lentischio, ed erbaluigia, e a est olmi, e nel mezzo un pianoro ricoperto di foglie verdi rischiarato dal sole, e qui incontriamo un elemento che in mezzo a quell’incastrarsi di fusti, rami, creste d’alberi, foglie fa il suo effetto disorientante, e acquista anche una bellezza nuova.… Leggi il resto »

dizionarietto dei tempi digitali

di Giacomo Sartori

algoritmo s. m.: deus ex machina dei tempi digitali, che viene convocato per risolvere problemi inestricabili o apportare assistenza. Gli algoritmi (il termine viene da al-Khuwārizmī, informatico del nono secolo) sono formule matematiche incomprensibili ai più, o comunque tenute nascoste, di qui la loro valenza esoterica.… Leggi il resto »

In viaggio con Ci (2/2)

di Paolo Morelli

12 maggio (sera)

Trattandosi di un comportamento molto strano dovrò andarci piano in questa parte della cronaca, essere preciso e circostanziato.
Verso le sette di sera siamo a Villa S. Maria, paesetto sul fiume Sangro, accatastato nella valle e tagliato da una roccia di nome Penna.… Leggi il resto »

In viaggio con Ci (1/2)

di Paolo Morelli

(Storia di un diario che doveva esser lungo e invece dura tre giorni scarsi. Storia anche di uno strano tentativo di soluzione, pure andato a male, e poche altre cose ancora…)

La disgrazia di Don Chisciotte non è la sua fantasia; è Sancio Panza.… Leggi il resto »

Mezz’ora di panico

di Walter Nardon

 

Ogni giorno un colpo d’ascia mi prende su un fianco. Finirò per cadere, ma non importa. Voglio solo che Erin rimanga perché lei è luce, gioia che non si spegne.

Forse sarebbe bastato osservare il modo in cui aveva stretto le dita sulla maniglia di acciaio per capire che qualcosa, là dentro, stava precipitando. Ecco dunque Erin, colta nel glorioso gesto di aprire la porta dell’Agenzia di Viaggi «Zippa», di cui era una delle più ascoltate frequentatrici e, occasionalmente, anche clienti: ma la porta stentava ad aprirsi.

Il bosco è vivo

di Oreste Verrini

Il bosco è vivo, seppur io non veda animali o non senta rumori. Scruta i miei passi, controlla i miei gesti, trattiene il respiro come un osservatore. Un osservatore nascosto per non farsi scoprire. Eppure c’è! Una presenza antica, potente, aliena.… Leggi il resto »

Il mio Antropocene

di Giacomo Sartori


Sull’utilità pragmatica del concetto di Antropocene, e sulla sua propensione, così come è nato e viene propalato, a nascondere l’origine dei singoli problemi e le responsabilità, e quindi anche a complicare l’individuazione di strategie non velleitarie per contenere le catastrofi, mi sembra che ci sia molto da discutere, moltissimo.… Leggi il resto »