Tra due-trecento anni

Angelo Maria Ripellino

Tra due-trecento anni la vita sarà migliore.
Ma intanto noi siamo ormai alla frontiera,
senza gli angeli di Elohim precipita la scala del Novecento,
e il Duemila già sventola la sua bandiera
per coloro che sono sicuri di entrarvi.
Io resterò da questa parte, in questo buio,
in questo viluppo di meschinità e bisogno,
senza conoscere il terso luccichìo del futuro.
A me sarà bastato visitarlo nel sogno,
come uno sciamàno che scenda con piatti e sonagli
nel reame dei morti a conversare coi lèmuri.
Resterò sulla porta come un rèprobo, come uno spergiuro.
Perché scusatemi, posteri, che freddo,
che vitreo deserto, che uniformità, che sbaragli
soffiano da quel futuro.

da Notizie dal diluvio, Einaudi 2007, p. 78.

10 Commenti

  1. TUTTO SI PERDE

    Tutto si perde in un vischioso, amorfo
    disperato brulichio di amebe,
    in un nauseante pantano di miele.
    Tutto s’ingolfa in un giallo, in un putrido
    magma di cisposa fanghiglia,
    naufraga nella morchia d’una gora,
    tra un funesto corale di gufi.
    Tutto il tuo fervore, la tua fretta
    d’incollare i frantumi della vita,
    tutto l’entusiasmo con cui edifichi
    in ore felici viadotti di immagini,
    teatrini di parole imbellettate,
    tutto è corroso dall’indifferenza,
    dalla pigrizia, dal cruccio di chi ti circonda.
    Tutto s’accartoccia e si deforma
    nello specchio ricurvo dell’accidia,
    tutto raggela in un abulico stupore,
    come una vecchia città spaventata.
    E intanto da ogni piega dello spazio
    ammicca, guercio e beffardo, il Burlesco,
    intanto squilla sempre più vicina
    la lunghissima tromba del Giudizio.

  2. Mi è capitato, recentemente, di cenare allo stesso tavolo con alcuni promotori, partecipanti e sostenitori dei TQ. Parlavano, e io ho ascoltato trascurando le mie polpette al sugo. Volevo conoscere, sapere, imparare. Per sicero interesse, ma anche perché (credo) che la vecchiaia vera sia il rifiuto del desiderio di imparare.
    Ho ascoltato i progetti, le aspettative, i desideri dei rappresentanti dei TQ.
    Alla fine ho domandato, solo per avere più chiara la situazione, cosa distinguesse il TQ dal Gruppo ’63 o, appunto, dall’Alleanza per la difesa della cultura alla quale partecipò proprio Angelo Maria Ripellino.
    Ho riscontrato una conoscenza a dir poco approssimativa del Gruppo ’63 e buio totale su Angelo Maria Ripellino.
    Ho ritenuto opportuno riprendere a dedicarmi alle mie polpette.

  3. Immensità confermata di Ripellino, ma freddo, vitreo deserto, uniformità, sbaragli non soffiano solo dal futuro

  4. “Ripellino, slavista!” (come era inteso e come irrise in versi) –

    e, invece, sulla popria tomba si fece incidere “Angelo Maria Ripellino – poeta” , quel che era davvero

    (per me, siciliano, assieme a Cattafi, una voce diversa ed irripetibile)

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Cristi e ravioli

di Ilaria Padovan
E mi costringerai a parlarti, ma non avrò più la gola / la gola è una piaga / e le parole saranno ghiaia e sangue

DOSSIER ANGELO MARIA RIPELLINO

di Anna Tellini
Ripellino ci introdusse in un mondo di meraviglie, in cui talenti immensi ma a noi fin lì ignoti ci dischiudevano universi sì letterari ma anche esistenziali, considerato che le loro esistenze diventavano esse stesse letteratura...

Evanescenza e consistenza del mondo: Zanzotto versus Ponge

di Andrea Inglese
Il mio proposito è quello di avvicinare l’opera di Zanzotto a quella di Francis Ponge, utilizzando quest’ultima come un reagente che sia in grado far risaltare e porre in dialogo aspetti delle poetiche di entrambi gli autori.

Incantamenti, molteplice, identità

di Francesca Matteoni
Nella mia casa conservo una valigetta di cartone dove anni fa ho chiuso un incantesimo. Ne ricordo la fonte: era un lutto per il quale ho rinnovato una delle mie molte e bizzarre promesse infantili.

Geografia umana dell’alterità e migrazione del corpo. Su “Isola aperta” di Francesco Ottonello

di Teresa Tommasini
Con un verso di Hart Crane «la memoria, affidata alla pagina, è stata rotta» si apre l’arcipelago di poesie che compongono Isola aperta Isola aperta (Interno Poesia, 2020, pref. Tommaso Di Dio, Premio Gozzano e Premio Internazionale di Letteratura Città di Como Opera Prima).

Anno naturale

di Luca Baldoni
Esistono creature che solo d'aria e luce riescono a nutrirsi, come questa Tillandsia per ultima arrivata tra le altre sul balcone, pianta senza radici o aerea o epifita, proveniente dai fianchi rocciosi delle Ande o sospesa in inganni di foreste pluviali;
domenico pinto
domenico pintohttps://www.nazioneindiana.com/
Domenico Pinto (1976). È traduttore. Collabora alle pagine di «Alias» e «L'Indice». Si occupa di letteratura tedesca contemporanea. Cura questa collana.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: